Le visite dei pontefici
Nelle lettere di san Paolo è chiaro che Gesù aveva
dato a Simone un ruolo indispensabile per la sua
Chiesa. Anche Paolo, che spesso viene usato quasi
in contrapposizione a Pietro, rispetta il ruolo di Pietro
proprio perché egli era importante. E Paolo non
lo chiama mai Simone o Petros, il nome greco, ma
Cefa, questo vuol dire che riconosce il suo ruolo.
È molto chiaro nei Vangeli il pensiero di Gesù, la sua
volontà, infatti lo chiama Cefa: “Tu sarai chiamato
Cefa! Vocateris Cefa, Kephas!”
Immagino la meraviglia di questo uomo, di questo Simone: “perché m'ha cambiato il
nome?”, si sarà chiesto, “chi è costui
che appena mi vede mi cambia
il nome?”.
Passò del tempo, poi divenne ancora
più chiaro quando Gesù chiese
alle sorgenti del Giordano: “Voi
chi dite che io sia?” (Mt 16,15). Solo
la fede professata da Pietro, e con
lui dalla Chiesa di tutti i tempi, va
al cuore, raggiungendo la profondità
del mistero: “Tu sei il Cristo, il
figlio del Dio vivente” (Mt 16,16).
“Tu sei pietra e su questa pietra io
edificherò la mia Chiesa e le porte degli
inferi non prevarranno contro di
essa.”
Non c'è dubbio che Gesù abbia voluto
questo ruolo nella Chiesa, un
ruolo di unità, unità nella verità,
unità nella carità. San Francesco
l'ha capito talmente bene che poi
in tempi difficili anche del papato,
mai ha messo in discussione il
ruolo del Vescovo di Roma, il ruolo
di Pietro. Francesco si esprime
nella sua Regola: “Frate Francesco e
chiunque sarà a capo di questa Religione,
prometta obbedienza e reverenza
al signor papa Innocenzo e ai suoi
successori”.
Perché Gesù ha scelto proprio Simone?
Perché si è quasi ostinato a
scegliere Simone e a fare di lui la
pietra, Kephas?
Simone tra gli apostoli è quello che
ha avuto più difficoltà ad accettare
questo volto nuovo di Dio svelato
da Gesù, il volto di Dio umile; tant'è
vero che quando Gesù la prima
volta parla della Passione è Simone
che reagisce, al quale Gesù
aveva dato il nome di pietra.
Alla vigilia della Passione ritorna
fuori questo dramma di Simone.
Alla lavanda dei piedi reagisce: assolutamente
no! Non mi laverai i piedi
in eterno! E Gesù: se non ti laverò i
piedi non hai capito niente di me, non
hai capito niente del volto di Dio che ti
sto svelando e quindi non avrai parte
con me nel mio regno.
Cosa capì Pietro? Ben poco. Sappiamo
che dopo poche ore rinnegò
Gesù. Mentre lo rinnegava, dice
l'evangelista Luca, Gesù improvvisamente
si voltò. Prima che Pietro
si volti verso Gesù, è Gesù che si
volta verso Pietro e sicuramente
in quel gesto gli dice: “Pietro, vedi
come sei caduto nel precipizio?
Ma proprio perché io sono il Dio
dell'amore, quell'amore eccessivo che ti ha fatto paura è l'amore che
ti può salvare. Per questo ti sono
accanto.”
Noi sappiamo che Pietro credette,
pianse e si consegnò al perdono, si
consegnò alla misericordia. Perché
ha scelto lui? Per dirci che dal primo
all'ultimo tutti siamo chiamati
a fare questo continuo cammino
di conversione verso il volto nuovo
che Gesù ci ha svelato.
Io non ho trovato altra risposta,
credo che questa sia quella che ci
viene dalla storia di Simone diventato,
per volontà di Gesù, Kephas.
Riposando qui il corpo di Pietro,
Roma è detta “città Santa”.(Angelo Comastri)
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