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Pannofino concluderà il Cortile di Francesco: Sono devoto al santo di Assisi, unico posto dove la sacralità s’impossessa di me

Redazione

Farà una lettura pubblica in basilica superiore di brani tratti da Bibbia, Corano e Parmenide

Francesco Pannofino è il doppiatore ufficiale di George Clooney e di Denzel Washington. Ha prestato le sue corde vocali a decine di attori tra cui Antonio Banderas e Tom Hanks. Sabato 22 settembre alle 21.00, nella Basilica Superiore di san Francesco d’Assisi, immerso nella cornice incantata creata dagli affreschi di Giotto e Cimabue, Pannofino leggerà brani della Bibbia, del Corano e testi del filosofo greco Parmenide: “I testi sacri sono stati scritti per essere letti in pubblico. Per chi, ed erano quasi tutti, non sapeva leggere. Per questo una lettura pubblica è l’ideale per trasmettere il loro messaggio”.

La voce può essere strumento di dialogo per unire chi la pensa diversamente?

Io non mi attribuirei meriti che non ho. La mia voce è solo lo strumento del mio mestiere, che è quello di divulgare le idee e le intenzioni degli autori. Soprattutto in questo momento – e le letture in basilica saranno l’occasione propizia – è opportuno rinfrescare la memoria a chi si è dimenticato il significato della parola umanità. Gli episodi di intolleranza si moltiplicano, e non solo in Italia. I brani che leggerò sono stati scritti da autori che hanno dato il buon esempio. Modelli difficili da imitare, a cui però tutti dobbiamo aspirare”.

Cosa rappresenta per lei questa partecipazione al Cortile di Francesco?


Ho aderito con grande entusiasmo. Mi chiamo Francesco e sono devoto del santo, ma la mia fede non ha a che vedere con la lettura in Basilica. È un fatto privato, che cresce quando vengo ad Assisi: uno dei pochi posti, forse l’unico, in cui la sacralità si impossessa di me.


Quali politici italiani le piacerebbe doppiare?


Nessuno. Preferisco doppiare gli attori, è molto più semplice

Consiglierebbe a un giovane italiano di emigrare?


Le menti migliori devono rimanere qua, se no siamo rovinati. Ho un figlio di 21 anni e non gli consiglio di andare fuori. Certo, l’esperienza all’estero è utile, per esempio, a imparare l’inglese, ma poi bisogna tornare e dare il meglio di sé nel proprio paese. Ciò non significa non esprimere dissenso verso l’attuale situazione italiana, ma invitare i giovani a dare il meglio di sé qua. Ne abbiamo bisogno.

 

Cosa pensa della situazione migratoria verso l’Italia?


In quei Paesi c’è una situazione complessa, certamente non felice. Se tante persone affrontano la morte, per di più pagando per morire, pur di arrivare da noi, vuole dire che non stanno tanto bene. Non penso però che il tema migratorio vada affrontato come stiamo facendo oggi. Ci vorrebbe qualche illuminato che individui la giusta via… Certamente, la mia solidarietà va a quella gente che scappa.

 

Cosa vorrebbe scritto sul tuo epitaffio?


Tutti ogni tanto pensiamo alla morte, anche se per me sarebbe un po’ presto. Sulla mia tomba vorrei fosse scritta una frase del grande Walter Chiari: “Non preoccupatevi è tutto sonno arretrato”.

 

Per partecipare agli incontri di Assisi www.cortiledifrancesco.it

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