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"La scuola che riparte è un grande segno di speranza per le nostre comunità"

Redazione

In vista della ripresa, la Cei ha pubblicato un sussidio, per creare sinergie tra istituti, famiglie e associazione

Finalmente. È questa la notizia che circola in questi giorni tra genitori, ragazzi e studenti. Già perché finalmente dopo mesi di polemiche, proclami e paure, la scuola è iniziata. Come racconta il presidente Agesc, Giancarlo Frare, presente alla giornata di inizio a Vò, con tutte le autorità, «è stato un momento davvero toccante. Io che provengo dal Veneto ed ho vissuto in prima persona il dramma del Covid ho avuto i brividi quando i bimbi, le insegnanti e i genitori presenti si sono stretti al presidente Mattarella quasi per esorcizzare la paura dell’inizio di quest’anno scolastico. Poi ovviamente tutti i mass media si sono riempiti di notizia positive e negative, ma l’importante è che finalmente l’anno sia iniziato. È questo fino a pochi mesi fa non era per nulla scontato. Un ringraziamento va proprio alla Presidenza della Repubblica che ha voluto il sottoscritto come rappresentante di tutti i genitori delle scuole cattoliche in questi mesi di difficoltà. Un segno tangibile di quanto le scuole paritarie siano fondamentali per il mondo dell’educazione».

Nel frattempo anche la pastorale della Chiesa per la scuola ha pubblicato un sussidio dal titolo “Educare, infinito presente. La pastorale della Chiesa per la scuola”, uscito proprio nel giorno in cui, in molte regioni italiane, le scuole hanno riaperto i battenti. Il testo, ha sottolineato monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e presidente della Commissione, «testimonia che quello dell’educazione è un dossier che non può mai essere considerato chiuso» e che necessita «di un impegno che si presenta accresciuto per urgenza e novità di esigenze».

In un tempo in cui il nostro Paese e l’intero pianeta sono segnati dolorosamente dall’emergenza sanitaria e dalle sue conseguenze, dedicarsi alla scuola infatti riveste ancora più valore. Per la Chiesa, il mondo scolastico è una realtà da amare e in cui stare con passione e competenza, contribuendo alla costruzione del progetto scolastico. Pensato innanzitutto per le comunità cristiane, il documento si rivolge a tutti coloro che hanno a cuore la formazione dei ragazzi e dei giovani. Oltre a contenere riflessioni, spunti e approfondimenti, rappresenta uno strumento prezioso per creare sinergie e lavorare insieme. Del resto, osserva Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università, «dire scuola è dire comunità, responsabilità, significati per la vita: tutte cose senza le quali non si vincono le sfide che abbiamo oggi davanti». In quest’ottica, la pubblicazione del Sussidio vuole essere «un segno dell’attenzione e dell’amore della Chiesa per la scuola e per il mondo dell’educazione», che abbraccia scuole di ogni ordine e grado, statali e paritarie, centri di formazione professionale e ogni altra istituzione con compiti formativi specifici. 

Nel frattempo si sono aperte le iscrizioni, in tutte le scuole, all’Agesc. Essere soci vuol dire avere l’opportunità di comunicare, scambiare opinioni, confrontarsi, vivere momenti con spirito comunitario e formarsi come genitori soprattutto a livello educativo. In questo momento è uno strumento che consente anche di difendere i diritti della scuola paritaria. «Ecco perché – conclude il presidente Frare – dico grazie a tutti coloro  in questi mesi si sono prodigati per poter riaprire le scuole e cominciare l’anno scolastico in sicurezza. Perché questo è fondamentale per i ragazzi e anche per i genitori e nonni. Dopo tante lacrime ora vorrei vedere sorrisi. Buon anno a tutti». (Avvenire)

 

 

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