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L'antico mistero del Santo sepolto sotto un pavimento

Riemerge una storia legata all'arrivo in città dei primi francescani

L'antico mistero del Santo sepolto sotto un pavimento
Credit Foto - La Stampa

Il mistero è sotto una lapide di grandi dimensioni (un paio di metri di lunghezza per oltre due e mezzo di larghezza) sotto il pavimento della chiesetta che sta nell'ex Ospedale militare, a fianco dell'ex chiesa di San Francesco. I militari l'avevano trasformata in camera mortuaria, ma la sua origine è quasi certamente molto antica, forse addirittura precedente al grande tempio gotico eretto dai francescani tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300, a cui era collegata e di cui fu a lungo sagrestia. Potrebbe trattarsi del primo insediamento dei frati in città.

San Francesco d'Assisi, secondo la tradizione, passò da queste parti probabilmente nel 1217, durante il suo viaggio in Francia, e replicò il miracolo del lupo ammansito, anche se in questo caso si trattava di una lupa, come da iscrizione affissa sul vecchio Duomo poi traslata sulla piazza di quello nuovo. Subito dopo s'niziò la diffusione dell'ordine in Italia e all'estero.

I primi francescani arrivati potrebbero essersi stabiliti lì erigendo una piccola chiesa, forse quella a cui si riferisce papa Niccolò IV che concede l'indulgenza a chi vi reca in pellegrinaggio: il suo «breve» è del 1290, mentre la grande chiesa gotica adiacente fu terminata successivamente. La tumulazione sotto la lapide di pietra risale dunque quel periodo? Una sommaria e brevissima ispezione compiuta diversi anni fa, quando la lastra fu sollevata e subito richiusa, parla di tre corpi, due ai lati più alti e uno al centro, mingherlino. E c'è un particolare curioso: sulla lapide fu praticato un foro, chiuso con un «tappo» di creta.

Secondo una ricostruzione questo avveniva a volte in quanto, durante determinate ricorrenze, il foro poteva essere riaperto frantumando il tappo e di lì si poteva calare una corda che avrebbe messo in «comunicazione spirituale» l'anima santa sepolta e i fedeli che venivano a implorare un grazia. Se anche in questo caso fosse così vorrebbe dire che lì fu tumulato un santo o quanto meno una persona defunta in odore di santità.

Escluso ovviamente lo stesso Francesco d'Assisi, che comunque doveva aver colpito parecchio l'immaginario collettivo degli alessandrini, potrebbe trattarsi di un suo seguace, identificato anch'esso come uomo in grado di compiere miracoli. Un'enigma, come si diceva all'inizio, che per essere risolto necessita di ulteriori indagini.

La lastra tombale si trova un mezzo metro e più al di sotto del pavimento: quando i francesi di Napoleone decisero di trasformare l'intero complesso conventuale in un deposito e acquartieramento militare constatarono che si trovava ormai ben al di sotto del piano stradale, che con il tempo si era innalzato visto che la città aveva progressivamente occupato l'aperta campagna che c'era lì in origine.

Per livellare il tutto fu realizzata un'intercapedine inserendo i resti del vecchio Duomo, che nel frattempo i francesi stessi avevano demolito. Siamo nel 1802, l'ex San Francesco non fu mai più un tempio, bensì una caserma e da ultimo un Ospedale militare. Ma qualche mistero ancora lo nasconde. (PIERO BOTTINO ALESSANDRIA - La Stampa)



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