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Gesù, Giuseppe e Maria in gabbia: il presepe che denuncia i trattamenti sui migranti messicani

Redazione
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"In un periodo in cui, nel nostro Paese, le famiglie di rifugiati chiedono asilo ai nostri confini e sono separati l'uno dall'altro contro la loro volontà, ripensiamo alla più nota famiglia di rifugiati del mondo. Gesù, Maria e Giuseppe, la Sacra Famiglia". Le parole pubblicate su Facebook da Karen Clark Ristine, ministra di culto della Chiesa metodista unita di Claremont, in California, accompagnano una foto in cui le statue del presepe di Gesù, Giuseppe e Maria appaiono divise e rinchiuse in celle. Il richiamo alla situazione dei migranti bloccati al confine tra Stati Uniti e Messico è chiaro. "E se questa famiglia chiedesse rifugio nel nostro Paese oggi?", si chiede la ministra di culto.