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La fiducia della chiesa nei giovani

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001



“Educare i giovani alla giustizia e alla pace”: un messaggio che raccoglie il desiderio e l'anelito di colui che a guida del popolo di Dio, con grande fiducia e affetto, in modo appassionato e molto concreto si rivolge ai giovani di questo tempo. Elemento chiave di tutto il testo sembra essere l'impegno ed il coinvolgimento personale di fronte al quale ciascuno di noi, e in modo preminente i giovani, non possiamo esimerci. Siamo chiamati ad essere testimoni e il testimone, dice il Papa, è colui che vive per primo il cammino che propone.

Anche i giovani devono avere il coraggio di vivere prima di tutto essi stessi ciò che chiedono a coloro che li circondano. Non abbiate paura di impegnarvi. Forti ed esigenti appaiono queste parole che invitano a rinnovare il nostro sguardo sui giovani e sulla realtà che ci circonda.

La Chiesa guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro e li incoraggia a ricercare la verità, a difendere il bene comune, ad avere prospettive aperte sul mondo e occhi capaci di vedere “cose nuove”! Certamente non siamo soli ed insieme agli altri potremo creare orizzonti nuovi di giustizia e di pace.

Se, come ricorda papa Benedetto XVI, educare significa condurre fuori da se stessi per introdurre alla realtà, il messaggio va ad indicare i responsabili principali dell'educazione: la famiglia quale luogo dove matura una vera educazione alla pace, alla giustizia, alla solidarietà, al perdono e l'accoglienza dell'altro; i responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi affinché abbiano cura che ogni giovane possa scoprire la propria vocazione, accompagnandolo nel far fruttificare i doni che il Signore gli ha accordato; i responsabili politici; il mondo dei media, i mezzi di comunicazione di massa i quali hanno un ruolo particolarissimo, non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all'educazione dei giovani.

Viene messo in evidenza lo stretto rapporto tra educazione e comunicazione: l'educazione avviene infatti per mezzo della comunicazione, che influisce, positivamente o negativamente, sulla formazione della persona. Parole chiave del messaggio promulgato dal santo padre sono: verità, libertà, giustizia, pace; il retto uso della libertà è dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace, che richiedono il rispetto per se stessi e per l'altro, anche se lontano dal proprio modo di essere e di vivere.

Promuovere la giustizia significa aprire il cuore alla solidarietà, promuovere la pace significa rispettare la dignità delle persone e dei popoli; sono questi elementi fondanti della spiritualità francescano che il nostro Serafico padre san Francesco traduce con il praticare la fratellanza “Il Signore mi donò dei fratelli” e ancora “il Signore ti dia Pace” come anche l'incontro con il Sultano d'Egitto.

Papa Benedetto XVI esorta particolarmente i giovani, ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente. Al termine del messaggio per la 45a Giornata mondiale della pace l'orientamento chiaro verso cui il Papa ci riconduce è proprio quello di alzare gli occhi a Dio.

L'attenzione del Pontefice si focalizza poi sui giovani invitandoli a non scoraggiarsi, non cercare false o facili soluzioni per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione.

Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo. La Chiesa vuole mostrare tutta la sua fiducia nei giovani, seguendoli, incoraggiandoli, orientandoli verso Dio. La giustizia e la pace non sono un bene già raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Camminando insieme non resteremo delusi.(Antonello Fanelli)

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