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SAN FRANCESCO DI SALES, FNSI: GIORNALISTA D'ASSALTO COME LUI DOBBIAMO RACCONTARE PAURE E MALESSERI SOCIALI

di Beppe Giulietti

"Se sbaglio voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore..", parole di San Francesco di Sales, il patrono  della stampa cattolica. Parole che suonano ancora piú attuali nella stagione di un  altro Francesco, il Papa, che ha fatto dell'empatia, dell'ascolto e dell'incontro il tratto distintivo della sua pastorale.

Allora come oggi, sia pure in forme e contesti diversi, i signori dell'odio e delle armi innalzavano i loro muri e usavano i simboli delle religioni per scambiarsi scomuniche ed innalzare i roghi  delle reciproche intolleranse

Nel difficile contesto della seconda metá del cinquecento, Francesco di Sales, nato ad Annency, in Francia, da nobile famiglia, si adoperó per favorire la riforma della Chiesa, per tenere aperte le vie del dialogo con le cosiddette Chiese riformate, preferendo la sfida delle parole a quella delle armi.

Dove non poteva arrivare direttamente si affidava ai volantini,oppure ad artigianali manifesti murali affissi vicino a Chiese e mercati.

La sua incessante attività a favore degli ultimi, le opera di carità e le testimonianze di laici ed ecclesiatici portarono, nel 1665, alla sua canonizzazione da parte di Alessandro VII

La sua attivitá pubblicistica, il suo essere una sorta di "Giornalista d'assalto" spinsero, nel 1922, Papa Pio XI a proclamarlo Santo protettore della stampa e dei giornalisti cattolici.

I tempi sono mutati, ma di quella lezione resta l'impegno ad usare la parola, a prescindere dalle forme tecniche e tecnologiche, quale strumento di comprensione, di conoscenza, di positiva sfida per il primato ideale ed etico e non come una pietra da colorare con il sangue del nemico di turno.

Una sfida quanto mai attuale in una stagione dove, pur di conquistare un pugno di consensi, non si esita ad inquinare i pozzi della civile convivenza e ad utilizzare il linguaggio dell'odio, funzionale a chi sull'odio costruisce le proprie fortune politiche, economiche e mediatiche.

Questa spirale può e deve essere interrotta anche dalla testimonianza e dall'impegno quotidiano di ciascun giornalista, credente o non credente che sia.

Raccontare la paura e il malessere sociale é un dovere, alimentarlo ed  esasperalo è cosa assai diversa; un gioco perverso che forse è giá sfuggito di mano ai tristi e sciagurati apprendisti stregoni.

L'impegno a contrastare questa deriva spetta a ciascuno di noi, magari riesumando, dentro e fuori le reti della modernità, anche i fogli volanti di San Francesco di Sales. (Beppe Giulietti - Presidente FNSI)


Beppe Giulietti
Presidente FNSI

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