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IL LAVORO CON... FEDELT� E DEVOZIONE

di Giuseppe Piemontese



Proprio in tempi particolarmente diffi cili per l'occupazione, può essere utile richiamare il pensiero di Francesco d'Assisi sul tema del lavoro, per aiutare tutti a comprendere l'importanza che ricopre nella vita dell'uomo. Egli defi nisce “una grazia di Dio” la capacità, la voglia e l'opportunità di lavorare. Non considera il lavoro come conseguenza di una condanna, ma vede in esso la condizione normale di una persona, con la quale realizza la propria vocazione-missione umana e spirituale. Considera inoltre che il binomio preghiera-lavoro si intrecci in maniera tale da diventare un'unica realtà; infatti non parla di preghiera e lavoro, ma di lavoro che si fa preghiera e di preghiera che è la sublimazione del lavoro cioè la trasformazione del lavoro nella dimensione fondamentale ed essenziale della vita umana, che è la relazione con Dio, appunto la preghiera.

TENERE LONTANO L'OZIO
L'obiettivo del lavoro, secondo il suo pensiero, è duplice: innanzitutto tenere lontano l'ozio, che è il vero nemico dell'uomo e dell'anima, causa di perversione, spazio di mormorazioni, fonte di parassitismo e di sfruttamento degli altri e ambiente adatto per infrangere la carità. I frati che non lavoravano Francesco li chiamava “frati mosca” perchè battevano continuamente l'aria, approfi ttavano degli altri e corrompevano la fraternità e la società. A loro riservava l'espulsione dalla fraternità e dall'Ordine, senza remissione.

LA PREGHIERA
Il secondo obiettivo è che il lavoro consente di dare continuità senza interruzioni alla preghiera.Interessante è il fatto che in una fraternità povera, quale quella di Francesco, veniva consentito di avere gli strumenti del mestiere: “E possano avere gli arnesi e gli strumenti necessari al loro mestiere” (FF25). Il lavoro da svolgere nella fraternità era lo stesso che veniva svolto nel mondo, ma in maniera trasformata e sublimata.

LO SPIRITO DEL LAVORO
Nella Regola bollata Francesco dice come e con quale spirito si debba lavorare: “Quei frati ai quali il Signore ha concesso la grazia di lavorare, lavorino con fedeltà e con devozione, così che allontanato l'ozio, nemico dell'anima, non spengano lo spirito della santa orazione e devozione al quale devono servire tutte le altre cose temporali”. Le caratteristiche francescane del lavoro sono dunque, “fedeltà” e “devozione”.

LA FEDELTA' 
Lavorare con fedeltà significa svolgere bene il proprio compito, far bene tutto ciò che c'è da fare, non limitarsi semplicemente ad abbozzare il proprio lavoro o addirittura trascurarlo. Oserei dire che ogni lavoro va svolto “con fede”, rispondendo ad una chiamata del Creatore, che invita a collaborare all'opera della Creazione.

LA DEVOZIONE
Lavorare devotamente significa mettere, innanzitutto, al centro, le esigenze di Dio che sono quelle della preghiera e della spiritualità (lavoro come preparazione e come proseguimento della preghiera), della rettitudine, della giustizia e della carità. Nel modo in cui ce lo propone san Francesco, il lavoro, non solo quello retribuito, “stipendiato” o “salariato”, è espressione di dignità, una via di santifi cazione e uno strumento di costruzione della società e del mondo nel quale ci troviamo. San Francesco certamente non intendeva affrontare i temi e i problemi sociali del lavoro, i diritti e i doveri dei lavoratori, che sono conquiste di giustizia, legate alla dignità umana. Francesco propone ai frati, ma anche a ogni persona di buona volontà, l'importanza del lavoro e lo spirito col quale lavorare. Il tutto poi, risulterà trasfi gurato se fatto con “fedeltà e devozione”.


Giuseppe Piemontese
Vescovo Terni

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