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Cardinale Hummes, 'Ferite Amazzonia e sua gente gridano aiuto' [VIDEO]

Redazione Mauro Berti
Pubblicato il 08-12-2019

8 dicembre 2019, celebrazione ad Assisi, Basilica San Francesco

Di seguito, il testo integrale dell'omelia del card. Cláudio Hummes durante la celebrazione della Santa Messa per l'Immacolata Concezione, 8 dicembre 2019 in Basilica Inferiore ad Assisi.

Fratelli e sorelle,

La solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria era già celebrata in Oriente fin dal secolo VIII. Si estese poi in Occidente nel secolo XII e, in seguito fu accolta decisivamente dai francescani e difesa magistralmente dal Beato Giovanni Duns Scott nelle famose discussioni dell'Università di Parigi e altrove nei suoi scritti. A Duns Scott è attribuita la sentenza che raccoglie l'essenza della sua argomentazione in favore dell'Immacolata e trascritta nella sua tomba, cioè "Potult, decuit ergo fecit" (Dio ha potuto farlo, era conveniente che lo facesse e, quindi, lo ha fatto). La festa dell'immacolata fu iscritta nel secolo XV nel Calendario di Roma e nel 1854 Pio IX la definì come dogma di fede. La devozione all'Immacolata fu sempre molto cara ai francescani e San Massimiliano Kolbe ha posto sotto la sua protezione speciale la Milizia da lui fondata. Lo stesso Serafico Padre San Francesco ha vissuto un grande amore alla Madre di Gesù. La piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola, dove Francesco viveva con i primi compagni e dove morì, è testimone di quest'amore. Lino dei scritti di San Francesco è il Saluto alla Beata Vergine, una bellissima preghiera. 


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Sentiamola: "Salve, o Signora Santa, Regina, santa madre di Dio, Maria, che sei vergine fatta Chiesa! Eletta dal santissimo Padre del cielo e da lui consacrata insieme con il santissimo Figlio suo diletto e con lo Spirito Santo paraclito. In te fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. Salve, suo palazzo; salve, suo tabernacolo; salve, sua abitazione; salve, sua veste: salve. sua ancella: salve, madre sua! E salve voi, sante virtù tutte, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, per trasformarli, da non credenti, a credenti in Dio".

Cari fratelli e sorelle, il Concilio Vaticano II ricorda e chiarisce la natura e fondamento del culto alla beata Vergine nella Chiesa, dicendo: "Maria, perché madre santissima di Dio presente ai misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, al di sotto del Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale. E di fatto, già fin dai tempi più antichi, la beata Vergine è venerata col titolo di "madre di Dio" e i fedeli si rifugiano sotto la sua protezione (...). Questo culto, quale sempre è esistito nella Chiesa...differisce essenzialmente dal culto di adorazione reso al Verbo incarnato, così come al Padre e allo Spirito Santo (...). Il santo Concilio formalmente insegna questa dottrina cattolica. Allo stesso tempo esorta tutti i figli della Chiesa a promuovere generosamente il culto, specialmente liturgico, verso la beata Vergine, ad avere in grande stima le pratiche e gli esercizi di pietà verso di lei, raccomandati lungo i secoli dal magistero della Chiesa (...). I fedeli (...) si ricordino che la vera devozione non consiste né in uno sterile e passeggero sentimentalismo, né in una certa qual vana credulità, bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della madre di Dio e siamo spinti al filiale amore verso la madre nostra e all'imitazione delle sue virtù" (Lumen Gentium, cf. nn 66 e 67). Ecco quindi l'autenticità della devozione cattolica a Maria Santissima. Tutti siamo lieti di questo insegnamento, perché amiamo e veneriamo gioiosamente la nostra Madre celeste.

L'Immacolata Concezione di Maria porta anche uno speciale messaggio al mondo odierno, che pretende di ignorare l'essenza del peccato e il danno che infligge a tutta la creazione. Nel creato tutto è connesso, dice papa  Francesco. Perciò il peccato degli esseri umani, sia individuale sia collettivo, danneggia anche il creato, come lo dimostra l'attuale grave e urgente crisi climatica e ecologica. In questo contesto, appare anche l'Amazzonia, danneggiata, depredata, degradata da interventi umani irresponsabili, neo-colonialisti, predatori. Però, dato che l'Amazzonia è un bioma insostituibile di salute e equilibrio per il Pianeta, la sua distruzione sarà un danno irreversibile e irreparabile per la nostra "casa comune", la Madre Terra. Maria è la Regina di tutto il creato. Così la chiama Papa Francesco nella Laudato Si' (241): "Maria, la madre che si prese cura di Gesù, ora si prende cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito".

Maria, "proprio come aveva pianto con il cuore trafitto per la morte di Gesù, anche ora piange per la sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo, sterminate dal potere degli uomini" (LS 241). Le ferite dell'Amazzonia e della sua gente oggi gridano aiuto. Forse mai come ai nostri giorni i popoli originari amazzonici e tutto il loro territorio sono stati tanto gravemente minacciati. Un neocolonialismo vorace invade queste terre ed espelle o decima i suoi popoli della foresta. Se andiamo avanti così, il loro futuro sarà non avere futuro. E di più, il futuro della "casa comune" sarà gravemente in rischio.

Guardando ancora Maria, Lei è anche il pegno della speranza. Dice Papa Francesco: "(Maria) è la donna 'vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi, e una corona di dodici stelle sul capo'. Assunta in cielo, è Madre e Regina di tutto il creato. nel suo corpo glorificato, insieme a Cristo risorto, parte della creazione ha raggiunto tutta la pienezza della sua bellezza" (LS 241).

Rallegriamoci, quindi, in questa solenne festa dell'Immacolata Concezione. Lodiamo a Dio e prendiamo il cammino di una conversione ben aggiornata per illuminare il cammino dell'umanità in questi tempi complessi e sfidanti.

Amen

Cardinale Cláudio Hummes ofm (8 dicembre 2019) ». «Le ferite dell'Amazzonia e della sua gente - ha proseguito Hummes - oggi gridano aiuto».

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