Le visite dei pontefici
Nell'ultimo dei tre giorni del suo viaggio in Cina, sabato scorso, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha insistito per mettere in agenda un incontro inusuale: una visita alla cattedrale cattolica di Guangzhou, nella provincia del Guangdong – il cuore manifatturiero del Dragone –, per un colloquio di mezz'ora con il vescovo Giuseppe Gan Junqiu, riconosciuto sia dalla Santa Sede che dal governo di Pechino.
La visita al vescovo cattolico era uno tre appuntamenti voluti dalla Merkel per dimostrare la sua vicinanza alla società civile cinese, spesso in contrasto con le autorità statali. Il cancelliere tedesco aveva anche chiesto di incontrare un avvocato esperto di diritti umani di Pechino e di fare una visita alla redazione del settimanale Southern Weekend, sempre a Guangzhou.
Ma il governo cinese ha detto sì soltanto all'incontro con monsignor Gan, che si è svolto dietro un rigorosissimo cordone di sicurezza. La polizia ha avuto cura di tenere lontano tutti i giornalisti dalla cattedrale cittadina ma l'agenzia UCANews, che segue la Chiesa cattolica in Asia, è riuscita comunque a parlare con il vescovo dopo il suo colloquio con Merkel.
“Ha chiesto delle informazioni di base sulla diocesi di Guangzhou e sulla Chiesa nel Guangdong – ha detto il vescovo -, come il numero dei cattolici, la loro età, che lavoro fanno e quali sono le loro attività al di là del venire a messa”.
Non si è parlato, almeno esplicitamente, della situazione della libertà religiosa in Cina: “Mi ha chiesto se posso parlare liberamente, se c'è qualcuno che mi dice cosa devo dire e non dire, compreso il contenuto delle mie omelie”, ha però raccontato il presule. “Io le ho risposto con sincerità, che predico in conformità con la Bibbia e provo a collegarla con la vita quotidiana dei fedeli alla situazione della società”.
Da Merkel è anche arrivato un invito a intensificare l'attività caritativa della Chiesa, aprendo più asili nido e case di riposo per anziani, “per promuovere l'armonia sociale, la libertà e l'uguaglianza”, ha riferito ancora monsignor Gan. Il vescovo ha detto di aver avuto l'impressione che il cancelliere tedesco sia una cristiana devota, particolarmente preoccupata delle politiche della Cina sulla libertà religiosa e sociale.
Prima dell'incontro, monsignor Gan aveva riferito di essere rimasto stupito dell'annuncio della visita del premier tedesco, e di non sapere bene che cosa le avrebbe potuto direttamente. Gli agenti governativi venuti a preparare le misure di sicurezza per l'incontro gli avevano consigliato di “presentare la diocesi e fare del mio meglio per rispondere alle sue domande”.
Durante una visita in Cina nel 2006, Merkel aveva incontrato l'arcivescovo cattolico di Shanghai, il germanofono monsignor Aloysius Jin Luxian, e altri esponenti dei vertici della Chiesa.(Vatican Insider)
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