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Una missione francescana speciale per tre Gifrini

Il racconto di una bellissima esperienza al campo di Colle Val d'Elsa

di Gelsomino Del Guercio
Una missione francescana speciale per tre Gifrini

Campo francescano di fine anno…con una missione speciale. Siamo al convento "San Francesco" di Colle Val d'Elsa, in provincia di Siena, dove dal 27 al 30 si è svolto un grande raduno dei Gifrini.

Tre di loro ne sono stati gli assoluti protagonisti con l' "Hoperazione Gi.Fra.", raccontando le sensazioni più belle vissute in questi quattro giorni di vita fraterna di fine 2016.



"COLPITA DALLA SPERANZA"

Per Emma, 14 enne di Livorno, «questo è il mio quarto campo della Gi.Fra Toscana e come è successo anche negli anni passati, ho aspettato con ansia questo momento che rappresenta un’occasione importante per tutti noi “gifrini”».

«Ho trovato l’esperienza di quest’anno diversa dalle altre in quanto ho partecipato ad attività nuove che mi hanno colpito molto rispetto a quelle che ho vissuto negli anni scorsi, in particolare il tema della ‘Speranza’, un argomento che mi è vicino e che mi ha coinvolto in maniera profonda».



"QUANTI VOLTI NUOVI!"

Per Viola, «la cosa più bella che fin da principio mi ha colpito di questa “Hoperazione Gifra” è stata la presenza di una quantità notevole di volti nuovi, che, forse complice anche la ristrettezza degli spazi comuni, si sono subito messi in gioco, permettendo all’aria di fraternità e comunione di insinuarsi fra tutti noi con maggiore intensità fin dal primo momento».

«Per quanto mi riguarda, ma penso di poter parlare a nome di molti, le esperienze vissute mi hanno davvero scosso, interrogato e riempito la valigia di molte più domande di quante già non me ne portassi dietro».



"GUARITI DAL SIGNORE"

Per “Maccheronialsugo”, nome in codice ovviamente, «"Hoperazione Gifra", un campo racchiuso in un gioco di parole “Hope-r-Azione”, e già qui inizia a farsi sentire il genio malato ed efficace di questo nuovo consiglio. Un cammino che non tocca cose lontane ma tocca direttamente noi stessi, dai nostri desideri e “Speranze” a tutto ciò che mina il nostro cammino o che lo fortifica, quelle che abbiamo definito con l’aiuto di diversi relatori le nostre “Paralisi”».

«Ci siamo scoperti, scossi, lacerati… ci siamo sentiti forse malati, ma come sempre il Signore attraverso i fratelli è riuscito a porci la domanda giusta al momento giusto: “Vuoi Guarire?”».


Gelsomino Del Guercio

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