Le visite dei pontefici
Il ‘miracolo' francescano è quello
che ci ha proposto il giovane
Ottavio. La sera del 4 ottobre un
tir sta per investirlo e Ottavio,
per evitare l'inevitabile impatto,
precipita in un burrone e si
ritrova sul tetto di una casa disabitata.
Un passante, dopo circa un'ora,
si accorge dell'accaduto.
Quel
passante ha un nome, si chiama
Francesco. Ottavio, dopo essersi
ripreso dalla lunga degenza in
ospedale, mi confi da questa storia.
Dalla conversazione emergono
3 suggestioni: che tutto
avviene improvvisamente; la capacità
di destreggiarsi per evitare
la morte; un passante, uno sconosciuto,
che salva una vita.
Penso che queste 3 suggestioni
facciano parte in maniera minore
o maggiore della vita di ogni
uomo.
La prima, le cose brutte o belle a
volte capitano improvvisamente.
Il tradimento di un amico, una
pugnalata alle spalle nell'ambiente
lavorativo, una disgrazia.
Dall'altro lato, una bella sorpresa,
un aiuto che non ti aspettavi,
un amore che sboccia, la gioia
di un fi glio... Tutto ciò bisogna
accoglierlo per andare avanti.
La rifl essione di Viktor Frankl,
neurologo e psichiatra contemporaneo,
riportando il caso di un
giovane paralitico impossibilitato
a godere di una vita normale,
ci spiega il senso di questo andare
avanti: “Non diversamente dagli
alberi che in una folta e rigogliosa
foresta si trovano l'uno accanto all'altro
pressati, quindi quasi impediti,
costretti a non crescere in senso
orizzontale quanto piuttosto in quello
ascensionale, quindi in altezza,
non diversamente il nostro paziente
si dispiegò e si sviluppò verso l'alto, e
proprio grazie alle limitazioni e alle
restrizioni delle sue possibilità”.
Il problema vero infatti non è
quello che capita all'improvviso,
ma la capacità di destreggiarsi,
e qui è la seconda suggestione,
di trovare risorse buone
in se stessi che ti permettono di
andare avanti e di affrontare le
diffi coltà.
Sovvengono le parole di Francesco
che invitava ogni frate a
mettere a disposizione degli altri
le realtà positive che ognuno si
portava dentro: “la fede di Bernardo,
la semplicità e la purità di Leone,
la cortesia di Angelo, l'aspetto
attraente e il buon senso di Masseo;
la mente elevata nella contemplazione
che ebbe Egidio; la virtuosa incessante
orazione di Rufi no, la pazienza
di Ginepro; la robustezza fi sica e
spirituale di Giovanni delle Lodi, la
carità di Ruggero, la santa inquietudine
di Lucido”. (FF 1782).
La terza suggestione, il passante,
la provvidenza di Dio nella
vita di ogni uomo. Si tratta di
saper leggere la propria storia e
cogliervi quello che a volte non
riusciamo a vedere: il dono della
vita, dello sguardo, dei genitori,
dei fi gli, si tratta di saper cogliere
il bene che Dio ha posto nelle
anfore della propria esistenza. Si
tratta di essere un po' come quegli
anziani, che spero e auguro a
ciascuno di incontrare, che continuano
a vivere con consapevolezza
ogni giorno impegnandosi,
pur con le forze residue, per
gli altri, nella cura dei nipotini,
nelle buone conversazioni, nella
preghiera per quelli che non
hanno tanto tempo per pregare.
Questi anziani sprigionano gioia
e serenità, amabilità ed entusiasmo,
gratitudine ed altruismo.
Il loro volto è pieno di rughe, le
loro mani sono callose, la loro
vita piena di senso.
Chiedo per me e per voi la grazia
di camminare così.
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