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Attentati a Parigi, Gentiloni: «L’Italia deve fare di più». Alfano: «Studiato rischio attacco droni»

di Redazione online
Attentati a Parigi, Gentiloni: «L’Italia deve fare di più». Alfano:
«Studiato rischio attacco droni»
Credit Foto - Ansa

«I nostri fratelli sono stati colpiti per la seconda volta in un anno, il governo dice che ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli francesi e reagiremo uniti, reagiremo insieme»: con queste parole il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha aperto la sua informativa alla Camera sugli attentati di Parigi. Gentiloni ha citato Valeria Solesin, «donna italiana esemplare, che ricordiamo abbracciando i suoi genitori che hanno dato un esempio di umanità», ma ha anche indicato le linee-guida dell’azione italiana in futuro: «Lavoreremo per snidare terroristi ovunque cerchino di infiltrarsi, ma senza fare confusione tra le migliaia di persone in fuga dalle guerre», ha detto Gentiloni, aggiungendo che «combatteremo per difendere i nostri valori non dichiarando guerra all’Islam, ma ai rinnegati». Ma che l’allerta sia alta lo dimostra la circolare inviata lunedì dal capo della polizia, Alessandro Pansa, a questure e prefetti: «Innalzare la vigilanza sugli eventi che prevedono un afflusso elevato di persone, dalle partite di calcio ai concerti alle manifestazioni religiose», scrive il Viminale.

«L’Italia deve fare di più»

Il ministro degli Esteri ha riconosciuto che nella lotta al terrorismo e all’Isis «dobbiamo fare di più, prendere l’impegno tra di noi che faremo di più come Paese, è il momento». Un’azione che, però, deve avvenire all’interno delle regole democratiche e della tradizione occidentale: «Gli italiani ci chiedono di difendere la nostra sicurezza senza rinunciare alla nostra libertà e al nostro modo di vivere. Lavoreremo per snidare e neutralizzare i terroristi ovunque si siano infiltrati o cerchino di infiltrarsi. Ma senza fare confusione tra criminali e le decine di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre e dalla dittature». I terroristi, ha proseguito Gentiloni, «vogliono distruggere le nostre libertà, la nostra cultura, le fedi religiose diverse dalla loro, il ruolo delle donne. Sono esattamente i valori che noi vogliamo difendere e combatteremo per difenderli non dichiarando guerre all’Islam ma a quelli che il re di Giordania chiama i rinnegati. E cercheremo di farlo con la maggioranza delle comunità islamiche che vivono nel nostro Paese». Il capo della diplomazia italiana ha infine sottolineato che «l’Italia deve svolgere un ruolo sempre più importante nel contribuire all’orientamento politico della coalizione anti-Isis e facilitare una transizione politica in Siria senza lasciare vuoti che possano essere riempiti da terroristi». Fondamentale, per Gentiloni, anche il ruolo della Russia: «In Siria serve una transizione politica che allontani il dittatore Assad senza che il vuoto di potere sia riempito da Daesh. E i russi possono essere fondamentali in questa transizione politica».

Alfano: «Allarme droni per il Giubileo»

Dopo Gentiloni ha preso la parola il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Che in primo luogo ha annunciato l’anticipo dell’arrivo a Roma «del contingente di 1.000 uomini delle forze armate previsti per il Giubileo»: 700 di questi saranno dispiegati immediatamente. Cresce, infatti, secondo Alfano «il livello di preoccupazione per la minaccia terroristica: Roma e il Papa sono già stati al centro di dichiarazioni minacciose inneggianti alla distruzione e all’odio. Rafforzeremo la vigilanza sui punti sensibili, a partire da piazza San Pietro, dove ci saranno percorsi stabiliti per l’afflusso e postazioni fisse di controllo. Attenzione anche alle minacce dal cielo. Ogni aspetto di una possibile attacco aereo è stato studiato, sarà interdetto lo spazio aereo durante tutta la durata del Giubileo». In merito all’Anno Santo, «un’attenzione particolare è stata rivolta al rischio di un attacco dall’alto, con droni».

«Nessun segnale specifico contro l’Italia»

Il che non significa però, ha spiegato Alfano, che siano state rilevate indicazioni specifiche di attentati contro l’Italia: il livello di allerta «è stato elevato a livello 2» ma «non esistono segnali indicativi di specifiche iniziative terroristiche contro il nostro Paese. L’innalzamento del livello di allerta - ha ricordato Alfano - consente anche l’attivazione immediata in caso di necessità dei reparti speciali delle forze di polizia, in particolare di Nocs e Gis, e delle forze speciali militari chiamate a entrare in azione in scenari di particolare complessità operativa».

I «soft target»

Il ministro dell’Interno si è poi soffermato sulla tipologia degli attentati parigini, che hanno colpito «quelli che gli analisti definiscono soft target, come ristoranti, stadi, luoghi di aggregazione comune, seguendo una perversa logica di attacco frontale alle libertà più elementari, ai nostri stili vita. Attacchi che mostrano l’imprevedibilità del pericolo e rendono più ardua la prevenzione ed il contrasto. I fatti di Parigi - ha proseguito Alfano - dimostrano che nessun Paese può considerarsi completamente al sicuro, non esiste un livello zero di rischio. Esiste però la possibilità di agire sul coefficiente di rischio per ridurne la dimensione e capacità di incidenza. E la risposta da parte del sistema di sicurezza è stata immediata, permettendo di adottare ogni misura di prevenzione». (Corriere.it)


Redazione online

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