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Esteri/Il martirio di due sacerdoti in Messico e Guatemala

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001



Sono stati assassinati in Messico e Guatemala, in due dei Paesi tra i più pericolosi al mondo, due esponenti della chiesa che vive e condivide le gioie e i dolori delle comunità locali. Questi nuovi atti tragici confermano la presenza di un forte clima di violenza nei confronti dei cristiani. Solo poche settimane l'agenzia riportava i dati sugli operatori pastorali uccisi nel mondo durante il 2011, sottolineando che il tributo di sangue più alto è stato pagato, come ormai è consuetudine, da coloro che operano in America Latina. Alla lunghissima lista dei testimoni del Vangelo che hanno perso la vita in questa area del mondo bisogna aggiungere adesso i nomi di Genaro Díaz e David Donis Barrera.


Il primo è stato ucciso lo scorso 28 gennaio nella casa della parrocchia Inmaculada Concepción presso Atizapán, in Messico, molto probabilmente per mano di una banda di delinquenti. Le ricostruzioni dell'omicidio dicono che la mattina del 28 gennaio il sacerdote, di 68 anni, era in pigiama e pantofole quando ha sentito bussare alla porta. Una volta apertala, è stato assalito. Dato l'elevatissimo grado di insicurezza, in Messico ormai quasi le strutture religiose stanno adottando misure di sicurezza per evitare di cadere vittima di furti o rapine.


Il giorno precedente all'uccisione di Genaro Díaz, lungo una strada del Guatemala, nei pressi della frontiera con El Salvador, è stato assassinato anche padre David Donis Barrera, di 60 anni. Il sacerdote, che de due anni guidava la parrocchia di Sagrada Familia, presso Santa Rosa, aveva appena finito di dire messa. Il Guatemala è oggi uno dei Paesi con gli indici di violenza più alti d'America Latina. Si verifica una media di 16 omicidi al giorno su una popolazione di solo 14,3 milioni di abitanti. Nel 2011 le persone uccise sono state circa 6000.(Vatican Insider)

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