cronaca

Elsa, la studentessa che salva i prati

Riccardo Bruno Pixabay
Pubblicato il 12-03-2021

La lotta contro un cantiere non autorizzato

Dice che non crede di aver vinto. «È vero, le ruspe si sono fermate, ma ci vorranno anni prima che si ripristini l' ecosistema». Elsa Merlino può vantare tuttavia un record non indifferente, in un Paese dove se va bene ci vogliono anni prima di avere giustizia: in meno di un mese dalla scoperta e dalla denuncia è riuscita a bloccare uno sbancamento non autorizzato nell' alveo del torrente Torre, comune di Povoletto, Udine. «È a duecento metri da dove abito, ci venivo sin da piccola con mio padre. Quando ho visto camion e trattori per me è stato uno choc, come se mi distruggessero casa». Li chiamano prati stabili, i «magredi» friulani sono distese spontanee di vegetazione tutelate dalla Regione dal 2005. Adesso i lavori si sono fermati, il sindaco ha emesso un' ordinanza che impone all' impresa che stava spianando tutto di seminare il nuovo prato e di curarlo per almeno 4 anni. Elsa ha vinto la sua battaglia, ma adesso si prepara a una guerra. «Sono sommersa da mail e telefonate. Mi chiedono come ci sono riuscita, mi segnalano altri casi, si offrono per rendersi utili».

I progetti futuri di Elsa così si stanno intrecciando con quelli di Giacomo Castana, due storie di amore per piante e animali. E soprattutto di voglia di agire. Elsa, 26 anni, sta completando a Udine gli studi in Scienze per l' ambiente. Prima ha studiato Economia ambientale a Goteborg, ha fatto la cameriera ma anche l' animatrice alle Maldive («Un' esperienza che mi ha aperto gli occhi. Non sono solo quelle dei depliant, anche lì la natura è minacciata, il mare è pieno di plastiche»). Giacomo, 29 anni, di Varese, giardiniere, ha girato tutta l' Italia per realizzare un documentario, Botanica per tutti , intervistando oltre 250 esperti sulla simbiosi tra uomini e alberi. E attraverso il suo progetto, «Prospettive vegetali», ha raccolto la denuncia di Elsa e l' ha diffusa sui social. L' attenzione mediatica si è così affiancata al lavoro sorprendentemente celere delle istituzioni, dalla Stazione forestale al Servizio biodiversità della Regione, fino all' intervento del primo cittadino di Povoletto. «Sono prati che sembrano una steppa, ma che custodiscono delle meraviglie - si appassiona Elsa -. In un metro quadrato puoi trovare più di un centinaio di specie, orchidee anche in via d' estinzione, tantissime varietà di Iridacee o di Amarillidacee».

Per impedire che tutto fosse perduto, Elsa per un paio di settimane ha chiamato amici e conoscenti, ambientalisti e uffici pubblici. «Volevo fare presto, non volevo che mi dessero ragione troppo tardi. In questi casi sarebbe utile avere una persona o un ente a cui potersi rivolgere senza perdere tempo». Un «garante del verde» per ogni realtà locale, un progetto a cui adesso con Giacomo vuole dedicare energie e impegno. «I cambiamenti, anche quelli grandi, partono dalle piccole cose - conclude -. Io non voglio diventare un simbolo, vorrei invece che chiunque possa essere protagonista. Mi piacerebbe dare solo un supporto, mettere in rete tutte queste esperienze». (Corriere della Sera)

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