Le visite dei pontefici
di SIMONETTA PALMUCCI PERUGIA - È andata deserta, ieri mattina al Tribunale di Perugia, l'asta per la vendita del castello Guglielmi, il maniero ottocentesco dell'isola Maggiore. Per l'acquisto non sono state presentate offerte e quindi il giudice ha deciso di fissare una nuova data che sarà resa nota nei prossimi giorni. A differenza dell'asta di ieri, senza incanto (le offerte sarebbero dovute essere presentate in busta chiusa, il giorno precedente all'asta, in Cancelleria), la prossima sarà all'incanto, si procederà cioè verbalmente ai vari rilanci sul prezzo base e si svolgerà non in Tribunale ma presso la sede del professionista nominato dal giudice delegato alla vendita. Resterà invece invariato il prezzo base: 7milioni 720mila euro, circa la metà del prezzo al quale l'immobile venne messo in vendita, senza successo, dalla proprietà nel 2010: 15milioni 350mila euro, diventati poi 11milioni nel 2011. La proprietà, circa 10mila metri quadrati, comprende sia il castello, in parte già sottoposto ad un intervento di recupero, che diversi altri fabbricati, tra i quali un ex mulino e una chiesa oltre ad un grande parco. Complessivamente la struttura dispone di circa cento camere, oltre a numerosi altri ambienti. Castello Guglielmi è una delle dimore storiche più importanti dell'Umbria. La sua storia inizia nel 1211 quando San Francesco, di ritorno da Cortona, si recò in solitudine sull'isola Maggiore per trascorrere il periodo della Quaresima. Proprio in ricordo della permanenza del santo, i frati Francescani, nel 1328, fecero costruire sull'isola una chiesa e un convento. Nel 1887 il merchese Guglielmi di Civitavecchia acquistò il convento francescano, trasformandolo in propria dimora. Fu proprio il marchese Guglielmi ad ampliare di tre volte la consistenza della struttura secondo lo stile dell'epoca inserendo grandi sale per le collezioni di antichità, cineserie, collezioni etrusche, monete, armi e corazze dei vari componenti della famiglia, beni poi venduti dai proprietari negli anni Settanta. Nella realizzazione dell'opera il marchese volle che i costruttori si ispirassero al castello di Neuschwanstein, il complesso del romantico Luwdig II di Baviera. Nel 1975 la vendita ad una famiglia di avvocati laziali che, a loro volta, l'hanno ceduta ad una società, ultima proprietaria del castello. Una dimora splendida, che se adeguatamente recuperata, può rappresentare una grande ricchezza per il Trasimeno.
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