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Venerdì di Quaresima: Occhio per il cieco, piede per lo zoppo e padre per tutti

Intervista a Suor Jancy John Marokey, Madre superiora dell'Istituto Casoria di Assisi.

di Francesco Bastianini
Venerdì di Quaresima: Occhio per il cieco, piede per lo zoppo e padre per tutti
Credit Foto - Redazione online

“Occhio per il cieco, piede per lo zoppo e padre per tutti”. Questo il motto di suor Jancy John Marokey, Madre Superiora dell’istituto San Ludovico da Casoria di Assisi: una struttura che accoglie da quasi 150 anni ciechi pluriminorati.

A questi principi di carità, summa dell’opera del fondatore San Ludovico, innalzato a Santo da Papa Francesco nel 2014, suor Jancy si ispira, illuminando di speranza le tenebre di una diversità a cui non siamo abituati e che, spesso, rimuoviamo dalle nostre vite. Suor Jancy, originaria dell’India – grandi occhi neri, sguardo dolce e deciso – ci ha accolto con gentilezza all’interno dell’Istituto, fondato nel 1871 a due passi dalla basilica di san Francesco.

Suor Jancy, originaria dell’India – grandi occhi neri, sguardo dolce e deciso – ci ha accolto con gentilezza all’interno dell’Istituto, fondato nel 1871 a due passi dalla basilica di san Francesco.


A chi si è ispirato il fondatore dell’Istituto Casoria?

Padre Ludovico, ispirandosi a San Francesco, ha voluto creare una struttura che si occupasse di ciechi e sordomuti: anche il Santo di Assisi, nell’ultima parte della sua vita, ha perso la vista, e anche per questo padre Ludovico ha voluto iniziare un’opera per educare e formare questi ragazzi.


Che funzione svolge oggi questa struttura e quanti ragazzi aiutate?

Oggi l’Istituto è cambiato, nel senso che è diventato un centro di riabilitazione accreditato rivolto a disabili psichici, fisici e sensoriali. Nella struttura ci sono 16 posti letto, di cui 14 occupati attualmente dai ragazzi che sono in riabilitazione.


Come state vivendo il periodo quaresimale?

I venerdì di Quaresima sono momenti molto importanti per noi e cerchiamo di vivere appieno la passione di Cristo. In questi giorni facciamo più penitenza, digiuno ed opere caritatevoli. Quest’ultime già le pratichiamo quotidianamente, ma nel periodo di Quaresima cerchiamo di impegnarci ancora di più.


Che ruolo avete nel percorso riabilitativo di questi giovani?

Cerchiamo di essere, come diceva padre Ludovico, “occhio per il cieco, piede per lo zoppo e padre per tutti”. Con questo suo esempio cerchiamo di dare amore e carità a tutti questi ragazzi, specialmente in questo periodo. Nella Quaresima, come ci ha detto Papa Francesco, bisogna lavare le piaghe di Gesù, e noi con il nostro lavoro di amore e carità verso questi ragazzi speciali le stiamo toccando e vivendo sulla nostra pelle.


Francesco Bastianini

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