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La Campana della Pace

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001

di Sebastiano Romeo



I pellegrini invitati ad Assisi dal Santo Padre in occasione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, dal titolo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, che è stata celebrata il 27 ottobre ad Assisi, hanno ricevuto assieme al libro di commemorazione della prima giornata del 1986 anche la Campana della Pace. Si tratta di una copia di quella con fattura più elaborata e personalizzata del Santo Padre. Essendo nota la particolare sensibilità del Santo Padre per l'arte e la bellezza, si è cercato di realizzare, attraverso la fattura della Domus Dei, un manufatto unico e innovativo, artisticamente modellato e preziosamente fuso in oro e argento. Una copia dell'originale sarà donata al Sacro Convento. Questa sarà collocata nella cripta della Tomba di S. Francesco.

Articolando simbologia e forma, al di là della specifica funzionalità, il tutto si concentra sul significato e sul conseguente messaggio. Infatti, contrariamente alla classica conformazione in cui prevale la forma tonda, la Campana della Pace è stata strutturata alla base in forma quadrata, per svilupparsi verticalmente in forma oblunga, ad indicare i punti cardinali della terra. Dai singoli quattro punti prendono avvio le linee che, ascendendo, vanno a formare il tetragramma sul quale vengono fedelmente contrassegnate in ampio rilievo le note gregoriane dell'Alleluia pasquale.

Il tetragramma, sviluppandosi in verticale, “abbraccia” e avvolge il corpo della Campana della Pace, fino alla sua sommità che contiene il globo terrestre facilmente riconoscibile perché opportunamente dettagliato.

Le linee del tetragramma avvolgono e abbracciano così anche il globo terrestre, ma non esauriscono la sua “corsa” verticale verso l'alto. Cosicché, costituendo una marcata elicoide che funzionalmente ne forma l'impugnatura, il tetragramma termina la sua “corsa” verso l'alto con la rappresentazione della Colomba della Pace la quale, ad ali dispiegate, annuncia simbolicamente la pace universale.

L'idea tende a significare l'efficacia della musica quale linguaggio universale, come era stata pensata ab origene dal benedettino Guido Monaco (d'Arezzo). Per aiutare i cantori, Guido aveva usato le sillabe iniziali dei versi dell'inno a San Giovanni Battista di Paolo Diacono e le aveva usate per comporre la scala musicale:

(LA)
«Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes »

(IT)
« Affinché possano cantare
con voci libere
le meraviglie delle tue azioni
i tuoi servi,
cancella il peccato
del loro labbro contaminato,
o san Giovanni »

da cui derivarono i nomi delle note Ut * -Re-Mi-Fa-Sol-La-Si.

*Nel 1500 modificato in Do da Giovanni Battista Doni

Poiché il sistema della mano guidoniana consiste nell'assegnare ogni nota ad una diversa parte della mano, la nostra speranza è che la Campana della Pace possa accordare sempre più le consonanze del linguaggio “della Verità e della Pace” per l'intera famiglia umana, ove la notazione quadrata (vaticana) sia sempre più al centro del nuovo processo del cammino umano.

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