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Franco Scaglia, se n'é andato in punta di piedi, così come ha vissuto

Beppe Giulietti
Pubblicato il 30-11--0001

La vita di Franco Scaglia é stata profondamente intrecciata anche con la  storia di San Francesco e dei francescani, realtá che lo avevano sempre attratto e alle quali aveva dedicato saggi, documentati, articoli libri.

Franco, nato a Camogli nel 1944, era una persona gentile, elegante, ironica, segnata da una fede profonda, autentica e per questo mai esibita, ma vissuta quotidianamente.



Il suo essere credente lo induceva al dialogo con i piú distanti, alla costante ricerca dei valori che potevano unire le persone, al di lá di ogni muro e barriera.

Per questo era attratto da Francesco, santo dell'accoglienza e dell'incontro, e a Lui, e alla presenza francescana in Terra Santa ,aveva scelto di dedicare documentari, libri, inchieste.



Nel 2002 aveva vinto il prestigioso premio Campiello a Venezia con il romanzo " Il custode dell'acqua" dedicato a quel Padre Michele Piccirillo, Abuana Michele, che aveva dedicato la vita a riportare alla luce i tesori nascosti sotto le sabbia della Giordania e non solo.

Tra i tanti romanzi ricordiamo " L'erede del tempio", " l'oro di Mosé", " Il gabbiano d sale", ed ancora i saggi curati con l'amico Vincenzo Paglia da " Cercando Gesú" a " Cercando Dio" sino a " In cerca dell'anima".

La sua bibliografia é sterminata, non solo romanzi e saggi, ma anche i documentari girati per il mondo, le opere dedicate agli ultimi della terra, le inchieste sul teatro, la musica, il cinema.



La sua vita è stata un viaggio alla ricerca delle orme, dei segni di pace, dei sentieri che legavano il presente al passato, fortemente radicato nelle sue convinzioni e, proprio per questo, sempre attento alle ragioni e alle identitá degli altri, sempre preoccupato di poter offendere la sensibilità degli interlocutori.

In questa stagione caratterizzata dagli strepiti, dalle urla, dalla sciatteria, Franco rappresentava un'isola percorsa da altri venti e da altre correnti, forse per questo amava la sua isola del cuore, Alicudi, che aveva scelto come luogo di meditazione di scrittura.



Nella sua intensa biografia troviamo anche gli anni della critica teatrale, degli incontri con Paolo Grassi, della esperienza come presidente di Rai Cinema e del Teatro di Roma.

Non sono mancate le amarezze spesso determinate da chi non seppe o non volle apprezzare lo stile di una persona che non amava esibirsi e sgomitare per conquistare una poltrona in prima fila.



Lo ricordiamo amico e protagonista di tante riunioni di articolo 21, sempre pronto a promuovere ogni iniziativa tesa ad illuminare le periferie oscurate del mondo.

Per questo lo abbiamo visto spesso anche ad Assisi, protagonista di incontri alla sala stampa francescana, e animatore di una indimenticabile serata al teatro degli Instabili, insieme alla moglie, l'attrice Mascia Musy.

L'ultima volta che lo abbiamo incontrato, giá sfiancato dalla lunga malattia, sognava un nuovo viaggio verso Gerusalemme, la terra promessa, da Lui tanto amata.



Ciao Franco, che il tuo viaggio possa proseguire lungo gli itinerari di sempre.

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