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Economy of Francesco, il terzo sigillo del Pontificato

Padre Enzo Fortunato Andrea Cova

Per comprendere l’appuntamento di Assisi, che già vede accreditati centinaia di giornalisti e oltre 2mila giovani da 115 Paesi, bisogna tornare alle indimenticabili parole di Bergoglio nell’indicare la scelta del nome: «Francesco d’Assisi, l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il Creato». Parole che stanno strutturando l’intero pontificato, fissandone le linee portanti, gli architravi o, se volete, i tre sigilli.

 

Il primo legato alla pace, facendoci comprendere l’importanza dell’arma del dialogo e della preghiera, unica strada da percorrere, per scongiurare la guerra in Siria. Era il 7 settembre 2013­. Il secondo legato alla cura del Creato, con la pubblicazione, nel 2015, dell’Enciclica Laudato Si. Mai una sala stampa così piena per un evento senza precedenti: la promulgazione del documento che ha posto le basi di un nuovo modello di ecologia integrale. Siamo al 2020. Si avvicinano i giorni di The Economy of Francesco, l’incontro di Assisi con giovani economisti, imprenditori e innovatori sociali convocato proprio da Bergoglio.

Dal 26 al 28 marzo la città di Francesco, il Santo, sarà così occasione per l’altro Francesco, il Papa, di apporre il “terzo sigillo” al proprio pontificato. Un vero e proprio “scatto” verso «chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda». Lo stesso Bergoglio nel suo invito a The Economy of Francesco ha definito le nuove generazioni «profezia di un’economia attenta alla persona».

L’obiettivo è quello di «correggere i modelli di crescita incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente, l’accoglienza della vita, la cura della famiglia, l’equità sociale, la dignità dei lavoratori, i diritti delle generazioni future». La speranza è riposta nei giovani, a partire da quelli che si recheranno ad Assisi: menti e anime in formazione, con diverse esperienze e sensibilità. A loro Bergoglio affida le chiavi per un nuovo modello di sviluppo che si rifà all’origine del pensiero francescano e dei frati come fondatori delle prime banche, monti di pietà e monti frumentari, con prestiti di denaro e sementi a tassi zero. Allora come oggi una rivoluzione.

Ciò che interessa non è il profitto, ma il benessere sociale. Assisi e The Economy of Francesco come «cantiere di speranza». Una cosa è certa: fintanto che il nostro sistema economico, finanziario e sociale produrrà vittime e persone scartate, non ci potrà essere la festa della fraternità universale. IL SOLE 24 ORE DEL 23 FEBBRAIO 2020

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