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Ecco come trascorrono la giornata i frati che vivono nella laguna veneta

Gelsomino Del Guercio wikipedia

Si spostano con un piccolo motoscafo su e giù per la Laguna Veneta. Sono i frati minori di San Francesco del Deserto, l’isola dove il poverello di Assisi parlò agli uccelli nel 1220.

Il Sole 24 Ore è andato a trovarli per descrivere una loro giornata tipo: nel convento vivono cinque frati: sono fra Cristoforo (87 anni, il più anziano), padre Felice, padre Roberto, fra Silvio e padre Alberto (41 anni, il più giovane).



LA PREGHIERA DEL MATTINO

Le giornate, come riporta Il Sole, sono scandite dalla preghiera, dalla pace e dal lavoro. Alle 6,45 si inizia con la recita delle lodi e la celebrazione dell’Eucaristia. La chiesetta del complesso conventuale, costruita sul primigenio edificio del XIII secolo, è piccola, raccolta ma c’è spazio per tutti, anche per la cagnetta Tosca che non si perde una celebrazione. I mattoni rossi trasmettono protezione e calore. Le voci salgono leggere e potenti. Sono salmi, canti, preghiere; la ripetitività fa quasi scomparire le parole in sé per lasciare spazio alla contemplazione, all’assoluto, a qualcosa di più alto.

A metà mattinata spazio alla lectio di mezza mattina con padre Felice che dà contemporaneità alla parola di Dio. L’entusiasmo, la mimica del suo viso è avvolgente, anche per chi è nel dubbio. Teologia profonda condivisa con parole semplici, quelle di un uomo che segue Dio e l’orto del convento.

I LAVORI DIE FRATI

La preghiera, certo, la meditazione, la solitudine ma anche molto, molto lavoro in questo complesso che sembra dipinto tanto tutto ha un ordine certo, sensato e coerente. Padre Roberto decora icone, padre Felice cura l’orto (angurie prelibate come le sue non ne avete mai mangiate), fra Silvio è il tuttofare con una predilezione per la cucina (che buona la sua pizza del sabato sera!), padre Alberto segue i turisti nelle visite al complesso conventuale e studia, fra Cristoforo sta all’aria aperta e il giardino è il suo regno.

NON HANNO I CELLULARI

Il tempo non esiste perché non c’è un telefono che impone di riprogrammare le giornate ogni dieci minuti. C’è il tempo per ascoltare la vita, la pace della Laguna e le cicale, aspettando le stelle. A quel punto, il verbo avere e il verbo fare lasciano lo spazio al verbo essere. Essere felici, o almeno, tentare di essere felici.

Tutto scorre nella preghiera dell’ora media (ore 14,30), dei vespri alle 18,30 e della compieta alle 21. Così si conclude la placida giornata dei frati.

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