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SANTA CHIARA, DONNA DEL SUO TEMPO DAL PENSIERO AVVENIRISTICO

Chiara di Assisi ebbe il coraggio di sfidare i canoni di una cultura maschilista, dando vita alla Regola scritta di sua mano e confermando il suo impegno a servire il Signore

Credits Ansa

Chiara di Assisi ebbe il coraggio di sfidare i canoni di una cultura maschilista, dando vita alla Regola scritta di sua mano e confermando il suo impegno a servire il Signore, da cui traeva la forza per affrontare qualsiasi intemperie, a cagione di rinnovati dolori e nuove sfide – prima fra tutte, quella di fornire alle donne le “armi” dell’amore e della ragione, entrambe indispensabili alla lotta contro le convenzioni che facevano delle stesse solo merce di scambio.

Chiara e le consorelle si misero a disposizione dei poveri in maniera straordinaria, testimoniando il Vangelo con quella grazia che sembra appartenere solamente alle donne (creature “magiche”, in grado di trasformare il mondo e suscitare nel contempo sentimenti di umanità e di lirismo). Ciascuna religiosa respinse la consuetudine che ne prevedeva la reclusione in monasteri lugubri, lontani dal mondo, accogliendo di contro quanti fossero alla ricerca di gesti e parole di supporto. Chiara seppe costruire un dialogo eloquente con la Chiesa, scardinando le antiche consuetudini papali e ottenendo l’approvazione del Pontefice. I consensi raggiunti nel corso della sua missione rimandano all’ingenito senso di responsabilità ch’ella dimostrò di avere dinnanzi alla vita, della quale seppe cogliere le tensioni, i chiaroscuri, e quei contrasti che ne rendono tracciabili addirittura i profili meno intellegibili. Chiara non smise mai di coinvolgere le consorelle nell’opera di evangelizzazione, poiché era certa ch’esse possedessero per natura i germi della fede e della tenerezza, che nel quotidiano si traducono nella capacità di ascoltare e di comprendere il prossimo, nell’interpretazione dolce della realtà – tuttora amara e incomprensibile. Il concetto di donna, che procede oltre l’essere moglie e madre, racchiude l’esistenza di una donna ch’è anzitutto artefice del suo destino, realizzabile nientemeno sotto gli archi e le volte di una Chiesa. Sia per legge di Dio, che non ammette disparità, sia per amore. E adesso a volerlo, è anche papa Francesco.

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