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Coronavirus: L'emergenza spiegata ai bambini

Redazione pixabay - Bessi
Pubblicato il 10-03-2020

Spiegare la realtà in modo comprensibile, usare la fantasia e dare il buon esempio per proteggere i bambini

L'emergenza spiegata ai bambini, spiegare la realtà in modo comprensibile, usare la fantasia e dare il buon esempio per proteggere i più piccoli

In questi giorni di grande apprensione per via del Covid-19, in televisione non si parla d’altro che di questa nuova emergenza. In ogni trasmissione sono presenti medici, virologi e operatori sanitari che ci spiegano cosa sia questo “coronavirus”, come possiamo difenderci, le modalità con cui “attacca” il nostro sistema immunitario e come evitare di essere contagiati.

Usano un linguaggio scientifico talvolta difficile da capire per i non addetti ai lavori, figuriamoci per un bambino, allora mi sono chiesto: “ma i più piccoli riescono a capire la gravità della situazione o rischiano di ritrovarsi soltanto con una gran confusione?”.

La domanda è retorica, ovviamente un bambino intuisce sì la gravità, ma non sa come proteggersi. Ma allora come potremmo spiegare ai bimbi la situazione in modo tale che non prendano sottogamba il nuovo virus?

Probabilmente dovremmo partire da situazioni di vita che hanno già vissuto, come una brutta influenza. Cosa hanno di simile la normale influenza stagionale e il Covid-19? Entrambi si trasmettono tramite il contatto con le altre persone, quindi a scuola, al parco, nello spogliatoio prima e dopo aver praticato sport o in luoghi affollati come un centro commerciale. Ma a differenza dell’influenza che già conoscono del coronavirus non sappiamo quasi niente e per ora non abbiamo soluzioni rapide ed efficaci come una medicina o un vaccino. Quindi spieghiamogli che l’unico rimedio per il momento è quello di evitare per quanto possibile il contatto con le altre persone.

Cerchiamo di trasmettergli in modo semplificato, più che la nostra preoccupazione (seppure legittima), l’importanza della prevenzione e dell’igiene personale, ma come? Niente di più semplice: trasformiamo quanto detto in gioco facendo leva sulla loro immaginazione. Trasformiamo questo temibile virus in un drago famelico o in uno stregone malvagio che vuole tenerci in ostaggio lontano dai divertimenti e dagli amici. E l’arma per combattere il virus è altrettanto fantasiosa: un mago buono e saggio ci ha donato l’amuchina, alias una pozione magica, attraverso la quale possiamo tenere lontano il male.

Il comportamento di noi adulti è di vitale importanza. Sappiamo benissimo che trasmettere tranquillità non è facile, soprattutto in momenti di tensione come questi, dove lavoro e salute sono in precario equilibrio, ma è altrettanto vero che attraverso il nostro comportamento possiamo dare il buon esempio. Cerchiamo di non farci vedere agitati o in preda al panico, trasmettiamo ai bambini sicurezza pur spiegando che quanto sta accadendo in questi giorni, purtroppo, è una situazione non facile.

L’obiettivo nostro non deve essere quello di minimizzare o banalizzare il virus, ma cercare di fargli vivere questi momenti con consapevolezza e, per quanto possibile, serenità e ottimismo, consapevoli del fatto che tanti scienziati in tutto il mondo stanno lavorando per sconfiggere questo “drago famelico”.

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