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Santuario di Dongo: l’addio dei frati e le parole del vescovo sul futuro del convento

Santuario di Dongo: l’addio dei frati e le parole del vescovo sul futuro del convento
Credit Foto - Giornale di Como

Dopo secoli di permanenza i Frati Minori dicono addio al loro convento a lato del Santuario di Dongo. I francescani, come è noto ormai da tempo, lasciano il convento e il santuario. Luogo di culto che il 6 settembre 1553 vide “lacrimare” un’immagine di Maria SS. col Bambino in braccio e che da secoli è una chiesa meta di numerosi e devoti pellegrinaggi. Ieri mattina, il vescovo monsignor Oscar Cantoni ha presieduto la tradizionale Santa Messa presso il Santuario della Madonna delle Lacrime di Dongo. Al termine ha dato alcune informazioni in merito al futuro del Convento.



Santuario di Dongo: l’addio dei frati



“Come sapete, i nostri cari Padri Francescani lasciano il convento e il santuario, dopo secoli di permanenza. È una notizia ormai conosciuta, che ci rattrista molto. Vorrei che meditassimo questa decisione sofferta, che è andata rafforzandosi in questi ultimi mesi, prima di giungere a una scelta definiva. I frati non lasciano il convento per partito preso e “a cuor leggero”.


Qual è il vero motivo?”.



Con queste parole ha introdotto l’argomento il vescovo di Como durante l’omelia. “Occorre considerare le cause, prima di valutare gli effetti. La causa principale che ha portato i frati alla decisione di ritirarsi dal convento di Dongo è la mancanza di vocazioni alla vita religiosa: grande, drammatico problema che attraversa tutta la Chiesa oggi, in modo speciale la vita consacrata. La scarsità dei frati, la loro età che avanza, il non ingresso di nuovi chiamati, costringono gli istituti religiosi a ridurre all’essenziale le loro opere e quindi a chiudere, sia pure con rammarico, i loro conventi”.



Il futuro del santuario, del convento e della biblioteca



Quale quindi il futuro del santuario, del convento ma anche della biblioteca di Dongo? “Mi è stato assicurato che i Frati verranno periodicamente per tenere vivo il carisma francescano e seguire personalmente le diverse persone che seguono questa spiritualità” ha sottolineato monsignor Cantoni. Inoltre “sarà la diocesi di Como ad assumersi direttamente la responsabilità del Santuario e quindi a curare un regolare svolgimento delle funzioni religiose e una costante presenza per le confessioni”. Ci sarà quindi un sacerdote che risiederà nella struttura in modo costante.



Per quel che riguarda il convento, potrebbe diventare una struttura al servizio del vicariato e della Diocesi per occasioni formative, incontri biblici, esercizi spirituali, attività pastorali, culturali e missionarie, con la possibilità anche, se sarà possibile, di ospitare sacerdoti anziani. Infine sono già iniziati i contatti per prendere accordi con l’amministrazione comunale e con il centro Rusca di Como per assicurare il futuro della biblioteca.

Giornale di Como 



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