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Brexit, raggiunto l'accordo. Juncker e Johnson: 'Intesa equa'

Redazione JULIEN WARNAND - ANSA

L'annuncio via Twitter. Sabato il voto del Parlamento britannico, contrari laburisti e nordirlandesi.

Fumata bianca a Bruxelles sull'accordo per la Brexit. Lo rende noto il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Secondo il presidente si tratta di un'intesa "equa e equlibrata".

Immediata la risposta del premier britannico Boris Johnson: "Abbiamo un nuovo grande accordo che riprende il controllo: ora il Parlamento dovrebbe concludere la Brexit sabato, così possiamo passare ad altre priorità come il costo della vita, il servizio sanitario nazionale, i crimini violenti e il nostri ambiente". Anche Johnson ha annunciato via Twitter l'accordo. Intesa che tuttavia deve ancora passare al vaglio del Parlamento britannico in seduta sabato. Il tweet di Johnson è stato diffuso mentre il primo ministro lasciava Downing Street da un'uscita posteriore, in partenza verso Bruxelles dove è previsto che si rivolga ai leader dei 27 Paesi Ue prima del Consiglio Europeo al via nel pomeriggio.

Nel breve messaggio, BoJo evita qualunque riferimento all'atteggiamento negativo annunciato alcune ore fa dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup, ma incoraggia il Parlamento britannico a dare il via libera all'intesa in modo che il Regno possa poi "muoversi - scrive - per affrontare le altre sue priorità, come il costo della vita, l'Nhs (sanità pubblica), la criminalità violenta e l'ambiente".

Alla notizia dell'accordo accelerano le Borse europee. Milano avanza dello 0,9% e Londra sale dello 0,58% mentre vola la sterlina che inverte la rotta e guadagna lo 0,5% sull'euro a 1,30. 

Contro l'accordo raggiunto in extremis si schierano però i laburisti e il Dup, il partito degli unionisti nordirlandesi. Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn parla di un'intesa ancora peggiore di quella raggiunta dall'ex premier Theresa May e chiede un nuovo referendum. "Da quello che sappiamo - si legge nel comunicato dei laburisti - sembra che il primo ministro abbia negoziato un accordo ancora peggiore di quello di May che è stato respinto a stragrande maggioranza. Queste proposte rischiano di scatenare una corsa al peggio in termini di diritti e protezioni: rischiano di mettere la sicurezza alimentare a rischio, di abbassare gli standard ambientali e i diritti dei lavoratori e di spalancare le porte del sistema sanitario a operazioni di conquista da parte del settore privato. Questo accordo di svendita non riunirà il Paese e deve essere respinto. Il modo migliore di superare l'impasse del Brexit è quello di ridare al popolo la possibilità di dire la sua in un voto finale".

Scontata invece l'opposizione del Dup. "Leggete la nostra dichiarazione. Non è cambiata". La dichiarazione è quella con cui questa mattina il partito faceva trapelare i suoi dubbi.

A spiegare l'accordo anche una lettera che Juncker ha spedito al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. "'Penso sia giunto il momento di completare il processo di uscita" del Regno Unito dalla Ee e di concentrarci il più' rapidamente possibile sulla negoziazione della futura partnership con il Regno Unito.

"I negoziatori hanno raggiunto un accordo su un protocollo rivisto sulla questione del confine tra Irlanda e Irlanda del Nord e su una nuova dichiarazione politica relativa agli obiettivi della futura relazione tra Ue e Regno Unito". Entrambe le intese 'hanno il sostegno della Commissione europea, sottolinea Juncker, che invita il Consiglio Europeo ad approvarle in occasione della prossima riunione.

Soddisfazione è stata espressa anche dal capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier. "La pazienza è una virtù e la Brexit è una scuola di pazienza. Abbiamo trovato un accordo sul recesso ordinato e sul quadro delle nostre relazioni future. E' il risultato di un lavoro intenso". Secondo Barnier, l'accordo ha soprattutto il pregio di evita dogane fisiche alle frontiere in Irlanda. Sempre secondo Barnier gran parte di questo accordo "è quello già presentato nel 2018, "c'è qualche elemento nuovo sull'isola d'Irlanda e sulla dichiarazione politica", per questo penso che ci possa essere il margine affinché sia "sostenuto e ratificato" nel tempo che ci separa dal 31 ottobre.

"Sono molto contento. Abbiamo lavorato tutti perché ci fosse una uscita ordinata del Regno Unito". Cosi il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha commentato l'accordo raggiunto sulla Brexit. "Adesso dovremo vedere i testi - aggiunge -, ci sarà un pronunciamento del Consiglio e poi di Westminster. Naturalmente il Parlamento europeo è pronto a fare la propria parte e il proprio dovere".

di DAVIDE BANFO - Repubblica.it

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