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Tutti sconnessi

di Enzo Fortunato
Tutti sconnessi
Credit Foto - Pixabay

Prendo spunto da una conversazione. Un gruppo di amici stava consumando una bevanda. Improvvisamente uno di loro alza la voce verso gli altri: "basta con questi messaggi. Siamo tutti connessi con l'aldilà". Si guardano stupiti e imbarazzati. Un sussulto di coscienza li ha sorpresi per una nuova connessione. Quella con l'altro che sta difronte, qui ed ora. Forse la connessione più difficile o meglio quella più impegnativa.

Sono ancora pochi e timidi i tentativi di chi mette in luce la necessità, forse l'urgenza di comunicare, di dialogare, di saper stare con gli altri. In un ristorante del nostro bel paese un cartello indica: "Qui non c'è wifi ...parlate tra di voi". Il paradosso è che oggi una delle prime domande quando si entra in una hall d'albergo, in un bar è chiedere la password. E' pensare che nel primo museo archeologico virtuale nato ad Ercolano dal genio del compianto Ingegner Capasso, il padre dell archeologia virtuale in Italia come lo definisce Piero Angela, scriveva "Intelligenza connettiva".Vivere connessi dovrebbe permettere di entrare nel mondo delle persone, scorgerne i lineamenti che a volte il tempo sbiadisce e i troppi impegni offuscano.

Le vacanze sono occasione preziosa per connettersi realmente con gli amici o i parenti che stanno con noi. Sovvengono le parole di un racconto orientale: qual è la cosa più importante? La persona che hai difronte qui ed ora. Anche le parole di Martin Luther King, attinte dalla sapienza di san Francesco possono rappresentare una strada da percorrere: "abbiamo conquistato il cielo come gli uccelli, le acque come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato a camminare sulla terra come fratelli".

Il rischio è l'incomunicabilità tra padri e figli, tra colleghi, tra amici, tra me e la mia coscienza. 

La conversazione iniziale è la sfida nell'era del virtuale che ci fa dimenticare il reale, per non correre il rischio di vivere sconnessi. Una delle pagine più antiche del mondo biblico, il libro dell'Esodo, ripreso dai documenti conciliari, annota come Dio nel suo immenso amore parla agli uomini come ad amici, e si intrattiene con essi per invitarli ad ammetterli alla comunione con sé. E' la strada della connessione che anche Dio desidera privilegiare. 
L'articolo è tratto  dal  Corriere della sera di oggi


Enzo Fortunato
Direttore della Rivista

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