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Israele: uccisi i tre ragazzi rapiti

Redazione online

Sacro Convento: fermatevi, siate strumento di pace. Santa Sede: Crimine inaccettabile

Raid aerei su 34 obiettivi collegati ad Hamas e Jihad islamica dopo il lancio di razzi nel sud di Israele. Secondo i siti dei giornali israeliani Haaretz e The Jerusalem Post è iniziata durante la notte una massiccia offensiva israeliana su Gaza, che segue di poche ore il ritrovamento dei corpi senza vita dei tre giovani israeliani sequestrati in Cisgiordania 18 giorni fa.

In Cisgiordania, durante un'operazione dell'esercito israeliano, nel campo profughi di Jenin è stato ucciso un palestinese che - secondo l'esercito di Tel Aviv - aveva lanciato una granata contro i soldati. I palestinesi hanno denunciato la demolizione delle case dei presunti sequestratori - Amar Abu-Eisha, 33 anni, e Marwan Kawasmeh, 29 anni - che però non sarebbero stati ancora arrestati.

Dopo 18 giorni di ricerche a tappetto, la morte di 5 palestinesi e l'arresto di altri 400, ieri l'esercito israeliano ha trovato i cadaveri di Eyal Yifrah (19 anni) Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel (16) nei pressi del villaggio di Halhul vicino Hebron in Cisgiordania. Fortissima l'emozione in Israele.

Di fronte alla notizia il governo ha confermato la sua accusa ad Hamas che - ha detto il premier Benyamin Netanyahu - "la pagherà". Il viceministro alla Difesa Danu Danon ha rincarato: "La fine tragica dei tre ragazzi deve essere anche la fine di Hamas". Immediata la reazione del movimento islamico: "Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell'inferno", ha dichiarato il portavoce di Hamas a Gaza, mettendo nuovamente in dubbio la versione israeliana del rapimento. Anche Obama ha reagito subito definendo l'uccisione dei ragazzi "un insensato atto di terrore" che va condannato "nel modo più forte possibile". Oggi i funerali.

"Chi ha ucciso i tre ragazzi - ha ammonito il premier israeliano - è una belva umana". E la caccia continua ai due presunti responsabili del sequestro. Subito dopo il ritrovamento dei corpi è stata convocato il Gabinetto di sicurezza per decidere le misure da prendere. Immediata la decisione di demolire le case dei due presunti responsabili. E anche l'Anp ha immediatamente riunito la direzione palestinese e Abu Mazen avrebbe fatto un appello all'Ue e agli Usa per esercitare pressioni su Israele per evitare "un'operazione militare di vendetta". 

Le prime indagini hanno rivelato che i tre ragazzi sono stati uccisi subito dopo il sequestro, forse poco dopo la telefonata con la quale uno di loro ha avvisato la polizia del rapimento. Ma quella telefonata non è stata presa in considerazione e per questo sono passate ore che sarebbero state invece utili alle ricerche.

L'esercito è stato infatti avvisato con ritardo, dopo che le famiglie hanno informato la polizia che i loro figli - che avevano fatto l'autostop - non erano tornati a casa dalla scuola rabbinica che frequentavano. Il giorno dopo è stata trovata la carcassa bruciata di un macchina Hyundai che gli inquirenti hanno ritenuto collegata al rapimento.

Israele ha impegnato una massiccia quantità di soldati per ritrovare i tre rapiti, in un'operazione definita 'Brother's keeper'. Le madri hanno fatto un appello pubblico per la loro liberazione parlando anche all'Onu a Ginevra e l'intera leadership israeliana è scesa in campo. A cominciare da Netanyahu che ha chiesto al presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen di condannare il rapimento e di troncare i rapporti con Hamas con cui ha appena formato un governo di unità nazionale presieduto da Rami Hamdallah. Cosa che il leader dell'Anp ha fatto pubblicamente.(Repubblica)


Sacro Convento: fermatevi, siate strumento di pace

I frati della Basilica di San Francesco d'Assisi auspicano affinchè terminino questi atti di barbarie e di violenza. La pace va coltivata giorno dopo giorno, siate strumento di pace. Rinnoviamo presso la tomba di San Francesco la preghiera che aprì l'incontro per la pace in medio oriente: "O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace: Dove e' odio, fa' ch'io porti l'Amore, Dove e' offesa, ch'io porti il Perdono. Dove e' discordia, ch'io porti l'Unione. Dove e' dubbio, ch'io porti la Fede. Dove e' errore, ch'io porti la Verita'. Dove e' disperazione, ch'io porti la Speranza. Dove e' tristezza, ch'io porti la Gioia. Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce. O Maestro, fa' che io non cerchi tanto l'essere consolato, quanto il consolare. L'essere compreso, quanto il comprendere. L'essere amato, quanto l'amare. Poiche' e' dando, che si riceve; Perdonando, che si e' perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna". ( preghiera semplice attribuita a San Francesco d'Assisi)


Santa Sede: Crimine inaccettabile

Un «crimine esecrabile e inaccettabile». È questa la prima reazione che arriva da Oltretevere dopo il ritrovamento dei corpi dei tre ragazzi israeliani rapiti diciotto giorni fa. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana afferma che «la notizia dell’uccisione dei tre giovani israeliani scomparsi è una notizia terribile e drammatica. L’assassinio di persone innocenti è sempre un crimine esecrabile e inaccettabile, e un gravissimo ostacolo sul cammino verso quella pace per la quale dobbiamo instancabilmente continuare a impegnarci e a pregare. La violenza chiama altra violenza e alimenta il circolo mortale dell’odio».

Francesco è stato subito informato del ritrovamento. «Il Papa si unisce al dolore inenarrabile delle famiglie colpite da questa violenza omicida - ha aggiunto il portavoce vaticano - e al dolore di tutte le persone colpite dalle conseguenze dell’odio, e chiede a Dio di ispirare a tutti pensieri di compassione e di pace». Il tragico epilogo della vicenda, e le reazioni che si preannunciano rappresentano un duro colpo per quel tentativo di superare il «circolo mortale dell'odio» che Papa Bergoglio aveva voluto mettere in atto con il suo viaggio in Terra Santa e con l'incontro di preghiera per la pace che aveva visto Shimon Peres e Abu Mazen insieme nei giardini vaticani.

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