fede

Giubileo, il Papa varcherà la Porta Santa all'ostello della Caritas

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001

«Il Signore ci chiederà conto di questa epoca storica di Roma, di che cosa abbiamo fatto in quel tempo in cui a Roma c'era molto sconforto e direi anche arrabbiatura». Sono le parole del cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in occasione della presentazione delle iniziative della Caritas diocesana per il Giubileo della misericordia che si aprirà l’8 dicembre prossimo.

Tra gli appuntamenti giubilari più importanti c’è l’apertura della Porta Santa della Carità all’Ostello Don Luigi Di Liegro e alla Mensa San Giovanni Paolo II a via Marsala, vicino la Stazione Termini, che papa Francesco varcherà il 18 dicembre alle 16.30; le iniziative a favore delle famiglie in difficoltà con l’istituzione di un Fondo famiglia e la campagna “Rimetti a noi i nostri debiti”; l’accoglienza dei rifugiati nelle parrocchie di Roma; il Giubileo dei operatori della carità, in programma il 17 marzo 2016 nella Basilica di San Giovanni in Laterano; le domeniche della Misericordia nelle comunità parrocchiali. Il Programma pastorale della Caritas diocesana intitolato “Commossi dalla Misericordia” è stato presentato giovedì scorso presso l’Università Lateranense dal cardinale Vallini e da monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas. «Vivere il Giubileo», ha detto Vallini, «non significa soltanto accogliere una grazia interiore, e meno ancora celebrare un rito religioso. Deve significare sperimentare e imprimere, a livello di pensiero e di comportamenti, un dinamismo nuovo di misericordia che diventa anima e fine delle relazioni umane quotidiane. Misericordia è gratuità: dono di Dio, a nostra volta da ridonare ai fratelli con gli stessi sentimenti di Cristo Gesù».

Il senso e il filo conduttore di questi eventi, ha spiegato monsignor Enrico Feroci, «vuole essere un itinerario di ricerca dei luoghi e degli spazi in cui discernere la presenza di Dio nella vita degli esclusi. L’originalità di questa ricerca è l’impegno di rendere possibile la prossimità della comunità cristiana e degli uomini di buona volontà alle situazioni di sofferenza dei poveri, senza dei quali la Chiesa non è concepibile come “l’icona” di Cristo. Il termine misericordia può indicare un sentimento di pietà verso chi ha sbagliato ma vorremmo dare a questo valore un significato più pregnante. Più che evocare dei sentimenti, vorremmo favorire dei comportamenti concreti di servizio, di lealtà, di fedeltà, di condivisione e di solidarietà».

Vallini: «Spero che il Giubileo sia una ripartenza per la città» Per il nuovo anno, in particolare, vengono proposte alle comunità parrocchiali cinque iniziative: “La carità va a scuola”, per la sensibilizzazione al volontariato ed esperienze di servizio rivolte a studenti delle scuole superiori e gruppi del dopo cresima; “A pace e acqua”, la campagna internazionale per il diritto all’acqua; il percorso “Quale politica per il bene comune: la corresponsabilità come paradigma rivoluzionario” per riaffermare il senso di appartenenza comunitaria nell’ambito della politica; “(S)Lottiamo contro l’azzardo” con iniziative di sensibilizzazione nell’ambito delle parrocchie e dei gruppi giovanili; “La rete diocesana dei centri di ascolto”, programmi e iniziative per diffondere il coordinamento e la formazione tra gli animatori parrocchiali. In conclusione il cardinale Vallini è tornato sull'iniziativa della Lettera alla città, che sarà presentata il 5 novembre prossimo proprio nel momento della crisi dell'amministrazione capitolina. Il testo è frutto del lavoro maturato in un anno e mezzo nel Consiglio Pastorale diocesano, l'organismo di consulenza presieduto dallo stesso Vallini e composto dai vescovi ausiliari, sacerdoti, religiose e laici.

«Quel giorno - ha spiegato Vallini - vorremmo che fosse una grande assemblea per far ripartire la città», per questo «ho convocato non solo il nostro consiglio e le istituzioni ma anche il mondo dell'imprenditoria, quello sindacale, sportivo, di ogni ambito, perché l'appuntamento è aperto a tutti. Non possiamo essere rinunciatari rispetto alla città e dire 'ci pensino le istituzioni: ognuno di noi deve agire». Da questo punto di vista, ha anche spiegato il vicario di Roma, vorremmo che lo stesso Giubileo fosse l'occasione per una «ripartenza» affinché «la nostra città risenta di questo sussulto. Mi auguro - ha proseguito - che la Lettera diventi oggetto di dibattito, anche di critica, purché se ne discuta. In questo senso abbiamo raccolto l'impulso di papa Francesco che ci sprona a mettere in atto concretamente una cultura dell'incontro, non dello scontro».
(Famiglia Cristiana)

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