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Papa Francesco: quando c'è corruzione nella Chiesa diamo al popolo un 'pasto avvelenato'

Nell'omelia il Pontefice ha sottolineato che le vere vittime sono il popolo di Dio privato del 'pane della vita'

di Redazione online
Papa Francesco: quando c'è corruzione nella Chiesa diamo al popolo un 'pasto avvelenato'

«Ma ci vergogniamo? Tanti scandali che io non voglio menzionare singolarmente, ma tutti ne sappiamo...». Papa Francesco celebra la messa nella Casa Santa Marta e torna a parlare della corruzione nella Chiesa. Gli scandali, ha spiegato Bergoglio, avvengono perché non c'è un rapporto vivo con Dio e con la sua Parola. Così, sacerdoti «corrotti», invece di dare «il pane della vita», danno un «pasto avvelenato» al popolo di Dio.

Il Papa, come si legge dal resoconto pubblicato da Radio Vaticana, ha commentando la lettura del giorno e il salmo responsoriale dov'è descritta la sconfitta degli israeliti da parte dei filistei. In quell'epoca, ha spiegato Francesco, il popolo di Dio aveva abbandonato il Signore e si diceva che la Parola di Dio era «rara». Gli israeliti per combattere i filistei utilizzavano l’arca dell’alleanza, ma come una cosa «magica», «una cosa esterna». Così vengono sconfitti e l’arca cade in mano ai nemici. Ciò che manca è la fede vera in Dio, nella sua presenza reale nella vita.

«Questo brano della Scrittura - ha detto il Papa - ci fa pensare come è il nostro rapporto con Dio, con la Parola di Dio: è un rapporto formale? È un rapporto lontano? La Parola di Dio entra nel nostro cuore, cambia il nostro cuore, ha questo potere o no, è un rapporto formale, tutto bene? Ma il cuore è chiuso a quella Parola! E ci porta a pensare a tante sconfitte della Chiesa, a tante sconfitte del popolo di Dio semplicemente perché non sente il Signore, non cerca il Signore, non si lascia cercare dal Signore! E poi dopo la tragedia, la preghiera, questa: "Ma, Signore, che è successo? Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini. Lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno. Ci hai reso la favola delle genti! Su di noi i popoli scuotono il capo"».

Francesco ha fatto quindi un riferimento esplicito agli scandali della Chiesa: «Ma ci vergogniamo? Tanti scandali che io non voglio menzionare singolarmente, ma tutti ne sappiamo… Sappiamo dove sono! Scandali, alcuni che hanno fatto pagare tanti soldi: sta bene! Si deve fare così…. La vergogna della Chiesa! Ma ci siamo vergognati di quegli scandali, di quelle sconfitte di preti, di vescovi, di laici? La Parola di Dio in quegli scandali era rara; in quegli uomini e in quelle donne la Parola di Dio era rara! Non avevano un legame con Dio! Avevano una posizione nella Chiesa, una posizione di potere, anche di comodità. Ma la Parola di Dio, no! "Ma, io porto una medaglia"; "Io porto la croce"… Sì, come questi portavano l’arca! Senza il rapporto vivo con Dio e con la Parola di Dio! Mi viene in mente quella Parola di Gesù per quelli per i quali vengono gli scandali… E qui lo scandalo è venuto: tutta una decadenza del popolo di Dio, fino alla debolezza, alla corruzione dei sacerdoti».

Francesco ha concluso l'omelia con un pensiero al popolo di Dio: «Povera gente! Povera gente! Non diamo da mangiare il pane della vita; non diamo da mangiare - in quei casi - la verità! E persino diamo da mangiare pasto avvelenato, tante volte! "Svegliati, perché dormi Signore!". Questa sia la nostra preghiera! "Destati! Non respingerci per sempre! Perché nascondi il tuo volto? Perché dimentichi la nostra miseria ed oppressione?". Chiediamo al Signore di non dimenticare mai la Parola di Dio, che è viva, che entri nel nostro cuore e non dimenticare mai il santo popolo fedele di Dio, che ci chiede pasto forte!».

Sono diversi e ancora alla ribalta delle cronache gli scandali di cui parla Francesco. Da quelli legati agli abusi sessuali sui minori a quelli più strettamente finanziari che hanno travolto uomini e strutture legate alla Chiesa, come pure ordini religiosi. Vatican Insider


Redazione online

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