Le visite dei pontefici
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Il 6 agosto 2026, ad Assisi, è stata inaugurata la Global House of Friendship and Hope, un centro internazionale di dialogo interreligioso promosso dall'Elijah Interfaith Institute. Con il sostegno della comunità francescana, il progetto offre un percorso espositivo immersivo, l'esperienza del Giardino dei Santi e un programma di incontri fino a gennaio 2028.
C'è un momento in cui un luogo smette di essere soltanto una città e diventa una parola. Assisi è diventata da secoli quella parola: pace. Non come astrazione, ma come cammino concreto, come scelta vissuta ogni giorno da uomini e donne di fede diversa che trovano in questo borgo umbro un punto di incontro autentico.
Il 6 agosto 2026 — nell'anno in cui si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco — quel cammino ha compiuto un passo nuovo e significativo. È nata la Global House of Friendship and Hope, la Casa dell'amicizia e della speranza: un luogo internazionale dedicato al dialogo tra le religioni, alla preghiera condivisa, all'ascolto reciproco e alla costruzione della pace attraverso la comunione spirituale.
Un progetto che non sorge dal nulla. Affonda le radici in oltre trent'anni di lavoro dell'Elijah Interfaith Institute, fondato e diretto dal Rabbino Alon Goshen-Gottstein, che da decenni unisce i massimi leader spirituali del mondo in percorsi di amicizia, studio e trasformazione interiore. Ad Assisi, quell'esperienza trova finalmente una casa.
La scelta di Assisi non è casuale. È, al contrario, profondamente necessaria. Dal celebre incontro tra Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil nel 1219 — gesto profetico e controcorrente — fino alla storica Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace convocata da Giovanni Paolo II nel 1986, che ha dato vita allo "Spirito di Assisi", questa città porta nel suo stesso nome una vocazione universale: essere luogo di fraternità tra popoli e fedi.
«Scegliere Assisi», afferma il Rabbino Goshen-Gottstein, «significa riconoscere nel dialogo un'espressione autentica della fede e offrire, in un tempo segnato da conflitti e incomprensioni, una concreta alternativa di speranza».
Nel contesto dell'Ottavo Centenario della morte di San Francesco, la CAsa dell'amicizia e della speranza si inserisce in questa eredità spirituale con una proposta rivolta non al passato, ma al presente e al futuro. Non un museo della memoria, ma un laboratorio vivo di incontro.
La presentazione ufficiale della Casa si è svolta giovedì 6 agosto 2026, con un grande evento pubblico dal titolo "Preghiera e amicizia interreligiosa come vie per la pace", che si è tenuto alle ore 19.30 nei pressi della Casa dell'amicizia e della speranza, a due passi dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli.
All'inaugurazione sono intervenute alcune tra le più autorevoli personalità spirituali del panorama internazionale:
«Come frate francescano e Patriarca di Gerusalemme», dichiara il Cardinale Pizzaballa, «vedo lo spirito di San Francesco riflesso in quanto la Casa dell'amicizia e della speranza propone. Apprezzo l'impegno profuso nel promuovere l'unità nella diversità, contribuendo alla costruzione di un mondo armonioso.»
Un segno particolarmente significativo è la vicinanza e il sostegno espressi dai francescani di Assisi. tra Gli altri, a nome dei frati del Sacro Covento, sono stati presenti all'inaugurazione, il padre Custode fra Marco, che ha rivolto alcune parole di augurio e di aprrezzamento, di fra Daniel e fra Giulio. La loro partecipazione non è un gesto formale: è il riconoscimento che questo progetto risuona profondamente con il carisma di Francesco, con quello spirito di incontro e fraternità universale che il Santo di Assisi ha incarnato in modo profetico.
Nello spirito di Assisi — spirito di dialogo, di accoglienza, di apertura sincera all'altro — tutta la comunità francescana abbraccia un'iniziativa che porta avanti, con linguaggi e strumenti contemporanei, quella stessa missione di pace affidata secoli fa a un uomo scalzo che andò incontro al sultano senza armi, solo con il cuore aperto.
La Casa dell'amicizia e della speranza ha aperto al pubblico con un percorso espositivo multimediale e immersivo, progettato e realizzato dallo Studio Karmachina insieme a Marina Cinciripini. Il percorso resterà aperto fino al 6 gennaio 2028.
Non si tratta di una mostra tradizionale. È un'esperienza che coinvolge mente, cuore e spirito: installazioni multimediali, ambienti contemplativi, testimonianze storiche e opere audiovisive costruiscono un itinerario che ripercorre la nascita dello "Spirito di Assisi", il valore dell'amicizia tra le religioni, la preghiera come patrimonio universale dell'umanità, e l'insegnamento dei santi e dei grandi maestri spirituali delle diverse tradizioni.
Tutto ciò che è esposto rappresenta la valorizzazione dei trent'anni di attività dell'Elijah Interfaith Institute: dalle campagne di sensibilizzazione agli incontri formativi rivolti alle nuove generazioni.
Al centro dell'intera esperienza si trova il Giardino dei Santi, uno spazio pensato per il silenzio, la meditazione e la contemplazione. Tra piante, tigli, totem recanti testi sacri, musiche e insegnamenti provenienti da differenti tradizioni religiose, il giardino diventa il luogo in cui il visitatore è invitato a sostare — non solo a guardare, ma a lasciarsi toccare.
È uno spazio che trasforma la visita in un tempo personale di ascolto, preghiera e meditazione. Un'oasi dove le voci delle diverse fedi non si sovrappongono, ma si armonizzano.
Il percorso culmina con un'opera destinata a restare nel cuore dei visitatori: "An Instrument of Your Peace", un'installazione immersiva generativa ideata dall'artista multimediale Massimiliano Siccardi, già noto al mondo per la sua celebre opera Immersive Van Gogh.
L'installazione intreccia immagini, musiche originali, inni e preghiere appartenenti a differenti tradizioni religiose. Prende ispirazione dalla celebre preghiera attribuita a San Francesco — «Signore, fa' di me uno strumento della tua pace» — e invita ogni visitatore a riflettere sul tema della trasformazione interiore come primo passo verso la costruzione della pace nel mondo.
Un'opera che non descrive la pace: la fa respirare.
La Casa dell'amicizia e della speranza non è solo una mostra. È il primo passo verso un centro permanente di incontro, ricerca e formazione, aperto a credenti di ogni tradizione e a chiunque riconosca nel dialogo una via concreta per costruire la pace.
Nei prossimi 18 mesi — fino a gennaio 2028 — si svilupperà un programma articolato che comprende:
Il progetto ha ottenuto il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Assisi, della Diocesi di Assisi, della Custodia generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi dei Frati Minori Conventuali e della Provincia Serafica di San Francesco d'Assisi dei Frati Minori.
La Casa dell'amicizia e della speranza si trova in Piazza Garibaldi 8, Santa Maria degli Angeli, Assisi, nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Periodo di apertura: 6 agosto 2026 – 6 gennaio 2028
Orari: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 22.00
Biglietti:
Il primo mercoledì di ogni mese, dalle ore 16.00, ingresso gratuito per i residenti del Comune di Assisi.
Per ulteriori informazioni: www.friendshipandhope.org
Assisi, ancora una volta, si offre al mondo come soglia. Non come confine, ma come punto di passaggio: dal sospetto alla fiducia, dalla divisione alla fraternità, dall'indifferenza all'incontro.
Nell'anno in cui ricordiamo la morte di Francesco — colui che disse al sultano che la pace è possibile, che il diverso è un fratello — nasce una casa che porta avanti quella stessa intuizione profetica. Una casa per tutti. Una casa in cammino verso Gerusalemme, partendo dal cuore dell'Umbria.
Perché la pace, come insegnava Francesco, non è mai soltanto un desiderio. È una scelta. Ogni giorno.
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