Le visite dei pontefici
La questione dei santi è delicata per chi a quella
fede è estraneo. Se ne può accennare solo dal
punto di vista storico. Mi baso sulle informazioni
del professor Remo Cacitti che insegna Storia del
cristianesimo a Milano. Nel Nuovo Testamento, soprattutto
in Paolo e nell'Apocalisse, il santo è il credente,
il salvato. Nel linguaggio successivo, soprattutto
a partire dal IV secolo, il significato della parola cambia,
altro segnale, tra i tanti, della progressiva trasformazione
del cristianesimo in religione civile. Il santo
viene visto come la trasposizione celeste della figura
del patronusterrestre. Nella società antica il patronus
manteneva e proteggeva i clientesche affollavano ogni
giorno la soglia della sua casa in cambio dei servigi che
questi gli rendevano. Se i clientes beneficiavano della
potentia terrena del loro patronus, i nuovi clienti godevano
di una potentia molto più forte, poiché di origine
celeste.
La si poteva raggiungere affollando non
le soglie d'una comune domusma le nuove dimore padronali
rappresentate dalle chiese. Nei primi dieci libri
del suo De civitate Dei Agostino irride la credulità
dei pagani i quali hanno un Dio per ciascuna funzione
o bisogno umani. È sorprendente – ma anche inquietante
– vedere come nel volgere di pochi decenni questa
miriade di assistenti della divinità ognuno con un
suo preciso compito, si riproduca nel cristianesimo.
La verità è che la nuova religione adotta il sistema tipico
del Mediterraneo, in cui la divinità ha un rapporto
utilitaristico con la terra. Ciò che accadeva a livello politico,
si riproduce a livello “sacro”: tu mi fai la grazia,
io ti do l'offerta. Uno scambio di favori che non ha nulla
a che vedere con il cristianesimo. Fin qui il professore.
Possibile domanda: e se quella richiesta di protezione
fosse un segnale di natura politica? Se la situazione
fosse così grave che solo un santo …(Repubblica)
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