opinioni

LA CADUTA DEI REGIMI

Aldo Cazzullo
Pubblicato il 30-11--0001



La rivolta dei forconi siciliani, al di là degli aspetti folkloristici, va presa molto sul serio. Sia perché uno Stato di diritto non può tollerare l'aperta sospensione della legalità, il blocco dell'economiche, il disagio dei cittadini.Sia perché dietro c'è una sofferenza sociale crescente, cui occorre dare una risposta. paradosso della Palermo dioggi è che pure la mafi a è andata in crisi. Se da una parte lo Stato assistenziale ha fi nito i soldi, dall'altra anche il welfare mafi oso si sta prosciugando.

In diffi coltà per i colpi inferti da magistratura e forze dell'ordine, Cosa Nostra non è certo morta, ma non è più in grado di fi nanziare come un tempo interi quartieri. Può diventare la scintilla di un incendio più vasto. Perché la situazione sociale di Palermo è davvero esplosiva. La mediazione dei sindacati e dei partiti è saltata. Nessuno cocrede più nella politica, né – purtroppo – come macchina di cambiamento La vecchia domanda di assistenzialismo può mutarsi in una richiesta di lavoro, istruzione, sviluppo.

Ma può diventare un grido disperato: i tassisti spaventati dalle liberalizzazioni, i pescatori impoveriti dai controlli di Bruxelles, gli agricoltori mandati fuori mercato dai prodotti extraeuropei, i camionisti che pagano il gasolio il doppio e la massa dei giovani senza lavoro e senza speranza. La prima cosa da fare è ripristinare la legalità far riprendere la libera circolazione delle persone e delle merci. Ma è evidente che la risposta alla jacquerie dei forconi non può essere solo di ordine pubblico. Non è un caso che l'altro simbolo della rivolta, oltre ai forconi, sia il vessillo della Trinacria.

In Sicilia stiamo assistendo alle doglie che precedono la nascita della Lega (o delle leghe) del Sud; un movimento che almeno alle origini si annuncia populista più che clientelare, ribellista ed extrapolitico più che istituzionale e di governo. Proprio questo deve indurre l'esecutivo Monti, i partiti nazionali, i ceti produttivi e in generale l'opinione pubblica a vigilare.

Perché il vuoto della politica e dell'economia va riempito, e non con i forconi e i roghi delle bandiere.

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