domenica 20 aprile 2014 08:20
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   Rubriche > San Francesco > La biografia

VITA DI SAN FRANCESCO

DIVENTERO’ UN GRANDE PRINCIPE

Francesco d'Assisi è vissuto 44 anni, dall'inverno 1181/82 fino al crepuscolo del sabato 3 ottobre 1226.
II biografo che I'ha conosciuto, Tommaso da Celano, inizia così la sua Prima Vita: "Viveva ad Assisi, nella valle spoletina, un uomo di nome Francesco". Ne prende lo spunto anche san Bonaventura nella sua Leggenda Maggiore: "Vi fu, nella città di Assisi, un uomo di nome Francesco ... ". Non c'e alcun riferimento storico perché la vita di un santo la si racconta per eventi e temi.
Viene battezzato con il nome Giovanni, ma il padre, Pietro di Bernardone, pendolare tra I' Italia e la Francia a commerciare "panni franceschi", lo chiama Francesco.
Cresce simpatico, umano, credibile; non passa repentinamente dalle tenebre dei peccati alla luce abbagliante della perfezione, ma attraverso una vita normale di sogni e di spensieratezza, di svaghi e di impegni lavorativi, matura in se stesso i segni di una intensa esperienza cristiana.
E’ un giovane particolarmente allegro, ma non superficiale, generoso ad oltranza e sensibile, ma non incosciente, dotato di una certa civetteria ama essere al centro dell’attenzione, ma più per la consapevolezza delle sue doti che per eccessivo narcisismo.
Si sente avviato a grandi cose e non manca di affermarlo: so che diventerò un grande principe. E per di più c'e in Assisi un semplice il quale ogni volta che lo incontra per la strada si toglie il mantello e lo stende davanti ai suoi piedi, proclamando che avrebbe compiuto un giorno delle meraviglie.
Era il gesto ingenuo e riconoscente di un povero trattato con generosità e umanità o il messaggio di una profezia? Le grandi cose a cui ambire a quel tempo erano le imprese dei cavalieri di cui era ricca la cultura giullaresca.
A vent'anni si cimenta in una battaglia vera appena fuori casa, a Collestrada, ma il suo esercito è fragile e improvvisato come le fantasie giovanili, ma soprattutto i suoi muscoli non sono forti come la sua sensibilità e il suo cuore, le sue mani non sanno stringere una spada come quando si poseranno sulle piaghe dei lebbrosi. E viene fatto prigioniero per un anno intero ma non perde il vizio di essere contento e di fantasticare. Ritorna a casa e riprende il suo lavoro nel negozio del padre. Poi si ammala di una malattia lunga e misteriosa che debilita il corpo ma rafforza i pensieri e soprattutto lo spirito.

LA FORZA DI UN SOGNO

II giovane allegro, esuberante incomincia a scegliere il silenzio e la soli-tudine, si allontana dal centro della città e va a esplorare i luoghi abbandonati della campagna di Assisi. E’ alla ricerca di un tesoro, ma che è ancora molto nascosto.
Ritorna alla quotidianità, ma con qualche pensiero in più, più inquietante. Poi riprova a sfondare per realizzare le grandi cose a cui si sente chiamato.
Si arruola per una spedizione nelle terre di Puglia; gli occhi del padre lo accarezzano fieri quando lo vede rivestito nella nuova armatura, gli amici delle feste lo salutano invidiosi. E finalmente riparte. Fa poca strada, fino a Spoleto e la sua avventura si infrange contro un sogno.
Sogna un castello pieno d'armi: ma tutte quelle grandi cose a chi appartengono, al padrone o al servo? Nel sogno una voce: “Francesco, ritorna ad Assisi”. E’ la sconfitta e la resa più bruciante di quella di Collestrada perche senza le ferite della battaglia. Gli anni passano, il giovane e ormai uomo e le ferite le ha dentro, invisibili ma profonde.
Lì restano solo i sentieri solitari per sfuggire I'ironia della gente, le battute delle ragazze, lo scherno degli amici. Un giorno si sente attratto dai ruderi di una chiesetta e lì scorge un crocifisso impolverato e abbandonato, ma che lo aspettava pazientemente. "Francesco, va e ripara la mia casa".
E così quelle mani delicate e scarne, incapaci di stringere con forza I'elsa di una spada, si sporcano, si graffiano, si ornano di calli.
Ma Dio non ha bisogno di muratori perche la sua casa è fatta di anime o meglio di persone. I poveri e i lebbrosi diventano la sua compagnia preferita, a loro riserva tutte le attenzioni e i soldi della bottega del padre.
Pietro di Bernardone che aveva puntato tutto su quel figlio, aveva chiuso un occhio su tutte le sue stravaganze, ma adesso la sua pazienza aveva colmato la misura e incominciava a montare una rabbia furiosa, incontrollabile. Era necessaria un'azione di forza per farlo tornare in se, davanti a tutti, anche per non perdere la faccia.
E Francesco, spogliandosi, reagisce con il gesto più radicale e più liberatorio che potesse fare iniziando una nuova vita e assumendo una nuova identità: "D'ora in poi potrò dire liberamente: Padre nostro che sei nei cieli, non padre Pietro di Bernardone".
E qui incomincia un'altra storia che racconteremo per tappe fondamentali, limitandoci a qualche piccola chiosa.

LA FRATERNITA’

Dopo un breve periodo di vita solitaria si raccolgono intorno a lui i primi seguaci, Egidio e Silvestro d'Assisi, Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani e Angelo Tancredi. Quando la prima fraternitas ha ormai preso forma intorno al Tugurio di Rivotorto, Francesco elabora una formula vitae che non ci è giunta e, insieme agli undici compagni, si reca a Roma per sottoporla al pontefice. Innocenzo III, persuaso da un sogno in cui vide il Laterano pericolante sorretto da un giovane frate, si limita a concedere un'approvazione orale, incaricando Francesco di "predicare a tutti la penitenza". Nel 1212 la "fraternità", notevolmente accresciuta, si stabilisce alla Porziuncola, poco lontano da Assisi. L’esempio di Francesco è seguito anche da Chiara, una giovane assisiate che, ricevuto I'abito, da vita alla comunità delle Povere dame di san Damiano, il futuro Ordine Minore delle Clarisse.
Spinto dal desiderio di testimoniare la fede al mondo intero, Francesco aveva tentato più volte di recarsi nei paesi non cristiani: fermato da un naufragio nel 1211 a largo della Dalmazia e da una malattia in Spagna nel 1214, raggiunge l'Egitto nel 1219, dove ottiene dal sultano Malek-el-Kamel I'autorizzazione a predicare, aprendo la via alle grandi missioni cattoliche. Rientrato ad Assisi, sofferente nel fisico e amareggiato per i contrasti tra i frati durante la sua assenza, nel 1220 Francesco rinuncia alla carica di ministro generale della comunità in favore del fedele compagno Pietro Cattani. II 29 novembre 1223 Onorio III approva con la bolla Solet annuere la regola francescana, sancendo la nascita ufficiale dell'Ordine dei Frati Minori. Assistito da tre compagni, Angelo, Leone e Rufino, ormai quasi cieco, nel 1224 Francesco si ritira nell'eremo della Verna, il dantesco "crudo sasso intra Tevero e Arrno", dove riceve le stimmate. Muore il 3 ottobre del 1226 alla Porziuncola e viene canonizzato da Gregorio IX il 16 luglio 1228.

"UN UOMO SANTISSIMO" (SAN BONAVENTURA)

La spoliazione davanti al padre e al vescovo nella piazza di Assisi, aveva portato finalmente Francesco a scoprire la sua identità di figlio di Dio e la sua configurazione a Cristo.
"Oh, come è glorioso, santo e grande avere in cielo un Padre". Coloro che compiono le opere del Padre "sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo. Siamo sposi quando I'anima fedele si unisce al Signore nostro Gesù Cristo per virtù delle Spirito Santo. Siamo suoi fratelli quando facciamo la volontà del Padre che e nei cieli. Siamo madri quando portiamo nel cuore e nel corpo per mezzo del divino amore e della pura coscienza e lo generiamo attraverso le opere sante" (Lettera a tutti i fedeli).
Diventare come Gesù. Fu questa il senso della sua vita espresso nella Regola per i frati: "Questa e la vita del vangelo di Gesù Cristo, che frate Francesco chiese che dal signor Papa Innocenzo gli fosse concessa e confermata" (Regola non bollata).
La sua conformazione/imitazione di Cristo cercata per tutta la vita I'ebbe perfino impressa nella sua carne con i segni delle stimmate. Scrisse frate Elia dopo la morte di Francesco: "Ed ora vi annuncio una grande gioia, uno straordinario miracolo: non si è udito un portento simile, se non nel Figlio di Dio, Cristo Signore. Qualche tempo prima della sua morte il nostro Padre (Francesco) apparve crocifisso, portando impresse nel suo corpo le cinque piaghe, come sono veramente le stimmate di Cristo".
E testimonia frate Leone: "Quando si stava lavando il suo corpo per la sepoltura, sembrava veramente come un crocifisso deposto dalla croce”. Un altro modo per vivere il rapporto con Dio e realizzarlo in Cristo è fare corpo con I'umanità di Gesù stesso, entrare in lui, unirsi intimamente a lui. E questo è possibile 'realmente' attraverso il sacramento dell'Eucaristia. Un sacramento che Francesco ha vissuto con tale intensità da vibrare e ardere "di amore in tutte le fibre del suo essere, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità. Si comunicava con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri" (Tommaso da Celano, Vita Prima).

LA RICCHEZZA DELLA POVERTA'

Povertà è I'atteggiamento umile di chi non rivendica nulla di fronte al dono di Dio, ma dimora nella gratitudine per I'esistenza donata con tutti i suoi beni. Non occorre affannarsi per ammassarli, ci sono già!
In tal modo la povertà diventa partner di una relazione di alleanza, di un patto (=commercium) che procura i doni più belli: chi sposa Madonna Povertà rinuncia a bastare a se stesso, rimette a Dio quel poco che ha e riceve da lui, che è tutto, il centuplo. L’uomo rinuncia al suo nulla, perché tutto gli e donato, per partecipare al tutto di Dio. Concetto che può essere assimilato senza problema solo da chi ha fatto di Dio il suo tutto.
Questa e I'intuizione della povertà secondo Francesco, un atto di fede nell'onnipotenza di un Dio fedele. II Poverello possiede tutto perche non ha nulla di sé, ma tutto il mondo da Dio.
Così quel giovane che rinunciò alla casa e alla famiglia trovò una famiglia numerosissima e mille case ospitali. La povertà radicale di Francesco lo fa possessore in anticipo di cieli nuovi e di nuove terre, della nuova creazione che Dio prepara per i suoi eletti, stabilendo nuove relazioni con il creato e i fratelli.
Vertice meraviglioso di questa esperienza del mondo rinnovato è il "Cantico delle Creature" in cui Francesco partecipa del giudizio di Dio sulla creazione: "E vide che era molto buono" (Genesi).
Ma la nuova creazione coinvolge e modifica anche le relazioni tra gli uomini annunciata nel saluto-augurio messianico: "La pace sia con voi". Era il saluto dei frati di Francesco. Icona di tale nuova fraternità è lo stile di vita dei compagni del santo che vivevano nella letizia e nella carità vicendevole.
La regola d'oro della fraternità suonava così: "Pecca I'uomo che vuole ricevere dal suo prossimo più di quanta vuole dare di sé al Signore". E’ la proposta di chi vuole assumere la relazione con Dio come misura di ogni esperienza umana. Nella santità e nella grandezza di Francesco si può vedere visibilmente che cosa può realizzare una creatura quando accoglie senza riserve il dono della grazia divina. Possiamo restare solo stupiti, ammirati e sentirne il richiamo con le parole stesse del santo di Assisi: "Oh, come e glorioso e santo e grande avere in cielo un Padre! Oh, come e santo e consolante, bello e ammirevole avere un tale sposo! Oh, come è santo, come e delizioso, piacevole, umile, pacifico, dolce e amabile avere un fratello, il quale offrì la sua vita per le sue pecore e prego il Padre per noi!" (Lettera a tutti i fedeli).

1181 - Nasce ad Assisi cd e Battezzato Giovanni di Pietro di Bernardone, ma il padre vuole che sia chiamato Francesco.
1193 (opp. 1194) - Nascita di santa Chiara.
1198, 8 gennaio - Lotario dei conti di Segni viene eletto papa e assume il nome di Innocenzo III.
1198, primavera - Gli abitanti di Assisi assaltano la rocca, simbolo della potenza imperiale, e la distruggono.
1199-1200 - Scoppia la guerra civile fra popolo-borghesia e nobili. Le famiglie di santa Chiara e di frate Leonardo si rifugiano a Perugia. Forse il giovane Francesco fa le prime prove della sua audacia fra le truppe del Comune.
1202 Novembre- Guerra tra Perugia (ove è riparata buona parte dei nobili assisani) e Assisi. L'esercito di Assisi e sconfitto nella battaglia di Collestrada.
1202-1203 - Francesco e tra i prigionieri e rimane a Perugia, in carcere per un anno. Viene liberato perche malato.
1204 - Lunga malattia.
1204, fine o primavera 1205 - Francesco decide di recarsi in Puglia per combattere con Gualtiero di Brienne. Ma, a Spoleto ha una visione misteriosa che capovolge i suoi progetti, invitandolo a tornare ad Assisi. Comincia il graduale processo di conversione.
1205, giugno - Gualtiero di Brienne muore. Francesco partecipa all'ultima Festa con gli amici.
In data imprecisabile - Incontrando un lebbroso, scende da cavallo, e con l'e1emosina gli dona un bacio di pace.
1205, autunno o fine - Messaggio del Crocifisso di San Damiano. Conflitto con il padre.
1206 gennaio o febbraio - Convocato in giudizio davanti ai vescovo di Assisi, rinuncia all'eredità paterna e persino ai vestiti che indossa.
1206, primavera - Sguattero in un monastero; poi a Gubbio, avuto un abito da un amico, si prodiga nell'assistenza dei malati in un lebbrosario.
1206 estate - Toma ad Assisi, indossa un abito da eremita e comincia a riparare la chiesetta di San Damiano, mendicando le pietre per la città e profetando la venuta delle Povere Dame.
1206 estate - Ripara san Damiano, poi San Pietro e la Porziuncola
1208, 24 febbraio - Festa di san Mattia. Ascoltando il Vangelo del giorno, rimane colpito dalle parole che Cristo rivolse agli apostoli inviandoli nel mando. Decide di smettere la veste di eremita; indossa una rude tonaca, si cinge con una fune e a piedi nudi incomincia ad annunciare la penitenza.
1208 16 aprile - Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani chiedono di condividere la sua vita e si associano a lui.
23 aprile - Alla Porziuncola, dove si sana rifugiati, viene accolto nel gruppo anche frate Egidio.
1208 primavera - Prima missione: Egidio e Francesco si recano nella Marca di Ancona; gli altri due in direzione opposta.
1208 estate - Al gruppetto si aggiungono altri tre frati, tra i quali Filippo Longo.
1208 autunno - Seconda missione. Raggiungono Poggio Bustone, nella valle di Rieti. Francesco, dopo essere statu assicurato della remissione dei suoi peccati e del futuro sviluppo dell'Ordine. conforta e incoraggia i compagni (se ne e aggiunto un altro) e li invia a due a due nelle quattro direzioni del mondo. Terza missione. Bernardo cd Egidio vanno a Firenze.
1209 inizio - Gli otto ritornano alla Porziuncola, ove sono raggiunti da altri quattro fratelli.
1209 primavera - Francesco decide di sottoporre all'approvazione della Chiesa la sua nuova forma di vita. Scrive una breve Regola e si presenta al papa Innocenzo III, che I'approva c li incarica della predicazione penitenziale. Sulla via del ritorno, sostano un poco nei pressi di Orte, poi si stabiliscono in un tugurio a Rivotorto.
1209 settembre - L'imperatore Ottone IV passa nelle vicinanze.
1209-1210 - Costretti a lasciare quel tugurio, si stabiliscono alla Porziuncola, domandandone I'uso all'abate di San Benedetto del Subasio. Così la Porziuncola, o chiesa di Santa Maria degli Angeli, diverrà la chiesa madre dell'Ordine.
1209-1210 - possibile inizio del Terz'Ordine.
1211 estate - Francesco si imbarca con l'intenzione di raggiungere la Siria, ma venti contrari spingono la nave sulle coste della Dalmazia. Di nascoo5tO s'imbarca su una nave diretta ad Ancona.
1212- 18-19 marzo oppure 28 marzo 1211 - Nella notte della domenica delle Palme, Francesco accoglie, a Santa Maria degli Angeli , Chiara e la riveste dell’abito religioso. Dopo averla collocata per qualche settimana nel monastero di San Paolo di Bastia e in quello di Sant'Angelo di Panza presso Assisi, Francesco ne fissa la dimora a San Damiano.
1212 - Probabile viaggio a Roma per informare Innocenzo III sugli sviluppi dell'Ordine. Incontro con Giacomina dei Settesoli.
1213 8 maggio - A San Leo, nel Montefeltro. il conte Orlando di Chiusi offre a Francesco il monte della Verna.
1213-1214 (o 1214-1215) - Francesco parte per la Spagna, deciso a raggiungere il Marocco per predicare agli infedeli; ma una malattia lo costringe a far ritorno alla Porziuncola, ove accoglie nell'Ordine un folto gruppo di uomini nobili e letterati, fra cui Tommaso da Celano.
1215 novembre - Francesco si reca a Rama e assiste al IV Concilia Lateranense. Probabile incontro con san Domenico.
1216 16 luglio - Papa Innocenzo III muore a Perugia; due giorni dopo viene eletto a succedergli il cardinal Cencio Savelli col nome di Onorio Ill. Testimone di questi giorni è Giacomo da Vitry, che vi conosce forse Francesco, certamente il suo Ordine, e ne dà notizia agli amici di Lotaringia con lettera dell'ottobre dello stesso anno.
1217 5 maggio - Capitolo generale alla Porziuncola. Viene decisa la prima missione oltr'Alpe e oltremare. Egidio si reca a Tunisi, Elia in Siria. Francesco si incammina per la Francia. A Firenze, il card. Ugolino, legato papale in Toscana e Lombardia, lo persuade a rimanere in Italia.
1218 11 giugno - Onorio III pubblica la bolla “Cum dilecti”per assicurare i vescovi circa la piena cattolicità dei frati minori.
1219 26 maggio - Capitolo di Pentecoste. Si decidono nuove spedizioni per la Germania, la Francia, Ungheria, la Spagna-Marocco.
1219 24 giugno - Francesco si imbarca ad Ancona per raggiungere Acri e poi Damiata, ove I'esercito crociato è schierato contro quello musulmano.
1219 autunno - Francesco è tra i crociati, predice una disfatta che la realtà conferma. Ottiene dal legato pontificio di potersi recare, a suo rischio e responsabilità, dal sultano Melek-el-Kamel. Accolto con raffinata ospitalità dal sultano, vi predica la buona novella. Ma non vedendo frutti di conversione, si fa riaccompagnare al campo crociato.
1219 5 novembre - Damiata è conquistata dai crociati. Francesco, anche disgustato per gli eccessi compiuti e la condotta delle truppe, torna nella Siria.
1220 gennaio - Cinque frati, inviati in Marocco, vengono uccisi dai musulmani: sono i Protomartiri francescani.
1220 inizio - Francesco e ad Acri. Possibile visita ai Luoghi Santi.
1220 primavera o estate - Francesco ritorna in Italia, allarmato per la situazione dell'Ordine, assieme a Pietro Cattani, Elia e Cesario da Spira, e sbarca a Venezia. Si reca dal Papa e ottiene il cardinal Ugolino come “protettore dell'Ordine”.
1220 febbraio marzo - Giacomo da Vitry, in lettera da Damiata, da notizia di Francesco e della sua missione presso il sultano.
1220 - Francesco - rinuncia al governo dell'Ordine e nomina vicario Pietro Cattani.
1220,22 settembre – Onorio III con la bolla “Cum secundum” impone il noviziato.
1220-1221 - Nella sua «Storia Occidentale., Giacomo da Vitry si occupa più a lungo del nuovo Ordine dei frati minori.
1221 10 marzo - Muore Pietro Cattani
1221 30 maggio - Capitolo generale, detto delle Stuoie. Nomina di frate Elia come vicario. Viene approvato il testo della Regola(non bollata). Si decide una nuova spedizione in Germania, guidata da Cesario da Spira. Ne fanno parte Tommaso da Celano, il futuro biografo, e Giordano da Giano che ne scriverà la cronaca.
1221 – Papa Onorio III approva il «Memoriale propositi», che c considerato come la prima Regola dell'Ordine dei Penitenti di san Francesco (detto più tardi Ten'Ordine francescano), come lo era per tutto l'Ordine dei Penitenti.
1221-1222 - Francesco compie un giro di predicazione nell' Italia centro-meridionale.
1222, 15 agosto - Francesco predica a Bologna.
1223 inizio - Francesco si ritira a Fonte Colombo con frate Leone e Frate Bonizzo per redigere la nuova Regola, più breve, che viene discussa al Capitolo generale dell' 11 giugno e poi sottoposta al Papa per I' approvazione.
1223, 29 Novembre – Papa Onorio III approva la Regola con la bolla « Solet annuere».
1223 24-25 dicembre - Notte di Natale a Greccio. II presepio.
1224 2 giugno - Nel Capitolo generale viene decisa la spedizione in Inghilterra.
Fine giugno o luglio o primi di agosto - A Foligno, Frate Elia conosce per visione che Francesco ha solo due anni di vita.
1221 15 agosto 29 settembre - Durante la quaresima di san Michele che pratica alla Verna, probabilmente il 14 0 il 15 settembre, Francesco ha la visione del Serafino crocifisso e riceve le stimmate della Passione.
1224, 10 settembre - I frati minori, 4 chierici e 5 laici, approdano a Dover, in Inghilterra.
1224, ottobre - Francesco ritorna alla Porziuncola, passando o il1izio l10vembre per Borgo San Sepolcro, Monte Casale, Città di Castello.
1224-1225, da dicembre a febbraio 1225, marzo - Cavalcando un asino, Francesco fa un giro di predicazione in Umbria e nelle Marche.
1225 marzo - Visita santa Chiara a San Damiano. Peggiorando la sua malattia d'occhi, deve restare a San Damiano per qualche tempo. Dietro insistenze di frate Elia, si sottopone a visita e cura medica, ma senza frutto.
1225 aprile - maggio - Ancora a San Damiano, si sottopone ad un trattamento medico, senza alcun risultato. Una notte riceve la promessa divina della vita eterna; il mattino dopo detta il Cantico delle creature.
1225 giugno - Aggiunge al Cantico la strofa del “perdono e ottiene la riconciliazione tra vescovo e podestà di Assisi”. In seguito la lettera del cardinal Ugolino, si reca nella valle Reatina.
1225 primi di giugno - 6 febbraio - Accolto a Rieti dal cardinal Ugolino e dalla corte pontificia, raggiunge prima Fonte Colombo per seguire una terapia per gli occhi. Nel luglio-agosto il medico cauterizza le tempie del Santo. Raggiunge poi San Fabiano per essere visitato da altri medici. Tentano di curarlo attraverso l'orecchio; ma tutto risulta inutile. La vigna del sacerdote, saccheggiata dai visitatori, per le preghiere di Francesco produce un raccolto più abbondante.
1226 aprile - E a Siena per ulteriori trattamenti medici. Detta un breve Testamento: Piccolo Testamento di Siena. Dimora poi nell'cremo di Celie di Cortona, dove probabilmente detta il Testamento.
1226, luglio- agosto - Nel periodo più caldo dimora a Bagnara, nelle montagne vicino a Nocera.
1226, fine agosto - Poiché le sue condizioni si aggravano, viene portato nel palazzo del vescovo di Assisi. II vescovo Ugo parte per un pellegrinaggio al Monte Gargano.
1226, settembre - Sentendo che la fine e vicina, Francesco si fa portare alla Porziuncola. Lungo il viaggio sosta per benedire la città.
1226, 3 ottobre - Dopo aver benedetto i figli, muore sulla nuda terra, la sera del 3 ottobre, di sabato. Se ne sparge la voce e mol ti accorrono per vedere le stimmate.
1226 4 ottobre - La salma, il giorno successivo, domenica, viene trasportata trionfalmente dalla Porziuncola in Assisi, sostando a San Damiano, e viene tumulata nella chiesa di San Giorgio. Frate Elia ne da notizia a tutto ]'Ordine, mediante lettera ai ministri provinciali.
1227 - Il cardinal Ugolino viene eletto Papa, col nome di Gregorio IX, in luogo di Onorio III, morto it giorno precedente.
1227, 30 maggio - Nel Capitolo, celebrato in Assisi, viene eletto ministro generale frate Giovanni Parenti.
1228,29 aprile - Con la bolla «Recolentes», Gregorio IX domanda alla cristianità aiuti per la costruzione di una basilica in onore di Francesco.
1228, 16 luglio - Gregorio IX e ad Assisi per celebrare solennemente la canonizzazione di san Francesco. Tre giorni dopo (19 luglio) rende pubblica la bolla «Mira circa nos» riguardante l'iscrizione di Francesco nell' Albo dei santi e la celebrazione della festa di lui in tutta la Chiesa nel giorno 4 di ottobre.

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