cronaca

La mafia si può combattere, parola della Pami

Redazione Pixabay

Concluso il summit con le forze dell'ordine

Dal 22 al 24 marzo scorso, si è tenuta - via zooom - una tavola rotonda della Pontificia academia mariana Internationalis, dal titolo “La presenza e l’evoluzione delle mafie autoctone e straniere nel nostro Paese”: trenta ore di dibattito e confronto sul web che hanno contato ben trentacinque interventi di esponenti delle forze dell’ordine, magistrati e prefetti, docenti e volti del mondo ecclesiastico sul fenomeno mafiosi. Il summit interno è stato indetto dal “Dipartimento di Studio, analisi e monitoraggio dei fenomeni mafiosi”. Il dipartimento, nato in seno alla prestigiosa istituzione vaticana, dal settembre dell’anno scorso, si sta impegnando per il delicato campo della lotta contro la mafia. Domenica scorsa, il pontefice, si era espresso con queste parole: “Queste strutture di peccato, le strutture mafiose, contrarie al Vangelo di Cristo, scambiano la fede con l’idolatria”. 

Hanno partecipato alla tavola rotonda, volti come: Roberto Sparagna, sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo; Daniele Masala, Presidente del Comitato dello Sport contro la Droga del CONI; Bruno Corda, direttore dell’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Giovanni Russo, Procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo; Nando Dalla Chiesa, professore di sociologia della criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano; Maria Vittoria De Simone, procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Questi solo alcuni dei trenta nomi circa che hanno portato il loro contributo alla tavola rotonda interna.

L’iniziativa è stata una viva testimonianza che il progetto - a cura del “Dipartimento di Studio, analisi e monitoraggio dei fenomeni mafiosi” -  di liberare la figura di Maria dalle mafie è una realtà che sta  rappresentando - sempre più -  un prezioso crocevia per la sinergia tra Stato e Chiesa nella lotta contro le organizzazioni malavitose. E’ importante la conoscenza di tali attività criminali per poterle fronteggiare al meglio: è stato questo, il messaggio della tavola rotonda. Oltre a questo importante messaggio, ha fatto da protagonista il tema del rapporto organizzazioni mafiose e pandemia covid. Anche Papa Francesco, aveva - infatti - sottolineato questa delicata tematica, sempre nel suo Angelus di domenica 21 marzo scorso: “Le mafie sono presenti in varie parti del mondo e, sfruttando la pandemia, si stanno arricchendo con la corruzione”.

Commosso l’intervento di monsignor Vincenzo Bertolone, Arcivescovo di Catanzaro-Squillace. su uno dei simboli più importanti della lotta contro la malavita, Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”. Il magistrato - ha ricordato il vescovo - ha sfidato - senza paura - la “fossa dei leoni” della mafia. Il presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis si è detto molto soddisfatto dei lavori dell’assise, e ha ribadito l’impegno dell'istituzione vaticana mariana contro l’illegalità, “contro una cultura di morte, contraria al Vangelo. Perché la fede, è vita. La mafia è morte”. 

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