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Il 31 ottobre è la "notte dei Santi" 

Gelsomino Del Guercio www.paviaedintorni.it

A Pavia una serata in chiesa all'insegna della preghiera

Nella notte di Halloween niente zucche e mostriciattoli: i francescani hanno scelto i santi. E così che nella serata di domenica 31 ottobre si celebrerà nella diocesi di Pavia, la veglia per la notte dei Santi. L’evento è a partire dalle ore 21, nella chiesa di Santa Maria del Carmine. Ad organizzarla, come sempre, sono i Frati Minori di Canepanova.

Un appuntamento che si era svolto anche lo scorso anno, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, e che aveva ricordato la figura di Carlo Acutis, il giovane beato molto legato a san Francesco d’Assisi.

NEL SEGNO DI GIULIA GABRIELI
Anche per il 2021 sarà la testimonianza di vita di una ragazza molto speciale a guidare la riflessione dei fedeli: Giulia Maria Gabrieli, giovane bergamasca, anch’ella devota di san Francesco e sant’Antonio, mancata dopo una malattia che non le ha lasciato scampo (un osteosarcoma) il 19 agosto 2011, per la quale il 7 aprile 2019 la Chiesa di Bergamo ha dato inizio ufficiale alla fase diocesana del processo di beatificazione presso il santuario della Madonna dei Campi di Stezzano, con un momento di preghiera presieduto da mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, in presenza del postulatore fra Carlo Calloni e del vice-postulatore don Mattia Tomasoni.

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IL DISCORSO DI BENEDETTO XVI
La veglia della notte dei Santi sarà presieduta da mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia. E si concluderà con la lettura del discorso di Benedetto XVI, pronunciato venerdì 19 agosto 2011, durante il viaggio apostolico in occasione della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid.

«Volgiamo lo sguardo a Cristo, appeso sul ruvido legno - affermava Benedetto XVI - e chiediamogli che ci insegni questa sapienza misteriosa della croce, grazie alla quale l’uomo vive. La croce non fu l’esito di un insuccesso, bensì il modo di manifestare l’offerta di amore che giunge sino alla donazione più smisurata della propria vita. Il Padre volle amare gli uomini nell’abbraccio del suo Figlio crocifisso per amore. La croce nella sua forma e nel suo significato rappresenta questo amore del Padre e di Cristo per gli uomini. In essa riconosciamo l’icona dell’amore supremo».

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