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La storia di Francesco / 7 e 8

Redazione
Pubblicato il 30-11--0001

di Chiara Frugoni



LA STORIA DI FRANCESCO / 7

Francesco si imbarcò ad Ancona il 24 giugno del 1219 e dopo alcuni mesi giunse fi nalmente in Egitto. Andò subito a Damietta, nel campo dei crociati che assediavano la città, cercando di farli desistere dai combattimenti. Di fronte alla cristianità in armi che solo con la forza pensa di poter riscattare i luoghi santi, di fronte alla Chiesa che chiude il dissenso con la violenza e la morte, Francesco ha parole diverse e dissonanti, anche se tratte come sempre dal Vangelo. Tommaso da Celano registra soltanto lo straordinario gesto del Santo che “mentre infuriavano aspre battaglie tra cristiani e pagani” non aveva avuto timore di recarsi insieme ad un compagno dal sultano Malik-Kamil nella speranza di convertirlo. Plausibilmente vi arrivò durante la tregua d'armi dell'estate dello stesso 1219. L'accoglienza del sultano è estremamente calorosa, era molto ammirato e commosso dalle parole di Francesco e lo ascoltava assai volentieri. San Bonaventura racconta che Francesco propone una sfi da ai sacerdoti: entreranno tutti insieme fra le fi amme; colui che uscirà illeso dimostrerà con il miracolo la verità della propria fede; chi invece farà parte dei perdenti dovrà abbracciare la religione della vittoria. Alla proposta di Francesco il sultano obietta che non c'è chi, tra i suoi sacerdoti, sia disposto ad affrontare la competizione. Di fronte allo scompiglio che le sue parole hanno provocato, Francesco propone allora di entrare lui solo nel fuoco. Il sultano non permette che la prova abbia luogo “temendo una sedizione popolare”, ma ammira sempre di più Francesco, gli offre doni. Francesco si trattiene ancora del tempo, cerca di evangelizzare quelle popolazioni, ma non vedendo progressi, avvertito da un sogno premonitore ritornò nei paesi cristiani. Come mai Francesco aveva pensato di fare ricorso proprio alle fi amme? Forse, vedendo quanto fosse diffi cile convincere soltanto con la parola, pensò di raggiungere lo scopo attraverso un esempio tangibile e che colpisse l'immaginazione. Forse, Francesco volle con la sua proposta, non del tutto ortodossa, riprendere quell'antico dialogo che proprio i cristiani avevano interrotto con Maometto quando qualche mese prima della morte il profeta accolse una delegazione cristiana per discutere questioni di fede. Per dirimere la questione Maometto propose un'ordalia, cioè un giudizio di Dio; ma i cristiani – secondo la fonte musulmana – intimoriti chiesero una tregua e preferirono un compromesso diplomatico. Francesco scelse questa via anche per venire incontro ai suoi attuali interlocutori suggerendo una prova che faceva parte della loro cultura: fu un gesto di tolleranza coerente ai principi evangelici professati, non di sfida.

LA STORIA DI FRANCESCO / 8

Tornato ad Assisi Francesco aveva scoperto che alla Porziuncola era stato costruito un edifi cio in calce e pietre, in sostituzione delle capanne di paglia e fango. Cominciò a distruggere sistematicamente quell'alloggio; aiutato da alcuni compagni fedeli gettava via una dopo l'altra le lastre di copertura. Lo fermarono i soldati, dicendo che l'abitazione apparteneva al comune di Assisi. Allora, con grande delusione, desistette dal proposito. “Una volta tutti i frati osservavano con impegno la santa povertà in ogni cosa. Ma da poco tempo in qua, questa purezza e perfezione ha cominciato ad alterarsi”. Cominciava anche a soffrire seriamente di tante malattie: allo stomaco, alla milza, al fegato; vedeva sempre peggio a causa di un tracoma agli occhi. Aveva rimesso l'Ordine nelle mani di Dio, adducendo il pretesto della scarsa salute; ma in realtà perché non trovava più consenso. Continuava a conquistare le folle ma non era più il capo indiscusso e pieno di entusiasmo a cui i compagni si erano consegnati con totale fi ducia. Era costretto a rinunciare a camminare ed era obbligato a dettare, invece di predicare, date le pessime condizioni di salute. Si succedono le riunioni dei frati per riformare la Regola. Francesco compose una prima Regola del 1221, ma provocò tali proteste da rimanere non bollata. Il clima è teso; il Santo si ritira su un monastero per redigere un'altra Regola, mentre i frati temono che la nuova formulazione sia così severa da non potersi osservare. Francesco non risponde alle contestazioni ma si rivolge a Cristo, di cui risuona la voce nel Cielo: “Francesco, nulla di tuo è nella Regola, ma ogni prescrizione che vi è contenuta è mia. Quelli che non vogliono osservare la Regola, escano dall'Ordine!”. La Regola fi nale, del 1223, è un riassunto della precedente con pesanti soppressioni e censure; ottiene fi - nalmente e non a caso l'assenso del pontefi ce, Onorio III. La maggior parte delle citazioni evangeliche è stata soppressa, il linguaggio è seccamente Non si parla più di dover curare i manualmente. La volontà di andare pochi eletti, chiamati direttamente da Dio. spirituale; si ritira sempre più negli eremi, fugge la compagnia dei suoi fratelli, spesso ha per loro parole aspre e dure. A partire dal 1223 si apre il periodo che i biografi defi niscono della “grande tentazione”, tentazione di abbandonare tutto.

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