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SOLENNITA' DEL PERDONO DI ASSISI: ECCO COME SI OTTIENE. INVIATECI LE VOSTRE STORIE DI PERDONO

Enzo Bianchi: vivere il perdono. Conferenza 1 agosto ore 17.00 alla Domus Pacis. Si pregherà per la fine della guerra invocando lo Spirito di Assisi

di Redazione online
SOLENNITA' DEL PERDONO DI ASSISI: ECCO COME SI OTTIENE. <font color='red'>INVIATECI LE VOSTRE STORIE DI PERDONO</font>
Credit Foto - Cova

Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria.

INVIATE LE VOSTRE STORIE DI PERDONO A redazione@sanfrancesco.org  


CONDIZIONI RICHIESTE:

1 - Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 - Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 - Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 - Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un'“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 - Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.


L'INDULGENZA: CHE COSA E'?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.

Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.

(C.E.l. - Catechismo degli adulti, n. 710)


LA STORIA: COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".


Redazione online

Commenti dei lettori

23-07-2014 17:27:27
Mena Calabrese
Sono una fervente credente in Gesù ns Signore ma mi chiedo , da tanti anni io seguo tutto quello che e' l'iter per chiedre l'indulgenza ma ho un "neo" nella mia condotta di cattolica credente sono DIVORZIATA scelta di mia volontà e non subita passivamente ma ero giovane ed immatura quando ho contratto il matrimonio...ma non solo giovane e immatura d'età ma soprattutto immatura di GIOIA data dal sacramento ricevuto senza dare il giusto peso alla cosa potrò mai avere il giusto perdono da DIO nonché l'indulgenza... anche io come San Francesco voglio parlare col santo Padre?Grazie contattatemi alla mia e-mail
23-07-2014 19:31:12
esperance bachelet
O perdão...O meu sentido de vida. Nunca sei se estou mesmo a perdoar ou não, o facto de nos lembrarmos querera dizer que se calhar afinal não perdoamos? Ouserá que não tem a ver a memoria com o perdão? Não sei e tenho bastantas duvidas..
24-07-2014 00:03:15
23 luglio 2014 Cara Mena,, se eri giovane e immatura quando hai contratto il matrimonio,mi viene il dubbio sulla validità dello stesso ! Perchè l'unione sia valida sono indispensabili : la piena coscienza ed il deliberato consenso. Qual era la tua consapevolezza sull'impegno che contraevi ?Parla con un sacerdote "illuminato", prega e muoviti di conseguenza. Un abbraccio, Antonina
24-07-2014 16:59:32
marta da roma
il perdono è una delle realtà più difficili da vivere...sono anni che non mi parlo con mio fratello...vorrei .... ma non riesco a dimenticare i torti e le offese.... grazie comunque delle vostre parole che scongelino il mio cuore
28-07-2014 00:39:28
marierosemaciejasz@gmail.com
io vengo il 02.08.14 con una mia cara amica per chiedere l'indulgenza per nostra figlia Sophie che ha lasciato questo mondo aveva solo 23 anni...chiedo a Dio Padre di accogliere la sua anima nella pienezza e gioia eterna...credo nella misericordia di Dio nostro Padre. sua mamma marierose

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