cultura

Il sapore dell ecumenismo e il gusto dell unità

Milena Gentili
Pubblicato il 30-11--0001



Circondata dalle colonie israeliane, tra Israele e la Cisgiordania, sorge la casa salesiana di Cremisan. Costruita nel 1885 sulle rovine di un monastero bizantino, si trova su uno dei più antichi insediamenti agricolo-artigianali della Palestina a 5 km da Betlemme e a 12 da Gerusalemme. La storia di Cremisan e della sua cantina si intreccia con la storia di questo territorio ferito dal confl itto israelo-palestinese e dalla diffi cile convivenza tra le varie culture e le varie religioni, infatti Cremisan si trova a sud della linea verde dell'armistizio del 1949. Islam, ebraismo, cristianesimo, mondo religioso e laicità politica rappresentano un'importante sfi - da per la comunità salesiana presente in Terra Santa che tenta di proporsi come luogo di incontro e non di scontro, come un anello di congiunzione delle differenze. Alla fine dell'800 don Antonio Bellone avviò a Cremisan una cantina per sostenere l'opera dei discendenti di don Bosco e i numerosi orfani della zona.Oggi è una vera e propria azienda agricola, grazie all'impegno della comunità salesiana e dei volontari del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo).

La cantina produce e vende 14 qualità di vino da tavola, brandy, spumante, aceto e succo d'uva. La seconda Intifada del 2000 ha reso difficoltosa qualunque fase della lavorazione, dalla raccolta dell'uva allo smercio. I controlli ai checkpoint che separano gli stati e la complicata burocrazia hanno compromesso il normale svolgimento delle attività agricole ed enologiche.

Il progetto di rilancio della Cantina di Cremisan, che comprende anche i vigneti di Beit Jemal, vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione araba che vive nell'area compresa tra Gerusalemme, Beit Jala e Betlemme, attraversata dal muro di separazione israeliano, attraverso il sostegno alle opere educative, sociali e assistenziali gestite dai salesiani in loco.

In particolare si vuole migliorare la produzione viti-vinicola di Cremisan e Beit Jemal, con particolare attenzione alla salvaguardia dei vitigni autoctoni e di rilevanza storica e alle tradizioni locali.

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