approfondimenti_francescani

Nove giorni con san Francesco

Redazione online

Primo giorno

CON FRANCESCO QUATTRO PASSI PER LA PACE

“Serafico Padre san Francesco, che tanto avvicinasti gli uomini del tuo tempo a Dio, concedi che anche noi, con le parole e con l'esempio, sappiamo attrarre i nostri contemporanei all'unica nostra salvezza Cristo Gesù. San Francesco prega per noi”

Padre Enzo Fortunato


Nel volume “How enemies became friends” (Come i nemici diventano amici) Charles Kupchan indica quattro corsie preferenziali per raggiungere la pace. Si parte da un'offerta unilaterale per vedere se il nemico accetta; si continua mettendo in atto la moderazione reciproca, cioè dalla rivalità alla cooperazione; si passa così alla stagione dell'integrazione, attraverso l'incontro e il dialogo; infine matura il nuovo modo di essere. Questo percorso suggerisce altrettanti passi francescani che potrebbero rappresentare consapevolezze utili ad animare un agire pacificante. La prima è la lotta interiore, la seconda il rapporto con i ladroni, poi il rapporto con il lupo di Gubbio, infine il rapporto con il Sultano. Praticamente conseguire la pace con se stessi, con l'uomo, con il nemico, con l'estraneo. Come far diventare il nemico amico? Francesco indica l'importanza di accogliere la lotta interiore che viviamo quotidianamente tra i desideri della carne quelli dello spirito. Il secondo passo è la lezione che il Santo dona ai suoi frati quando respingono i ladroni di Montecasale. Francesco invece li invita a pranzo e si convertirono e divennero frati (FF. 1646). È la logica del perdono. Il noto episodio con il lupo di Gubbio sottende la questione sociale, il rapporto con il nemico. Il lupo aggredisce perché affamato. Francesco mette in atto la pedagogia della comprensione, dandogli ristoro, guadagnandone la fiducia (FF. 1852). Infine il rapporto con il Sultano, con l'estraneo. È un punto di arrivo interessante dove il nemico diventa fratello attraverso il dialogo e la stima che abbatte la barriera della minaccia e della rivendicazione (FF. 1173). Questi e altri episodi gettano le basi per quello che sarà lo Shalom francescano fatto di accoglienza, di perdono, di comprensione, e di dialogo. Percorriamo questi passi anche noi.

Secondo giorno

CON FRANCESCO, UOMO RICONCILIATO CON DIO E CON IL CREATO

“Santo d'Assisi, d'Italia e del mondo, che tanto ti prodigasti nella tua vita perché, superata ogni divisione e discordia, gli uomini si riconoscessero fratelli, dà anche a noi di impegnarci a cercare sempre in tutti i nostri fratelli le cose che ci uniscono. San Francesco prega per noi”

Padre Egidio Canil

La grande scoperta di Dio come Padre, ha guidato via via Francesco d'Assisi a riconoscere, in ogni uomo, donna e in tutte le creature dell'universo intero, una immensa schiera di fratelli e di sorelle. È consapevole che “tucte le creature” sono un immenso dono della bellezza di Dio perché “de Te, Altissimo, portano significazione”. L'icona di questa straordinaria scoperta è rappresentata dalla Predica agli uccelli, magistralmente rappresentata negli anni '50 del XIII secolo dal Maestro di San Francesco nella Basilica inferiore e da Giotto, alla fine dello stesso secolo, nella Basilica Superiore. Il primo anonimo pittore pone, di fronte alla Predica, Cristo, morto, mentre viene deposto dalla croce: due affreschi di rara bellezza cromatica e poetica. Quale parallelismo fra i due episodi? Una spiegazione plausibile può essere solo di natura biblico-teologica. Cristo infatti, morendo sulla croce, compì il progetto salvifico della Redenzione consentendo nuovamente all'uomo di aver accesso allo stato di grazia e di santità del primo Adamo, quando venne creato e collocato da Dio nel Paradiso terrestre. Francesco, per i meriti della Redenzione, non solo è stato in grado di rapportarsi con Dio, ma, come i progenitori prima del peccato, di dialogare e di rapportarsi in armonia con tutte le creature. Gli uccelli diventano uditori e discepoli, il lupo di Gubbio viene ammansito, le creature tutte diventano sorelle, gli uomini, buoni o cattivi, fratelli. Questa dimensione della vita di Francesco ricorda ai seguaci, ai pellegrini, agli estimatori del Santo, a tutti gli uomini di camminare verso Dio in piena armonia con il creato perché dono di Dio. Il secondo invito consiste nel richiedere all'uomo, incamminato verso Dio, di non presentarsi a mani vuote (Cf Es 34,20b). L'uomo infatti ha il compito di ricondurre a Dio tutta la creazione.

Terzo giorno

CON SAN FRANCESCO, UOMO DI DIO

“Vero cantore di Dio nel suo creato, che sapesti farti voce di ogni essere ed esaltare il Signore in tutte le tue opere, fa' che sappiamo accostarci con rispetto ed amore ad ogni creatura per ammirare le meraviglie di Cristo. San Francesco prega per noi”

Padre Franco Careglio

Francesco è uomo di Dio. È colui che ama, crede e spera in Dio solo. Comprende che Dio è il tutto per l'uomo: questa la sua conversione, proposta valida per tutta la storia umana. Il Dio che esige da Gesù un oblio di sé fino alla morte dà a san Francesco la possibilità di riconoscere che Dio è il totalmente altro, presenza vivissima e al tempo stesso inafferrabile. Il nulla pieno di amore è la risposta di Francesco a questo Dio santo e incomprensibile. Un Dio accolto soltanto da chi, dimenticando se stesso, si fa servo dei lebbrosi di ogni tempo. Cristo, Figlio di Dio e Dio egli stesso, è per san Francesco il fratello che insegna la misericordia e l'incomprensibilità del Padre. Se la vita del nostro Santo culminerà nell'estasi della Verna, perfetta assimilazione a Cristo crocifisso, è perché ha accolto appieno Dio nella sua alterità. In sintesi, la lezione del Santo è: la paternità di Dio datore di ogni bene, l'amore del Figlio espiatore di ogni colpa, la luce dello Spirito annunciatore della verità si manifesta e si realizza allorché gli uomini, seguendo il Cristo che muore per tutti, abbandonano il proprio egoismo e ripudiano gli idoli che hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, hanno orecchi e non odono (Sal 113). Al contrario il Dio di Gesù Cristo ode il grido degli oppressi, scende dal suo cielo e prende in mano la situazione (Es 3,7).

Quarto giorno

CON FRANCESCO, UN PAIO DI OCCHIALI ROSA

“Perfetto testimone della fede cristiana che, zelante del regno di Dio, con parole semplici sapesti avvicinare anche chi era lontano, aiutaci a trovare sempre le parole giuste per annunciare Cristo con franchezza e semplicità. San Francesco prega per noi.”

Padre Luciano Moles

Riassumo la spiritualità di san Francesco in tre punti: prendere la vita con semplicità; grande fiducia nella provvidenza divina; grande amore verso tutti. Questo mettermi un “paio di occhiali rosa” mi fa vedere ogni cosa rosea. Mi sforzo di mettermi in contatto con me stesso, con gli altri, con la natura e con Dio stesso attraverso il filtro del bene, del sorriso, dell'ottimismo, della fiducia e di ogni cosa che mi dia pace.

Quinto giorno

CON SAN FRANCESCO, IL SALUTO DI PACE

“Sposo fedele di Madonna Povertà che scegliesti sull'esempio di Cristo Signore come unica compagna della tua vita, concedi anche a noi di condurre una vita semplice e aperta alla condivisione con gli ultimi, gli emarginati ed i sofferenti di questo nostro difficile tempo. San Francesco prega per noi.”

Padre Julian Zambanini


San Francesco salutava tutti con le parole: “Il Signore ti dia pace!”. Nella Lettera ai Fedeli, Francesco sottolinea la sua devozione all'Eucaristia e dice: “Dobbiamo visitare frequentemente le chiese e riverire i sacerdoti, non tanto per loro stessi, [...] ma per il loro ufficio di ministri del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, che essi consacrano sull'altare e ricevano e distribuiscono agli altri. E ricordiamoci bene tutti che nessuno può essere salvato se non per il sangue del Signore nostro Gesù Cristo e per annunciano e amministrano”. Parole che sottolineano la sua grande fede. A nessuno piace stare intorno a una persona con una faccia lunga ed in secondo luogo perché se possiamo vivere la nostra fede con gioia, certamente saremo più felici noi e quelli intorno a noi.

Sesto giorno

CON FRANCESCO, DALLA INDIGNAZIONE ALLA CONTESTAZIONE

“Cantore fervente di Maria che esaltasti come eletta dal Padre e consacrata dal Figlio diletto con lo Spirito Consolatore, fa' che anche noi come Lei diventiamo casa, tenda e palazzo di Dio in mezzo al mondo. San Francesco prega per noi.”

Padre Maurizio Bazzoni


Credo si possa affermare che Francesco abbia vissuto l'indignazione. Un sentimento profondamente umano che toccò lo stesso Gesù, rattristato dalla durezza dei cuori dei farisei (cf Mc 3,5). Indignazione ovviamente santa, ma pur sempre indignazione. In Francesco – ma, grazie a Dio, non solo in lui – l'indignazione si aprì però ad una vera e propria contestazione, attraverso uno stile ci vita che “non maledice i ricchi, ma diventa povero; non rompe con la Chiesa, ma vive nel suo seno la libertà e la purezza del Vangelo; non innalza una classe contro l'altra, ma stabilisce una situazione in cui la lotta non ha senso” (Taddeé Matura). Uno stile sintetizzato da quella preghiera semplice che, anche se non sua, ne esprime bene lo spirito: “O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace: Dove è odio, fa' ch'io porti l'Amore. Dove è offesa, ch'io porti il Perdono. Dove è discordia, ch'io porti l'Unione. Dove è dubbio, ch'io porti la Fede. Dove è errore, ch'io porti la Verità. Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza. Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia. Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce”.

Settimo giorno

CON FRANCESCO, VIVERE SECONDO IL VANGELO

“Tutto Serafico in ardore, che sapesti accogliere nella preghiera ogni parola di Dio per poi realizzarla fedelmente, dacci la continuità nella preghiera per nutrire la nostra anima alla divina mensa e progredire sempre più nel cammino verso Dio e i fratelli. San Francesco prega per noi.”

Padre Alercio Carvalho


Vivere secondo la forma del Vangelo è la grande svolta che trasforma definitivamente la vita del giovane Francesco, un ragazzo che alla ricchezza sceglie la povertà, che sognava la gloria delle armi e si fa ambasciatore di pace e amore. La sfida di Francesco è quella di mostrare agli uomini del suo tempo come l'insegnamento del Vangelo possa essere vissuto da tutti, sempre, senza mezze misure. Al centro del suo messaggio sta il mistero di Dio e l'amore con cui Francesco lo vive. L'amore e la gratitudine di Francesco aumentano di fronte a Gesù, nato e morto per noi. L'umiltà dell'incarnazione e la carità della passione di Gesù sollecitano una risposta: seguire le orme di Gesù è rispondere a quest'amore: “Dobbiamo amare molto l'amore di colui che ci ha molto amati”.

Ottavo giorno

CON FRANCESCO INCONTRO ALL'UOMO

“Uomo fatto preghiera, patrono d'Italia, che appartieni non solo ad Assisi ma a tutta l'umanità e con la testimonianza evangelica spingi potentemente a servire la giustizia e la pace, fa' che i tuoi figli ed i tuoi devoti sappiano rispondere alle sfide di questo mondo con la mansuetudine e la coerenza di chi segue il Vangelo di Cristo. San Francesco prega per noi.”

Fra Rocco Predoti

Francesco è ancora capace di proiettare il suo sguardo oltre la nostra consueta e consumata visione dell'uomo. Nell'incontro con i lebbrosi ha fissato i suoi occhi nei loro volti stancati dal dolore ed ebbe il coraggio di intravedere e contemplare in essi il volto di Dio e nelle loro membra intristite dalla solitudine quelle del Cristo doloroso sulla Croce. Francesco ama l'uomo: l'uomo che dalle strade della vita grida il suo bisogno di umanità. Nono giorno

CON FRANCESCO VERO MAESTRO

“Perfetta immagine di Cristo Crocifisso, che portasti visibilmente nel tuo corpo i segni della nostra redenzione come preziosissime gemme che tenesti nascoste anche ai più intimi, fa' che partecipiamo con gioia alle sofferenze del nostro prossimo e, nel silenzio, uniti a Cristo, partecipiamo alla salvezza del mondo. San Francesco prega per noi.”

Fra Loreto Del Piano


Nel Testamento, Francesco annota: “Nessuno mi insegnava quello che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Vangelo”. Egli fu una figura sbocciata completamente dalla grazia e dalla sua interiorità. Ecco perché san Francesco, ancora oggi con la sua semplicità e amabilità.

Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco, la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte.

Solo grazie al vostro sostegno e alla vostra vicinanza riusciremo ad essere il vostro punto di riferimento. Un piccolo gesto che per noi vale tanto, basta anche 1 solo euro. DONA