Le visite dei pontefici
Vivere da Cristiani in Terra Santa
significa avere una vocazione particolare
ed una universale. Qui la
Chiesa cattolica è composta essenzialmente
da tre gruppi: la comunità
dei cristiani arabi locali, l'antico gruppo
dei palestinesi che rappresenta
la presenza cristiana tradizionale
in questi luoghi; la qehila di lingua
ebraica, una chiesa nuova, in fermento,
che accomuna con proprie
specificità gli Evangelici, gli Ebrei
Messianici e i Cattolici e che celebra
la liturgia in lingua ebraica; la comunità
internazionale, che comprende
molti lavoratori stranieri, soprattutto
filippini, sudamericani e indiani,
che risiedono stabilmente in Terra
Santa, e alcuni altri gruppi di diversa
provenienza che, per molteplici
ragioni e con diversi ruoli, trascorrono
qui periodi più o meno lunghi.
Accanto alla Chiesa cattolica vivono
ed operano altre importanti realtà
cristiane, di cui le principali sono la
Chiesa greco-ortodossa, la Chiesa
armena e quella copta. Anche all'interno
dello stesso mondo cattolico
esistono gruppi con riti diversi da
quello latino.
In questo mondo complesso e affascinante,
dove si incontrano culture,
lingue e tradizioni diverse e che
si pone al centro della fede delle tre
grandi religioni monoteiste, i Cristiani
vivono i disagi e le contraddizioni
che deve affrontare una piccola minoranza
in un contesto caratterizzato
da una vasta maggioranza ebraica
e musulmana e, talvolta, anche
le frammentazioni all'interno dello
stesso mondo cristiano, rendono
difficile testimoniare coerentemente
e serenamente la propria fede.
Nella particolare condizione della
Terra Santa, che vede da lungo
tempo due popoli, israeliano e palestinese,
divisi dal conflitto e incamminati
nella ricerca di una via
pacifica di convivenza, i Cristiani
possono essere fermento di unità,
ponte tra due mondi, quello musulmano,
grazie ai molti cristiani di
origine araba, che condividono con
la maggioranza musulmana la lingua
e molti altri fattori culturali, e
quello ebraico, attraverso la piccola
comunità cristiana locale di lingua ebraica.
Nello stesso tempo, i movimenti
dei pellegrinaggi di Cristiani e
di Ebrei verso la Terra Santa sembra
aprire alla visione di Isaia che guarda
a Gerusalemme come al Santo
Luogo che riunirà presso di sé tutti i
popoli della terra (Is 2,1-4).
Attraverso gesti concreti, iniziative
pastorali e sociali, attività educative
ed accademiche, la comunità cristiana
internazionale che qui si raduna,
e soprattutto i religiosi che vivono
ed operano in Terra Santa, cercano
di testimoniare il volto profetico della
Chiesa e l'universalità del Cristianesimo
al di là delle tensioni locali,
superando e abolendo le distanze,
le diversità culturali e linguistiche,
le discriminazioni e i nazionalismi.
Anche in Terra Santa, e soprattutto
qui, la Chiesa cerca di ricordare agli
uomini che sono tutti fratelli, uniti
in un'unica famiglia nel rispetto dei
singoli valori particolari, impegnati
a costruire la comunità ecclesiale
abbattendo le barriere che dividono
l'umanità.
La storia della Chiesa di Gerusalemme,
fin dalle sue origini, è attraversata
da tensioni e divisioni, che
purtroppo a volte diventano fonte
di scandalo, ma mira nonostante
tutto a perseguire la sua vocazione
universale. San Paolo denuncia in
molte occasioni l'incompatibilità
del Cristianesimo con i particolarismi
faziosi: “Non c'è più giudeo né greco;
non c'è più schiavo né libero; non c'è
più uomo né donna, poiché tutti voi siete
uno in Cristo Gesù” (Gal 3,28). E la testimonianza
dell'amore universale
ci dovrebbe rendere autentici segni
di Cristo, fino all'amore per i nemici
che annulla ogni divisione. Questo
vuole essere l'orizzonte della piccola
Chiesa madre di Gerusalemme,
la cui maternità non può che essere
universale.
Gerusalemme e i Luoghi Santi cristiani
rimangono fino ad oggi un
segno fondamentale della fede, la
testimonianza della vita, morte e
resurrezione di Gesù, che proprio
qui, realmente, si sono compiute.
Tutti i Cristiani, anche i più lontani,
guardano alla Terra Santa per
trovare in questi segni le proprie
radici e il senso autentico della loro
missione in tutto il mondo. In Terra
Santa si può leggere la vita di Gesù,
scuola di Vangelo. Qui si può imparare
a guardare, ascoltare, meditare,
assaporare il silenzio per cogliere il
significato profondo e misterioso
del Suo passaggio. L'ambiente che
incornicia il Suo soggiorno fra noi
ci rimanda a luoghi, costumi, colori,
profumi; gli stessi che Gesù ha
conosciuto quando si è rivelato al mondo. Anche la Chiesa di Terra
Santa attinge da questo patrimonio
inestimabile, da questo dono di vita,
la forza per continuare ad alimentare
la sua maternità universale e per
sostenere e promuovere le piccole
comunità cristiane locali, instillare
in esse la passione per Cristo, sviluppare
i loro talenti, serbare desta
la loro speranza anche quando tante
promesse disattese insinuano sentimenti
di delusione e di sconforto.
In Terra Santa i Cristiani sono sempre
stati una minoranza, una presenza
esigua ma dal cuore ardente,
e non sono mai scomparsi. Essi sono
chiamati a dare un'alta testimonianza
di fede, ad essere una presenza
viva, innamorata della propria storia
e delle proprie idee, a non temere
i cambiamenti e gli incontri con
le diversità, bensì ad essere aperti,
sereni, liberi, positivi e, nello stesso
tempo, chiari, radicati nel proprio
senso di identità e di appartenenza,
propositivi verso il futuro, attivi nel
custodire i Luoghi Santi che sono
depositari della tradizione e della
memoria dell'intera Cristianità.(Pierbattista Pizzaballa)
Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco, la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte.
Solo grazie al vostro sostegno e alla vostra vicinanza riusciremo ad essere il vostro punto di riferimento. Un piccolo gesto che per noi vale tanto, basta anche 1 solo euro. DONA