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Papa Francesco e il cyberbullismo - VIDEO

Ad aprile il primo congresso mondiale: i governi e i colossi del web a confronto con i giovani di tutto il mondo

Papa Francesco e il cyberbullismo - VIDEO
Credit Foto - Youtube

“La nostra prima sfida sarà quella di trovare la parola opposta al termine cyberbullying e renderla virale, da condividere come la felicità”, commenta così José Maria del Corral, direttore mondiale di Scholas, la fondazione nata in Argentina vent’anni fa per volontà di Papa Francesco . Allora mons. Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires e oggi quella realtà è diventata una Fondazione Pontificia, Scholas Occurrentes , presente in tutto il mondo, grazie alla rete di 440 mila scuole.

Primo Osservatorio internazionale sul cyberbullismo
Scholas, insieme a Fondazione Carolina - la No Profit dedicata alla prima vittima italiana del bullismo in rete, Carolina Picchio, divenuta un simbolo per migliaia di teenager - ha promosso il primo Osservatorio internazionale sul cyberbullismo, voluto dal Santo Padre e presentato in Vaticano. Ico, questo l’acronimo del nuovo soggetto - si propone di riunire i massimi esperti della comunità scientifica globale per mappare le best practice, le norme e i big data a livello mondiale, per poi incrociarli con le esperienze dei ragazzi sul web.

Le conseguenze dell’uso violento di Internet e social sono incalcolabili
“Le conseguenze dell’uso violento o anche solo inconsapevole di Internet e dei social - continua del Corral - possono essere incalcolabili, ringrazio Paolo Picchio per aver dato un volto a questa fondamentale missione educativa, quello di sua figlia Carolina”. Con questo spirito, il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo ha ospitato una tre giorni di laboratori formativi con gli educatori delle due Fondazioni promotrici. “I ragazzi, da diversi Paesi, hanno fatto più volte visita all’interno delle sessioni del Comitato scientifico di Ico - commenta Ivano Zoppi, coordinatore dell’Osservatorio e direttore generale di Fondazione Carolina - riportando con allegria il dibattito sui binari giusti, ovvero mettendo al centro sentimenti, paure e speranze dei nativi digitali ”.

In aumento i rischi per i minori in Rete
Dal primo confronto intergenerazionale, si comprende come i rischi per i minori in Rete siano esponenzialmente aumentati dopo il 2013, ovvero con la diffusione delle App negli smartphone. Per accedere ai social, a partire da Facebook, non era più necessario connettersi ai computer, ma bastava estrarre il telefono dalla tasca dei jeans. “ Da allora - conferma Ivano Zoppi - lo smartphone si è aggiunto, nel bene e nel male, alle tradizionali agenzie educative, come famiglia e scuola ”.

Non abbiamo ancora una banca dati comune sul fenomeno del cyberbullismo
Inghilterra, Argentina, Spagna, Colombia, Francia, Portogallo, Italia e Brasile; queste le nazioni presenti attivamente durante i primi passi di Ico. Un primo confronto prezioso, che presto sarà condiviso e allargato ai rappresentanti scientifici di oltre 30 Paesi attraverso apposite piattaforme informatiche. “L’incidenza delle nuove tecnologie nel percorso di crescita è sotto gli occhi di tutti - commentano i due referenti del Comitato scientifico di Ico - i professori Italo Fiorin e Luca Bernardo - ma non abbiamo ancora una banca dati comune sul fenomeno, sulle casistiche e sulle risposte”.

In aprile in Vaticano il primo Congresso mondiale sul cyberbullismo
Un valido punto di partenza arriverà proprio dai ragazzi, che risponderanno alla prima consultazione pubblica lasciata da Ico nelle scuole di 30 Paesi. Un’aula globale che sarà protagonista durante il primo Congresso mondiale sul cyberbullismo, organizzato in Vaticano per il prossimo aprile, in collaborazione con iDea Congress. “Per la prima volta, con la benedizione di Papa Francesco i governi e i colossi del web saranno chiamati a rispondere nel concreto a questo grande impegno comune, dalla parte dei ragazzi, di oggi e di domani”, conclude il presidente del Corral. (Vatican News)

IL VIDEO APPELLO DI PAPA FRANCESCO CONTRO IL BULLYING



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