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Oncology Games, le "Olimpiadi" dedicate a chi ha un tumore

di Redazione online
Oncology Games, le

Ne avevamo scritto qualche mese fa, quando il progetto era stato da poco finanziato dall’Unione Europea. Ora Oncology Games è ai nastri di partenza. Quella che potremmo definire la prima “olimpiade” per malati di cancro è prevista per settembre 2018 a Roma. L’ idea di Leonardo Cenci – il maratoneta italiano con un tumore in fase metastatica che ha corso la maratona di New York e “drogato della vita”, come ci ha raccontato lui stesso – si è realizzata.

Sei paesi coinvolti. In Oncology Game sono coinvolti sei nazioni: Bulgaria, Grecia, Spagna, Regno Unito, Polonia e naturalmente l’Italia, rappresentati da sette partner, università e altre istituzioni anche private, che operano nell'ambito dello sport e della medicina. Per il nostro pese c’è Avanti Tutta, la onlus perugina di cui Cenci è presidente, e c’è il CONI. Ogni paese sarà rappresentato da almeno 5 atleti, mentre le discipline “olimpiche” sono ancora da definire.

Non solo giochi: anche linee guida per scegliere lo sport giusto. Il  progetto ha la durata di 18 mesi ed è finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus+. Oltre ai Games, cioè alle gare vere e proprie, prevede una serie di iniziative: workshop e sessioni formative per allenatori, volontari e medici, cioè per quelli che gestiranno gli aspetti tecnici delle attività sportive dei pazienti, garantendone sicurezza e efficacia. Ma oltre a tutto questo, in Oncology Game è compresa la stesura di Linee guida per l’attività fisica dei malati oncologici, che saranno redatte da un pool di medici individuati nei 6 paesi coinvolti. Una sorta di vademecum realizzato da medici e rivolto ad altri medici, agli allenatori ma soprattutto ai pazienti, che potranno utilizzarlo per scegliere lo sport più adatto alle loro necessità e avere indicazioni su come praticarlo in sicurezza.

Un progetto nato in ospedale. “L’idea dei giochi mi è venuta mentre ero in ospedale. Quando sei ricoverato guardi tanta TV. Mentre guardavo le Olimpiadi del 2012 ho pensato: se è ormai dimostrato che l’attività sportiva fa bene ad alcune forme di tumore, perché non promuovere lo sport anche per chi ha il cancro? Col sostegno del CONI abbiamo presentato una proposta a Bruxelles, all’Unione Europea, che a settembre scorso è stata accolta e abbiamo ottenuto un finanziamento. Su oltre 300 progetti siamo arrivati primi", dice con orgoglio Cenci. Che non può non aggiungere: “il mio sogno è diventato realtà”.

Lo sport per la dignità. Non c’è spazio per la compassione. “Con questo progetto – ha dichiarato in occasione del primo meeting, che si è svolto a Perugia con i rappresentanti dei paesi che partecipano – sarà approfondito il discorso su come lo sport può essere vissuto dai pazienti oncologici. Sarà possibile porre le basi per una nuova visione, dal momento che il cancro sarà una malattia sempre più diffusa: si parla di dignità e non di compassione. Dobbiamo dimostrare piano piano al mondo che il cancro è una malattia di cui non bisogna aver paura, ma che va affrontata. Fare attività motoria sviluppa molto meglio le difese immunitarie, l'atteggiamento e la qualità della vita del paziente oncologico. Gli Oncology Games – conclude il maratoneta – sono finalizzati a dimostrare che anche coloro che hanno il cancro devono comunque fare attività sportiva, muoversi. Perché può far loro solo bene". repubblica.it


Redazione online

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