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Frate Elia, il francescano martire in Cina

Credits Ansa

La parrocchia e la comunità di Reno Centese si preparano a celebrare la memoria del loro concittadino Giuseppe Facchini, meglio conosciuto come padre Elia dal nome che assunse dopo l'ingresso nell'ordine dei Frati minori francescani. Lunedì, anniversario del martirio di fra Elia nonché memoria liturgica del santo, alle ore 21 è prevista una celebrazione eucaristica all'interno della «tendochiesa» di Reno Centese, cui farà seguito la benedizione dal piazzale antistante.

Le feste in onore di sant'Elia Facchini erano già incominciate giovedì scorso, con la fiaccolata di preghiera snodatasi dalla sua casa natale fino alla chiesa. Anche ieri la comunità ha celebrato una Messa, con la quale si è affidata al santo. Venuto al mondo il 2 luglio 1839 in una famiglia semplice ma ricca di fede, il giovane Giuseppe iniziò i suoi studi nella scuola parrocchiale. Dopo gli studi ginnasiali fu ammesso a studiare come esterno nel seminario di Finale Emilia, ma fu soltanto al compimento dei diciotto anni che Facchini sentì la vocazione per la vita consacrata. Una notizia che colse di sorpresa i più, anche all'interno della sua stessa famiglia, dato il carattere tendenzialmente impulsivo del ragazzo.

Fatta la sua scelta, Giuseppe Facchini lasciò Reno Centese diretto alla Casa provinciale dei francescani di Bologna, nella quale fu accolto con favore. Era il 1854. Era il 1° novembre di quell'anno quando, mentre si trovava a Rimini, Giuseppe vestì l'abito dell'ordine del poverello di Assisi mutando il nome in Elia. Il noviziato e gli studi superiori vennero affrontati brillantemente dal giovane, che poté ricevere l'ordinazione presbiterale il 18 dicembre 1864 dall'allora arcivescovo di Firenze Giovacchino Limberti.

Complici i problemi vissuti dagli ordini religiosi in quegli anni, che costrinsero fra Elia a ritirarsi per un periodo presso la famiglia, maturò in lui il desiderio di consacrare ulteriormente la propria vita in senso missionario. Ricevuto il parere positivo dei superiori e dopo essersi adeguatamente preparato apprendendone la lingua, fra Elia si imbarcò per la Cina insieme ad alcuni confratelli.

Dopo un viaggio durato anni e nel corso del quale non vennero risparmiati al frate umiliazioni, rifiuti, fame e freddo giunse finalmente alla meta del suo viaggio il 29 aprile 1869, giungendo a Tai-yuen-fu. Dopo un'opportuna ambientazione gli fu affidato l'importante distretto di Ta- tong-fu, dove con l'ardore e l'entusiasmo del giovane missionario passò ad operare un'instancabile opera apostolica. Dopo appena un anno, però, i superiori lo richiamarono a Tai-yuen-fu.

Avrebbe assunto il ruolo di rettore del Seminario cinese del quale, in realtà, sarebbe stato l'unico professore per una ventina di studenti con gradi d'istruzione molto diversificata. Condusse il Seminario per ben venti anni con disciplina e comprensione, amato dagli studenti, non concedendosi riposo e conducendo per sé una vita molto severa. Chi lo conobbe apprezzò la sua umiltà, che egli esprimeva sempre anche con abiti semplici e con una vita senza pretese.

Amò e servì la povertà. I suoi seminaristi ed i poveri che incontrava venivano sempre prima di tutto. Per loro cercava il cibo e qualche libro perché potessero formarsi, il vestito e l'essenziale. L'11 settembre 1893 gli fu dato l'incarico di guidare la prima famiglia monastica francescana in Cina. Dopo quattro anni dovette lasciare questo incarico, a lui particolarmente congeniale, per ritornare a dirigere il seminario a Tai-yuen-fu.

Aveva fatto, da religioso e sacerdote, il voto di obbedienza ma egli lo visse sempre con piena volontà e senza sconti. Giunta la persecuzione, padre Elia venne portato in catene nel cortile del tribunale di Tai-Yuen-fu il 9 luglio 1900. Condotto sul posto dove erano già stati uccisi tutti gli altri 25 martiri, il carnefice gli ordinò di inginocchiarsi per poi decapitarlo. Beatificato insieme ai compagni nel 1946 da papa Pio XII, è stato innalzato agli onori degli altari nel 2000 da san Giovanni Paolo II. (Marco Pederzoli - Avvenire)

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