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Dal frate-medico alla cassiera i 57 eroi anti Covid del Colle

Maria Lombardi Ansa
Pubblicato il 04-06-2020

Mattarella nomina cavalieri i protagonisti della lotta al virus

Cinquantasette storie che ne raccontano migliaia. Ecco gli eroi del Covid, i migliori dell' Italia migliore, i Cavalieri al merito nominati dal presidente Mattarella. Accanto a loro ci sono tutti gli altri, quelli che hanno combattuto e sofferto negli ospedali e nei laboratori, nelle ambulanze, nelle case e sul lavoro, giorno dopo giorno. Ogni cavaliere, stavolta, rappresenta anche chi non compare nella lista. Dietro il gesto straordinario c' è l' eroismo di una squadra, mai come stavolta si è grandi insieme. «I riconoscimenti, attribuiti ai singoli - sottolinea il Quirinale - vogliono simbolicamente rappresentare l' impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali».

E così il titolo a Elena Paglierini, l' infermiera simbolo della lotta in corsia al Covid, è per tutte quante le colleghe che in questi mesi hanno lottato come lei. Elena, 43 anni, di Cremona è stata fotografata alla fine del turno di notte da una dottoressa: si è addormentata sul pc, nemmeno la forza di togliere i guanti e la mascherina.

«Accetto questo premio come rappresentante di una squadra», Antonino Di Caro è il direttore dell' Unità operativa di Microbiologia dell' ospedale Spallanzani.

«Il dispiacere è che non sia potuto andare a più persone», e racconta di turni estenuanti per poter analizzare le decine di migliaia di tamponi che arrivavano nei laboratori dell' istituto, «siamo arrivati a farne mille al giorno, con i turni triplicati e la tensione di dover dare risposte molto veloci. È stato impegnativo ma anche molto gratificante». Cavaliere, insieme al team dello Spallanzani che ha isolato - primo in Italia - il virus, tra loro Francesca Colavita, la ricercatrice di Campobasso precaria che poi è stata assunta.

IN CORSIA
Prima linea, le dottoresse del paziente numero 1: Annalisa Malara e Laura Ricevuti, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, grazie al loro intuito si è scoperto che il virus era già in Italia. «Mi sono anche ammalata - racconta la dottoressa Ricevuti - sono stata in isolamento nel reparto di malattie infettive a Pavia. Dedico questo riconoscimento ai miei colleghi, con il primario che è andato in pensione». Chi ha rischiato per aiutare i colleghi, come Mariateresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini, i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo' Euganeo messi in quarantena. E chi è tornato a indossare il camice di medico, don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate, Varese, di nuovo in corsia a Busto Arsizio, o Monica Bettoni, ex senatrice e sottosegretaria alla Sanità, dalla pensione all' ospedale di Parma.

IL LAVORO
Il prof Ambrogio Iacono di Ischia pensa a «tutti quelli che in questa emergenza hanno avuto gesti di solidarietà e di impegno verso il prossimo», lui ha continuato a insegnare ai suoi alunni in teledidattica dal letto dell' ospedale Rizzoli, dove è stato ricoverato per complicanze del Covid. «Dio non può essere ovunque, ecco perché ha creato voi del 118 ...io non sono altro che una cassiera che lavora all' Ipercoop ...», Maria Rosaria Lucchetti, 51 anni, non ha nemmeno firmato questa lettera inviata agli operatori del 118 di Pesaro. Ha donato tre tessere prepagate da 250 euro, «non ho granchè, ma ho un cuore grande, e il mio cuore mi dice di ringraziare voi per ciò che fate ogni giorno».

Maria Rosaria premiata per tutte le commesse e quanti hanno continuato a lavorare senza sosta. Come Giuseppe Maestri, farmacista a Codogno, che ogni giorno ha percorso cento km per recarsi in piena zona rossa. O Maurizio Magli, operaio della Tenaris di Dalmine, nominato cavaliere in rappresentanza degli altri 30 operai che hanno continuato a lavorare volontariamente per produrre 5mila bombole nel minor tempo possibile. E Concetta D' Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Con loro si riconosce il merito e il sacrificio di intere categorie di lavoratori che non si sono fermati.

I GESTI
E poi c' è il cuore, che porta lontano. Oltre mille chilometri gratis, tassametro spento, Alessandro Bellantoni, socio della cooperativa di tassisti Prontotaxi 6645 di Roma, a fine aprile ha accompagnato una bambina di tre anni di Vibo Valentia al Bambino Gesù per una visita oncologica. Piero Terragni, imprenditore brianzolo, ha assunto la moglie di un dipendente morto. Lo studente Riccardo Emanuele Tiritiello ha cucinato gratis per i medici del Sacco.

Francesco Pepe, chiuso il ristorante nel Casertano, ha sfornato pizze e biscotti per poveri e anziani. Irene Coppola ha realizzato migliaia di mascherine. Il rider Mahmoud Lufti Ghuniem ha comprato mille per la Cri a Torino. Pietro Floreno, malato di Sla, aveva deciso di donare il suo secondo ventilatore a un ospedale per i malati di Covid-19. Ettore Cannabona, comandante dei carabinieri di Altavilla Milicia, provincia di Palermo, ha donato il suo stipendio per aiutare le famiglie in difficoltà. «Ho visto il disagio negli occhi dei tanti uomini e donne che durante i giorni della pandemia non avevano nulla da mangiare». Solo 57 nomi, ma la lista dell' Italia che ha dato il meglio di sé è lunghissima. (Il Messaggero)

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