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L'economia sostenibile, un buon affare

Redazione ANSA/STEFANO SECONDINO

Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d'uomo e per questo più capace di futuro. Il primo incontro dei firmatari del Manifesto, sono già oltre 1500, si terrà ad Assisi il 24 gennaio.

L'obiettivo ambizioso ma praticabile è quello di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050. L'Italia può dare un importante contributo in questa straordinaria sfida, mentre combatte i suoi mali antichi, se mette in campo le sue energie migliori, senza lasciare indietro nessuno. Già oggi in molti settori, dall'industria all'agricoltura, siamo protagonisti nel campo dell'economia circolare e sostenibile. La nostra green economy rende più competitive le nostre imprese e produce posti di lavoro affondando le radici, spesso secolari, in un modo di produrre legato alla qualità, alla bellezza, all'efficienza, alla storia delle città, alle esperienze positive di comunità e territori. Fa della coesione sociale un fattore produttivo e coniuga empatia e tecnologia.

Da qui dobbiamo partire sapendo che non è il frutto di un algoritmo esoterico o un dato da sottoporre alle agenzie di racing. Un aiuto formidabile su questa frontiera è venuto dal più importante documento prodotto per comprendere la crisi economica, climatica, sociale attuale: l'enciclica Laudato Si' di Papa Francesco. Un documento che va ben al di là delle appartenenze religiose ed è al tempo stesso visionario e concreto. Il cambiamento non arriverà se aspettiamo qualcun altro o se aspettiamo tempi diversi. Francesco oggi ci direbbe: "Io ho fatto la mia parte. Ora tocca a voi". Siamo pronti ad assumere le nostre responsabilità. Insieme.



Padre Enzo Fortunato e Ermete Realacci
Corriere della Sera