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Con San Francesco per i giovani: a San Pietroburgo i francescani sono un punto di riferimento per i ragazzi

Redazione online

Nella grande città russa i frati gestiscono un 'Centro Diurno' e un 'Centro di crisi per bambini' combattendo disagio sociale e dispersione scolastica

A San Pietroburgo, in Russia, la famiglia francescana è presente con i Frati Minori, i Frati Minori Conventuali, le Suore Francescane Missionarie di Maria, le Suore della Famiglia di Maria, il Terz’Ordine Francescano. I frati e le suore sono conosciuta sopratutto per l'impegno nel sociale. Sono ormai diventati dei punti di riferimento per decine di ragazzi della città il “Centro diurno” e il “Centro di crisi per bambini”, le due strutture "storiche" gestite dai francescani di San Pietroburgo.

Giovani artigiani, ballerine e calciatori
Al "Centro diurno" le iniziative spaziano dal campo formativo a quello educativo, da quello sportivo a quello ludico, da quello culturale a quello morale. Si registra ogni giorno una vivacità che sin dalle origini caratterizza il Centro. Ad esempio nel piccolo “Laboratorio” i ragazzi con le loro mani imparano a lavorare il legno ed altri materiali. In questo ultimo periodo, ad esempio, hanno realizzato casette incastonando, senza colla dunque, fiammiferi; hanno cucito bambole di pezza e disegnato; hanno curato quotidianamente, con tanta passione, quanto seminato (fiori ed ortaggi) nell’orticello “casalingo” nel mese di gennaio.
Le ragazze del “Centro diurno” un paio di volte alla settimana si divertono danzando l’hip – hop sotto la guida della brava Olga, assistente sociale, mentre i ragazzi, quando le temperature lo consentono, sotto la guida dell'altro assistente Michail si allenano sul campetto di calcio.

Si torna a scuola, ritrovando se stessi
L'altra attività d' "eccellenza" dei frati prova ad arginare la dispersione scolastica. La “Scuola mobile” del “Centro di crisi per bambini” accoglie in continuazione nuovi ragazzi, adolescenti, durante tutto il corso dell’anno. Gli ultimi due ragazzi iscrittisi alla nostra “Scuola mobile” nella seconda metà del mese di febbraio, ad esempio, per varie ragioni non frequentavano la propria scuola da ottobre 2013 e sono stati "recuperati" attraverso l'istituto francescano. Ogni ragazzo, alla “Scuola mobile”, è seguito in modo particolare ed individuale: per lui si preparano dei programmi speciali e, appunto, individualizzati in modo tale che egli possa motivarsi, o rimotivarsi, allo studio. Ogni ragazzo è poi accompagnato e sostenuto anche, e soprattutto, da un punto di vista umano ed esso trova nell’insegnante un punto, adulto, di riferimento che spesso gli manca, per varie ragioni, in famiglia. L’insegnante, per i ragazzi, diviene così un “fratello” o una “sorella maggiore” a cui confidare i propri disagi, le proprie attese, le proprie paure, i propri sentimenti e le proprie speranze.

Il "Doposcuola" per aiutare a fare i compiti
In caso di necessità, poi, i ragazzi hanno anche la possibilità di integrare quanto fatto al mattino con gli insegnanti della “Scuola mobile”, con la proposta del “Doposcuola” dove essi possono ricevere ulteriori spiegazioni delle lezioni e fare i compiti. Inoltre, nella maggior parte dei casi, i ragazzi si mettono anche a frequentare le attività proposte loro dal “Centro diurno” arricchendo in tal modo la propria formazione, la propria educazione e utilizzando il tempo libero in modo utile e, direi soprattutto, sano, lontani dai quei modelli di vita che gli avevano fatto perdere un più o meno lungo periodo di tempo scolastico.

Non solo "ragazzi di strada"
La "Scuola mobile" vanta ormai un decennio dì attività ed è un servizio unico a San Pietroburgo. Se all’inizio la era stata creata per i “ragazzi di strada” veri e propri, nel corso degli ultimi anni, gli studenti sono divenuti ragazzi che per varie ragioni (quasi tutte riconducibili alla scarsa responsabilità educativa dei genitori) per lunghi periodi non frequentano la scuola o ragazzi che, sempre per vari motivi, in un collettivo come potrebbe essere quello di una classe, non possono studiare o, per lo meno, studiare con profitto.

Gelsomino Del Guercio

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