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340 milioni di cristiani perseguitati

Marco Guerra Pixabay

La ong Open Doors: il Covid acuisce le discriminazioni

Superono i 340 milioni i cristiani nel mondo, circa uno su otto, che subiscono un alto livello di persecuzione e discriminazione, fenomeno che per 309 milioni di questi fedeli diventa perfino “estremo” in 50 Paesi. E’ quanto denuncia il rapporto annuale World Watch List 2021, curato dall’Ong Porte Aperte/Open Doors e presentatoa Roma, presso la Sala Stampa Camera dei Deputati, grazie alla collaborazione dell’Intergruppo per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo. All’evento hanno presenziato Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”; Cristian Nani, direttore della Fondazione “Open Doors Italia”; e l'onorevole Andrea Delmastro delle Vedove, promotore dell’Intergruppo per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo.

Il contesto della pandemia

Dal lavoro del team di ricercatori di Porte Aperte, impegnato a monitorare la situazione dei cristiani in 100 nazioni nel mondo, è emerso un sostanziale peggioramento delle situazioni di vulnerabilità dei singoli cristiani e delle comunità di fedeli esposte alle persecuzioni, a causa della pandemia del Covid-19 che ha creato un contesto pretestuoso per nuove restrizioni alla libertà religiosa e ha favorito l’agibilità di gruppi fondamentalisti e criminali.

In aumento le uccisioni di cristiani

Il documento afferma chiaramente che “cresce la persecuzione anticristiana in termini assoluti”. Si calcola che nell'ultimo anno i cristiani uccisi sono stati 4761 (mediamente 13 ogni giorno) con un incremento del 60% e la Nigeria terra di massacri assieme ad altre nazioni dell’Africa Sub-Sahariana; tra i primi 10 Paesi con più uccisioni di cristiani troviamo otto nazioni africane. I cristiani arrestati senza processo e incarcerati sono 4277 (11 ogni giorno) e i cristiani rapiti 1710 (mediamente 4 al giorno). Diminuisce, invece, il numero di chiusure, attacchi e distruzioni di chiese ed edifici connessi (scuole, ospedali, ecc.) per un totale di 4488 casi contro 9.488 dell’anno precedente.

Dove corre la persecuzione

Salgono a 12 le nazioni che rivelano una persecuzione definibile estrema. Le prime cinque posizioni rimangono invariate. Al primo posto sin dal 2002 troviamo ancora la Corea del Nord e a seguire Afghanistan, Somalia, Libia e Pakistan, dove la persecuzione si manifesta in violenza anticristiana, ma anche in discriminazioni nelle varie aree della vita quotidiana dei cristiani, per effetto della legge anti-blasfemia. In questa cornice complessa condizionata da persecuzioni di diversa matrice – politica, ideologica, etnica, religiosa, nazionalista - la pandemia ha evidenziato ed esacerbato le vulnerabilità sociali, economiche ed etniche di milioni di cristiani nel mondo. “È apparso evidente – si legge ancora nel Rapporto - che essa sia diventata un catalizzatore di atteggiamenti oppressivi e repressivi, spesso nascosti”. Il report 2021 sottolinea il caso dell’India, dove più di 100.000 cristiani hanno ricevuto aiuto dai partner di Porte Aperte/Open Doors e l’80% di essi ha dichiarato ai ricercatori della WWList di essere stati mandati via dai centri di distribuzione aiuti.

Cresce la violenza domestica

La ricerca di Open Doors si sofferma inoltre su un aspetto specifico, quello della violenza domestica, che  per via del confinamento, è cresciuta esponenzialmente. “Molti convertiti alla fede cristiana hanno vissuto chiusi in casa con coloro che maggiormente osteggiavano la loro nuova fede - chiarisce ancora il Rapporto - per milioni di cristiani il lavoro, l'istruzione e altri impegni esterni, forniscono sollievo dal controllo e/o dalle aggressioni domestiche nonché dagli abusi fisici, emotivi, verbali e psicologici”. (Vatican News)

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