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I disegni di Borromini in mostra ai Musei Vaticani

di Redazione online
I disegni di Borromini in mostra ai Musei Vaticani
Credit Foto - Aci Stampa

Francesco Borromini è stato uno dei grandi architetti che ha costruito il Vaticano e molte delle grandi opere che ancora oggi ammiriamo. Al grande artista svizzero vissuto tra la fine del 1500 e il 1600 i Musei Vaticani hanno dedicato una mostra e delle giornate di studio. In particolare saranno visibili “I disegni della Biblioteca Apostolica Vaticana”, cura da Alessandra Rodolfo.


E sarà la XVII Sala della Pinacoteca Vaticana dedicata da quest’anno alla rassegna espositiva di progetti, studi e ricerche denominata Museums at Work ad ospitare la esposizione.


Grazie ad un generoso prestito della Biblioteca Apostolica Vaticana, la mostra è composta da un prezioso nucleo di disegni provenienti dalle sue collezioni, i cui fondi conservano importanti testimonianze grafiche e documentarie dell’artista.


La selezione, concentrata su alcuni esempi del corpus grafico borrominiano, focalizza l’attenzione in particolare sull’attività dell’artista durante il pontificato di Papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655). Le opere provengono dai manoscritti Vaticano Latino 11257 e 11258 contenenti le carte dell’oratoriano Virgilio Spada, amico e convinto sostenitore del Borromini, legato all’artista da sentimenti di profonda e disinteressata stima e amicizia, dal manoscritto Chigiano P.VII.9 messo insieme personalmente e fatto legare per la sua biblioteca dallo stesso pontefice Alessandro VII Chigi (1655-1667) mentre era ancora vivente l’artista e dal manoscritto Chigiano M.IV.


Accanto al progetto per la Fontana dei Fiumi di Piazza Navona, sono presenti testimonianze dell’iter progettuale elaborato dall’architetto per il rimodellamento e la sistemazione organica, nello stesso luogo, di Palazzo Pamphilj, dimora di famiglia di Papa Innocenzo X. Alcuni disegni per la Basilica di San Giovanni in Laterano attestano l’impegno dell’artista per il restauro dell’edificio religioso commissionatogli ancora da Papa Innocenzo X Pamphilj in vista dell’Anno Santo del 1650. Allo stesso Anno Santo, si ricollega il grandioso progetto di ristrutturazione della Basilica di San Paolo fuori le Mura compreso nel programma di Innocenzo X di abbellimento delle basiliche patriarcali in previsione del Giubileo (Collezione Portoghesi). L’esposizione si chiude con alcuni disegni di vario soggetto, confermando la versatilità e vitalità artistica del grande architetto ticinese, protagonista indiscusso del Seicento romano.


Come ricorda il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, Borromini è stata una “ figura chiave dell’architettura seicentesca e modello indiscusso per generazioni di architetti”. Da calpellino presso la Fabbrica di San Pietro  arrivò a lavorare a San Pietro sotto la direzione di Giovan Lorenzo Bernini, nuovo architetto della Fabbrica, collaborando con lui nei primi anni Trenta anche alla realizzazione del celebre Baldacchino.


Nel 1632 ormai promosso al ruolo di architetto, divenne responsabile del complesso della Sapienza, lo storico archiginnasio romano, dove realizzò la chiesa di Sant’Ivo con l’originale e innovativa terminazione a forma di chiocciola e la Biblioteca Alessandrina. Borromini lavorò soprattutto per congregazioni e ordini religiosi, come testimoniano in particolare i suoi interventi per il convento e la chiesa dei Trinitari Scalzi, per San Carlo alle Quattro Fontane e per l’Oratorio dei Padri Filippini, edificato accanto alla Chiesa di Santa Maria in Vallicella (1637-1640). Molte le opere romane e nel Lazio per Pontefici e cardinali.

Morì nel 1667 a Roma: il suo sepolcro è nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.


Oltre alla mostra, un convegno interazionale di studi sulla figura di Francesco Borromini, articolato in tre giorni, dall’11 al 13 dicembre, ha avuto l’adesione di eminenti figure di studiosi specialisti, del calibro di Joseph Connors, raffinato conoscitore borrominiano i cui studi sono ben noti, Werner Oechslin, e Paolo Portoghesi. Tanti altri specialisti verranno a parlarci dell’artista e a confrontarsi in un parterre cosmopolita.


L’intera giornata del 12 dicembre si svolgerà nei Musei Vaticani che nel pomeriggio inaugureranno una piccola ma significativa esposizione di suoi disegni, curata da Alessandra Rodolfo.


Si tratta di un ristretto ma prezioso nucleo di fogli provenienti dalla Biblioteca Apostolica Vaticana che, nei suoi fondi, conserva importanti testimonianze grafiche e documentarie dell’artista. 17 in tutto i disegni esposti dedicati all’ attività dell’artista durante il pontificato di Innocenzo X Pamphilj.


La mostra resterà aperta al pubblico dal 13 dicembre 2017 al 5 gennaio 2018.

Orario di visita: dal lunedì al sabato, ore 9-18 (ultimo accesso ore 16)

Visita libera inclusa nel biglietto dei Musei Vaticani. (ACI STAMPA – ANGELA AMBROGETTI)


Redazione online

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