Le visite dei pontefici
L'immagine, per molti, è quella di
una persona immersa dentro l'acqua
che a malapena riesce a tenere
la testa fuori: basta una piccola onda
e viene sommersa. Una foto a tinte
forti, ma che purtroppo in questo
periodo di festività del 2011-2012
aderisce con drammatica realtà a
molte famiglie italiane, i cui redditi
– spesso precari, se non saltuari
– riescono a coprire a malapena le
esigenze primarie dei nuclei.
La manovra Salva Italia era necessaria,
questo è politicamente acquisito,
ma lascia inevase molte questioni,
che necessariamente dovranno
essere affrontate il prima possibile.
Il lavoro, la sicurezza sociale, l'istruzione,
l'ambiente: tutte priorità che
rappresentano il collante sociale di
un paese che ha la coesione e la
solidarietà nel proprio dna. La crisi
mondiale, e in particolare quella
europea, ha un'immagine immateriale:
lo spread.
Un numero (che
rappresenta un tasso di interesse che
misura l'affi dabilità dell'Italia) che è
assurto a simbolo di un paradosso,
quello di un tessuto economico di
enormi potenzialità e inaspettate
vitalità ma frenato da una serie di
blocchi, fi nanziari e politici.
Per uscire il prima possibile dal nonluogo
della crisi generata da un indebitamento
a spirale è necessaria
una massiccia iniezione di equità, di
giustizia diffusa.
Un grande disegno
dove lo Stato disegni la cornice e
immetta risorse che diano l'impulso
primario della ripresa e la base, i
cittadini, le forze vive della società,
raccolgano l'invito e tornino a occupare
gli spazi ormai abbandonati.
È la sussidiarietà una delle vie maestre,
fatta di associazionismo produttivo
di base, di cooperazione, di
credito alle idee e alla forza di volontà.
È una strada che gli italiani
conoscono bene, e che hanno praticato
per decenni con grande profi
tto.
Un sistema che interagisce con
la grande impresa, in modo sano e
complementare, creando un cuscinetto
sociale per il futuro.(Carlo Marroni)
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