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Letta Presidente del Consiglio: Assisi seconda Capitale d'Italia - Intervista rilasciata in una visita alla Basilica di San Francesco

In teoria dovremmo fare un decreto per obbligare ad essere qui una volta alla settimana

di Redazione online
Letta Presidente del Consiglio: Assisi seconda Capitale d'Italia - Intervista rilasciata in una visita alla Basilica di San Francesco

Intervista rilasciata da Enrico Letta alla nostra redazione nell'ottobre del 2007 in una visita al Santo Patrono d'Italia.

È la seconda volta che viene ad Assisi. Che cosa significa per un rappresentante del Governo trovarsi qui nella casa di san Francesco, nella sede del Patrono d'Italia?
Potremmo dire che Assisi è la seconda capitale d'Italia perché a Roma c'è il caos, qui c'è la pace e credo che il nostro Paese per come è fatto abbia bisogno di entrambi questi capitoli della vita. Il caos vuol dire fare le cose, vuol dire costruire, vuol dire darsi da fare, ma poi c'è la pace. Mi verrebbe da dire Marta e Maria, ecco, per un certo verso. Credo che nella vita, nella comunità, ci sia bisogno di entrambi questi pilastri, questi capitoli. E in questo senso ogni volta che capita di essere ad Assisi, al Sacro Convento, c'è la capacità di guardare anche alle cose della vita normale, dell'amministrazione, dell'attività di governo sotto un'altra luce. In teoria dovremmo fare un decreto per obbligare ad essere qui una volta alla settimana.


In base a un sondaggio pubblicato di recente da Avvenire, san Francesco è un po' in ribasso tra i ministri italiani che in maggioranza si appellano a padre Pio. Lei a quale Santo fa principalmente riferimento nelle sue preghiere?
Il Santo patrono della mia città è un santo molto particolare, san Ranieri, che ebbe la conversione dopo che gli fu mozzata una mano, perché era un ladro, mentre stava entrando in una macelleria. È un santo al quale sono molto legato perché dà l'idea proprio della vera conversione. Ma al di là di questo, non penso che ci sia concorrenza tra i santi. Lasciamo stare la concorrenza tra i santi...


Anche questo Governo è molto vicino ai francescani. Secondo lei qual è il ruolo della Comunità francescana nella nostra società?
Credo che sia un ruolo di educazione alla pace. Alla pace esteriore e alla pace interiore. In una società come la nostra, dominata dai conflitti, dalle notizie, dal fatto che la conflittualità fa notizia, dovunque questo accada, il messaggio di pace che viene dalla Comunità francescana di Assisi è un messaggio fondamentale che dovrebbe anzi trovare più rispondenza fra gli italiani. Sappiamo che fa più notizia un albero che cade rispetto a 100 alberi che crescono nel sistema attuale della nostra vita. E invece io sono tra quelli che continuano a pensare che è meglio aiutare gli alberi a crescere e dare notizia del fatto che gli alberi crescono. Federica Manghinella, Rivista San Francesco


Redazione online

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